
Dharma in gabbia
Serie: Nero Dharma
- Episodio 1: Aristocrazia criminale
- Episodio 2: Dharma in gabbia
- Episodio 3: Il fiore del crimine
- Episodio 4: In morte dello sbirro
- Episodio 5: Porno-Dharma
- Episodio 6: Ti insegno come fare la lupara bianca
- Episodio 7: Alito sul collo
- Episodio 8: La piovra
- Episodio 9: Guerra, faida
- Episodio 10: Il nuovo capo di Dharma
STAGIONE 1
«Sono innocente».
Lo sbirro gli rideva in faccia.
«Sono innocente» continuò.
Gli mostrò davanti una smorfia. «Dite tutti così».
Adriano lo guardò con odio, ma prima che potesse dire qualcosa, si udì:
«Prosperi, in udienza».
Lo sbirro diventò compassato. «Hai sentito? Avanti». Gli picchiettò il manganello contro il posteriore.
A Adriano venne paura.
La sala delle udienze era un bunker pieno di disperazione, c’erano altri sbirri, chiusero Adriano in una gabbia che ridevano ma il cancelliere richiamò:
«Ordine».
Obbedirono.
Adriano intravide il suo avvocato. Era d’ufficio, non lo aspettava nulla di buono. Adriano si risolse a stare seduto sulla panca, sentì gli avvocati blaterare ma non gli diede ascolto. Pregava che ci fosse un miracolo.
Non accadde.
Il giudice era un pezzo di idiota. Ascoltò tutto, alla fine batté il martello dandosi delle arie. «In nome del popolo italiano condanno Prosperi Adriano a…».
Ci fu un’esplosione e la sala delle udienze sembrò trasformarsi in un inferno. Gli sbirri corsero dappertutto ma dei lampi di luce li fecero piegare in due. L’avvocato d’ufficio era scomparso, i suoi colleghi sputavano sangue. Il giudice gridava ma una raffica lo travolse. Adriano fu felice di vederlo morire.
Davanti alla gabbia si erano parati alcuni uomini con passamontagna e AK. «Sentivate la nostra mancanza, eh?».
I prigionieri fecero il dito medio.
«State lontani». Quel tipo ridacchiò nel dirlo.
Mise delle microcariche alla porta della gabbia, quando esplosero la porta si aprì in maniera sbilenca.
Uscirono tutti all’esterno. Corsero nella direzione da cui era scoppiata quella confusione.
«Le manette» pregò uno dei ragazzi.
«Dopo» rispose un membro del commando.
Adriano aveva mille pensieri per la testa. Anche lui aveva i braccialetti e si chiedeva come avrebbe potuto difendersi, ma poi pensò anche a Marcello: Dov’è finito?
Superò la cortina di fumo e respirò l’aria aperta come se fosse stato sul punto di annegare. Non pensò più al collega, anche perché adesso erano sbucati gli uomini delle forze di sicurezza: avevano fucili simili ad artigli e Adriano pensò che fossero delle bestie selvatiche.
Esplosero dei colpi, Adriano non capì chi fosse stato a incominciare, di sicuro erano stati gli sbirri. Alcuni sbirri si piegarono in due, Adriano avrebbe voluto danzare sul loro sangue, ma quando vide un poliziotto incollargli alla tempia lo spegnifiamma dell’ARX160 rabbrividì:
«No…».
L’uomo sorrise, ma prima che potesse tirare il grilletto una raffica gli aprì il cranio.
«Sorpresa» esclamò una voce famigliare.
«Marcello». Adriano trattenne il respiro.
Rise di lui. «Mi hanno appena liberato, mi sto già dando da fare».
«Toglimi ‘sti accidenti di bracciali».
Serie: Nero Dharma
- Episodio 1: Aristocrazia criminale
- Episodio 2: Dharma in gabbia
- Episodio 3: Il fiore del crimine
- Episodio 4: In morte dello sbirro
- Episodio 5: Porno-Dharma
- Episodio 6: Ti insegno come fare la lupara bianca
- Episodio 7: Alito sul collo
- Episodio 8: La piovra
- Episodio 9: Guerra, faida
- Episodio 10: Il nuovo capo di Dharma
Brrr! Da brivido, se ti sei ispirato a qualche fatto di cronaca. In tutti i casi un macello, che si ripete in varie forme, nella nostra tragica realta`. Uno dei nostri primati, a livello europeo, quello della criminalita` organizzata.
Un caro saluto a Saviano, anche se non credo abbia il tempo di leggere i nostri racconti.
Ciao e grazie del commento! Sì, mi sono ispirato alla cronaca. Anch’io saluto Saviano con tutta l’ammirazione e invidia che provo per lui