Déjà Vu.

Trovarono un passaggio dove mille anni prima erano passati i Vichinghi: cinque minuti, non di più, ci misero a percorrere quel passaggio che arrivava in cima alle pareti di roccia a picco sul fiume e videro il cielo, la luce!

Domenico pensò subito di creare una fondazione umanitaria intitolata a suo figlio ed aveva in mente di donare i tesori d’ arte ad una serie di Musei.

Il tesoro in oro ed argento andrà in parte alla Sapienza di Roma ed in parte alla facoltà del Dottor Edward Anderson, il resto in beneficenza ed ovviamente una quota destinata ai suoi futuri nipotini.

Domenico sapeva e sentiva già le loro risate, le loro grida di gaiezza, era contento a tal punto di diventare nonno che schizzava da tutte le parti.

Sentiva che un giorno da suo figlio Giulio avrebbe avuto due gemelli e non riusciva a spiegarsi questa intuizione, questo presentimento!

Non avrebbe voluto andare a fondo e capire come poteva già saperlo, ma con il suo istinto innato e congenito da ricercatore riuscì: bene o male a trovare una risposta a questo suo quesito.

Gli apparve in mente, davanti ai suoi occhi una scritta dejà, cliccò sul web e si aprì una pagina che spiegava il fenomeno in questo modo << Dèjà vu è una parola , che in Italiano significa letteralmente “ Già visto “.

Il fenomeno si riferisce al fatto che si ha la sensazione di essere già stai in quel luogo, di aver già avuto una conversazione che si esperisce nel presente.

Coloro che hanno avuto un déjà vu dicono di aver saputo in anticipo cosa avrebbero visto o sentito dire dopo.

Altri dicono di aver saputo trovare una stanza o un oggetto in una casa in cui non erano mai stati.

Se pensate che il fenomeno sia raro, vi sbagliate, più del 70% delle persone nel mondo ha affermato di aver provato una sensazione di déjà vu.

La maggior parte degli episodi è avvenuta a soggetti di un età compresa tra i 15 e i 25 anni, ma senza alcun indizio. Non si può mai dire quando proveremo il déjà vu, dal momento che accade indipendentemente dal fatto che una persona sia stressata o meno.

Ma come classificare il déjà vu? E’ un’esperienza paranormale? Una semplice coincidenza, oppure una percezione?

La tesi preferita da coloro che cercano una spiegazione scientifica e razionale al fenomeno è quella relativa alla percezione.

In pratica, il nostro cervello commette un errore dandoci prima la traduzione del significato di ciò che abbiamo visto o sentito e poi dandoci le informazioni sul luogo visto o sulle parole ascoltate.

In questo modo abbiamo l’impressione di sapere in anticipo ciò che in realtà abbiamo già vissuto.

Anche se quella dell’errore tecnico nella percezione sembrerebbe la teoria che calza a pennello a tutte le situazioni di déjà vu, c’è sempre spazio per teorie meno scientifiche e forse più affascinanti, come quelle che considerano il déjà vu come un fenomeno di paranormale.

Nel momento in cui noi rivisitiamo quel luogo immagazzinato nel nostro subconscio diventano accessibili, di conseguenza proviamo quelle impressioni e sensazioni già vissute nella nostra vita già passata.

Che sentiate parole prima che vengano pronunciate o abbiate la sensazione di aver già saputo in anticipo un fatto che sarebbe accaduto in futuro, sta a voi decidere come interpretarlo!

Ritornarono stanchi, in silenzio, ma contenti di quello che avevano appena compiuto, di quello che avevano visto ed erano ancora frastornati da ciò che avevano scoperto: una scoperta, che fece il giro su tutte le televisioni e sui giornali di tutto il mondo, era stato un evento storico per la ricerca e loro non se ne rendevano ancora conto.

Arrivarono in porto attraccando l’ imbarcazione e fecero scendere l’ ancora, buttarono le cime legandole bene ai piloni del porto.

Domenico diede loro il resto della paga stabilito e gli promise che avrebbero avuto una lauta ricompensa non appena avrebbe sistemato tutte le incombenze e tutti gli impegni previsti per essere in regola in questi avvenimenti particolari: li salutò come se fossero amici da tanto tempo, come se non fosse stata la prima volta che avessero lavorato insieme.

Non andò subito in Aeroporto, ma si fermò una notte in più a New York: era troppo stanco ed ancora troppo carico di adrenalina e doveva mangiare, dormire e sopratutto riposare.

Il mattino seguente sbrigò tutte le pratiche per consegnare

l’ attrezzatura da immersione e per l’ imbarcazione presa a noleggio.

Dopo una buona colazione abbondante si diresse

all’ Aeroporto J.F.K. di New York per il viaggio di ritorno verso la sua amata Roma, verso la sua amata famiglia.

<< Deve essere bello diventare così popolari? >>.

<< Lo devo ammettere, è una piacevolissima sensazione: andiamo a cena fuori per festeggiare, amore? >>, Domenico la strinse a se.

<< Che ne dici di pasta e spinaci e prosciutto? >>.

<< Affare fatto! >>, guardò con dolcezza Daniela.

Dopo poco tempo la cena era pronta e si sedettero a tavola gustandosi quella prelibatezza, scambiandosi baci e battute sarcastiche, punzecchiandosi come facevano sempre, come si erano abituati.

Domenico e Daniela erano due persone simili, che si attraggono ed erano alla pari per spirito ed intelligenza.

Fecero una breve camminata in Via Del Corso, parlando un po’ di tutto, del bel nome del bimbo che gli avevano dato:“ Giulio “, importante e forte come l’ Imperatore dei Romani di un tempo lontano, antico.

Ormai sarebbe nato fra pochi giorni ed aspettavano solo quel giorno!

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