Delusione amorosa

Serie: Ritrovarsi


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Federico si è fidanzato, ma la storia comincia ad andare in crisi

Nel frattempo Simona cominciò a far pratica in uno studio di un avvocato, e a un tratto la sua insicurezza e indecisione cronica sembrarono scomparse. Cominciò ad essere alimentata da un’energia immensa, che la spingeva ad andare ogni giorno allo studio con grandissima convinzione e seguire pratiche o accompagnare gli avvocati in udienza o raccogliere documentazione, senza nessuna intenzione di soffermarsi ancora nel terreno di confine in cui ancora amavo soffermarmi io.

Erano ormai più di cinque anni che stavamo insieme e sempre più spesso parlavamo di matrimonio, visto che mi stavo per laureare e avrei potuto cominciare presto a lavorare. Io seguivo questi discorsi, ma non riuscivo a essere entusiasta di questa prospettiva, mi sembrava che la vita adulta stesse premendo sempre più per rompere quell’equilibrio in cui mi trovavo così a mio agio.

Simona a volte mi rinfacciava questa mia inerzia e mi incalzava chiedendo se il motivo non fosse che non mi interessava davvero star con lei e allora mi prendeva la paura di perderla e per qualche giorno cercavo di sembrare più attivo nella definizione della nostra vita futura insieme.

E invece poco dopo il nostro rapporto andò in frantumi. Fu come una struttura, sottoposta a tensioni invisibili, che cedeva di schianto: il giorno prima tutto appariva nella più tranquilla normalità, mentre il giorno dopo mi resi conto istantaneamente che qualcosa si era rotto e non sarebbe mai più tornato come prima.

Avvenne una sera quando ci vedemmo dopo il ritorno a casa di Simona dallo studio. Io avevo pensato di andarla a trovare tornando a casa dall’Università, ma quando mi venne ad aprire non scorsi nessun moto di soddisfazione per questa sorpresa. Anzi più parlavamo e più mi sembrava che il suo umore fosse nerissimo, ma lei non riusciva a darmene alcuna spiegazione convincente, oltre a quelle banali della giornata pesante sul lavoro, o della stanchezza.

Il senso di allarme dentro di me crebbe nei giorni successivi quando vidi che questo umore non cambiava, e ben presto venni trascinato in un abisso di angoscia fatta di sospetti e di gelosia, dovuti all’evidenza sempre più marcata di una relazione che era nata fra lei ed il suo capo al lavoro.

Tuttavia una fitta cortina di reticenze e bugie rese presto impossibile riuscire a distinguere la realtà, dai sospetti e dai timori e così trascorsero due mesi in cui non riuscivo a capire quanto grave fosse la situazione e se quello di Simona fosse solo un invaghimento sentimentale, che le aveva fatto prendere consapevolezza che il nostro rapporto non andava, come lei cercava di far credere, o se fosse ormai una vera e propria relazione con esiti irrevocabili.

Eppure più si andava avanti e più tutte le crepe del nostro rapporto venivano crudelmente alla luce, emergendo da quella sottile mano di vernice dovuta alla nostra ormai lunga consuetudine. E così compariva, nitido, il vecchio e mai risolto dissidio: io preso nell’entusiasmo per tanti interessi e amicizie, io che cercavo disperatamente una persona che mi supportasse e che condividesse tutto questo con me, e lei che aveva bisogno di un uomo che la facesse sentire sempre al centro della sua attenzione e che non le facesse temere che l’entusiasmo per altre cose fosse sottratto a lei.

Ciascuno di noi due era trascinato dalle proprie inclinazioni, ma la colla che ci legava ci aveva spinto per tanti anni a cercare di far funzionare il nostro rapporto, per trovare una via alla cieca in territori nebbiosi e oscuri. Ora però queste esigenze erano emerse inconciliabili e stavano distruggendo il nostro rapporto. Ricordo i mesi che seguirono come una sorta di vuoto doloroso che si era aperto nella mia esistenza e che pian piano continuava a risucchiare al suo interno tutto il mio mondo, finché dopo settimane interminabili di agonia e incertezza alla fine tutto andò in frantumi.

Era il primo pomeriggio di un giorno d’inverno e una luce bianca e lattiginosa di un giorno nuvoloso entrava dalla finestra, noi eravamo seduti sui divani a casa sua, uno di fronte all’altra, guardando senza grande interesse la televisione e meditando se andare al cinema. Avvertivo tuttavia che l’umore di Simona era dei peggiori e notai, con la coda dell’occhio, che era immobile e fissava qualcosa in fondo alla stanza. Non parlava.

“Cosa c’è?”, chiesi.

“Niente.”

“Cos’hai che non va?”

Lei non rispose e allora mi alzai e andai a sedermi accanto a lei.

“Cos’hai?”

Non rispose di nuovo e cominciò a piangere.

“Cos’hai, Simona?”

“È che io voglio che ci lasciamo”, rispose.

Il mio cuore perse un colpo.

“Perché? Mi sembrava che le cose andassero meglio.”

“Perché sì. Perché…perché sono una stronza”, disse continuando a piangere.

“Perché dici questo?”, le chiesi, mentre il cuore mi martellava nelle tempie.

“Non te lo immagini?”

Mi scostai leggermente da lei, la guardai e nella mia voce c’era una nota di disperazione, mentre domandavo: “sei andata a letto con lui?”

Lei annuì col capo e il mondo crollò.

Serie: Ritrovarsi


Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Come già spiegavo nella serie precedente, questo non vuol essere un diario perché, anche se ovviamente in alcune parti ho usato esperienze vissute, l’idea è quella di parlare di alcuni temi precisi e utilizzare le varie vicende per approfondirlo e raccontarlo

  2. Vi ringrazio per i commenti e approfitto per aggiungere l’informazione che questi episodi costituiscono la seconda parte del romanzo di cui la serie precedente “Planavamo a stento” era la prima parte

    1. Grazie per l’informazione. Visto che ho iniziato da questi due episodi, se ritieni che la cosa non costituisca un intoppo alla lettura, sarà un piacere, terminata questa serie, leggere “Planavamo a stento” come una sorta di prequel.

    2. Per quanto riguarda la trama non sarà sicuramente un problema, perché non è un tipo di storia in cui la trama è particolarmente importante. Però è uno scritto strutturato per descrivere i cambiamenti nei protagonisti e soprattutto nell’amicizia nelle varie fasi e quindi non so che effetto può fare leggerli in ordine diverso

  3. Tristi pagine di un diario semplice nella scrittura, scorrevole, nelle quali è facile per tutti immedesimarsi. Aspetto con curiosità il prossimo episodio.