Deve restare un segreto

Serie: Le menti clandestine di Mayfair


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Nel bel mezzo di un concerto di archi, piccoli e pericolosi segreti vengono svelati

La musica terminò nel giro di quel che parve alle due ragazze il quarto d’ora più lungo della sua vita e le lasciò sedute a guardare gli eleganti programmi che avevano tra le mani mentre altri spettatori si dirigevano verso la sala dei rinfreschi per dissetarsi durante l’intervallo.

Pensieri veloci come le saette di un cielo tumultuoso turbavano le menti delle due giovani che non osavano guardarsi negli occhi. Presero entrambe coraggio nello stesso momento per parlare e le loro voci si sovrapposero.

“Deve restare un segreto” disse Miss Goodwill.

“Devo confidarvi un segreto” disse Miss Jael.

I loro occhi si incontrarono nell’istante in cui le loro voci dissero all’unisono la parola ‘segreto’, lasciandole spiazzate. Si guardarono intorno e, vedendo che alcuni spettatori restavano seduti tra le file delle eleganti sedie, si alzarono e se ne andarono in una stanza più appartata.

Chiusa la porta dietro di sé, Miss Jael si avvicinò a Miss Goodwill che tormentava la seta del suo vestito. 

“Finite di raccontarmi il vostro segreto, mia cara e vi prometto che vi confiderò il mio” disse con voce solenne Miss Jael “Un tale eccitamento mi lascia intuire che per voi scrivere opere teatrali non sia un semplice passatempo, dico bene?”

Un lampo passò negli occhi di Miss Goodwill e le due donne restarono per un po’ a fissarsi, misurandosi a vicenda e cercando di capire quanto potessero fidarsi l’una dell’altra. Fu Miss Goodwill la prima a muoversi sospirando e dirigendosi verso l’unica poltrona della stanza. Miss Jael si guardò intorno e si rese conto che erano nello studio privato di Lord Dethorn. Anche se non lo conosceva bene come la sorella, Miss Jael pensò che non si sarebbe offeso se lei prendeva posto alla sua scrivania.

“Non so per quale strana ragione vi ho fatto quella confidenza, Miss Millington, ma c’è qualcosa in voi che mi spinge ad essere del tutto onesta” esordì Miss Goodwill per poi chiedere secca se Miss Jael fosse stata a teatro di recente.

“Proprio l’altra sera, sì”

“Titolo dell’opera?”

“Non riesco a ricordare il titolo ma era una deliziosa commedia su un’eredità familiare di cui non si trovava l’erede legittimo “

“Tutti gli eredi di Greensville Park, di Mister G.”

“Sì, esatto!” confermò Jael battendo le mani.

“Ecco, io sono Mister G.” disse Miss Goodwill abbassando lo sguardo e arrossendo violentemente.

Miss Jael sorrise comprensiva di quel timore che trapelava da ogni arto della giovane donna. Nella loro epoca, per una ragazza di buona famiglia, uscire dall’ambiente domestico verso il pubblico con le proprie opere poteva essere scandaloso, ancor peggio se avevano a che fare col teatro.

“Miss Goodwill , nemmeno io so cosa vi abbia spinto a fidarvi così tanto di me, ma credo sia stata la mia buona stella che mi sta sorridendo in maniera particolare negli ultimi tempi” disse Miss Jael con tono rassicurante per poi aggiungere “sarete perfetta per il nostro club”.

“Il vostro club?” chiese Miss Goodwill.

“Mi trovate d’accordo con voi” intervenne una voce maschile da dietro le pesanti tende che coprivano le finestre.

Le due donne sobbalzarono mentre Mr Rightyngale usciva allo scoperto con la sua postura perfettamente elegante.

“Chiedo scusa, non volevo origliare. Mi trovo qui già da un po’, dopo l’ennesimo errore di tempo del violoncello di questa sera” si scusò il gentiluomo mentre si aggiustava i polsini della camicia “davvero non capisco come si possa essere così leggeri nell’ingaggiare l’artista principale della serata”.

Miss Jael sorrise di quell’affermazione.

“Miss Goodwill, permettetemi di presentarvi Mr Rightyngale, il membro più appassionato di musica del nostro club”

Miss Goodwill si alzò per eseguire un’elegante riverenza e Mr Rightyngale le regalò uno dei suoi più rispettosi inchini.

“Ho avuto anche io il piacere di assistere a quella che scopro solo ora essere la vostra commedia. Molto divertente e arguta. Posso garantirvi che il vostro segreto sarà al sicuro con noi, signorina, purché voi conserviate il nostro” disse con una solennità divertita Mr Rightyngale, che non riusciva a non sorridere dell’atteggiamento impaurito e imbarazzato della giovane scrittrice teatrale. Si rivolse poi a Miss Jael.

“Un ottimo acquisto, Miss Millington, il talento di Miss Goodwill è un elemento che ancora mancava nelle nostre file”

“Sempre che decida di unirsi a noi, signore” osservò Miss Jael facendosi vento elegantemente.

“Perdonatemi se ancora non ho afferrato del tutto il senso delle vostre parole” intervenne Miss Goodwill “ma di che club stiamo parlando?”

“Mr Heily lo ha definito ‘Le menti clandestine di Mayfair’: siamo un piccolo gruppo di dissidenti non politici ma culturali.” iniziò a spiegare Mr Rightyngale “Condannati a subire conversazioni frivole nei salotti alla moda, abbiamo intrapreso il progetto di riunirci privatamente per affrontare temi che siano di stimolo per la mente. Mi è parso di capire che anche il prossimo incontro sarà a casa vostra, sempre per il té, o sbaglio Miss Millington?”

Miss Jael sospirò spiegando che senza alcuna signorina presente, Mrs Hustings non le avrebbe permesso di recarsi a casa di altri gentiluomini.

“Venite anche voi, Miss Goodwill!” disse Miss Jael rivolgendosi alla nuova amica che ora sembrava più a suo agio “Così potrete vedere e decidere sul da farsi”

“Non credo ci sia molto da decidere” affermò mansuetamente Miss Goodwill “I nostri segreti sono ormai legati tra loro e un rifiuto da parte mia sarebbe una prova alla fiducia reciproca che ci siamo appena concesse. Fatemi solo arrivare un invito ufficiale per il té e i miei genitori non avranno nulla da ridire”

“Sarà fatto, Miss Goodwill, e con la massima prontezza appena tornerò a casa questa sera” affermò Miss Jael.

“L’archetto di quel macellaio ci sta invitando a riprendere posto, signorine” disse grave Mr Rightyngale, passando oltre le giovani e aprendo la porta per loro.

Mentre uscivano, Miss Jael rivolse al gentiluomo il suo rammarico di non essere riuscita a parlare con Miss Dethorn, altra persona che avrebbe accettato volentieri di unirsi al loro club.

“Non posso nemmeno scriverle un messaggio perché so di per certo che i servitori fanno leggere prima alla madre qualsiasi comunicazione per la figlia. E conoscendo Miss Dethorn, troverebbe sicuramente una scusa per rifiutare un semplice invito per il té”

“Lasciate fare a me, Miss Millington, vi assicuro che la vostra amica sarà presente al nostro prossimo appuntamento”

Continua...

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