DIETRO LE MURA

Serie: Il Macabro di Lilstone


Il cottage era accogliente e la natura circostante creava un’atmosfera d’altri tempi.

L’autunno era meraviglioso con i suoi colori. Le foglie volteggiavano nell’aria spinte dal vento e il tempo…che tempo; il sole scaldava il viso e le nuvole bianche facevano presagire per il meglio.

Il frastuono e la dinamicità della città erano un lontano ricordo che sembrava allontanarsi sempre di più dalla mia mente. Lo stress sembrava essere magicamente sparito e il mio corpo pareva essere rinato. Sentivo un rinnovato spirito “dell’avventura” che improvvisamente si stava impossessando di me.

Ricordo tutto nei minimi dettagli, ogni aspetto del cottage, ogni cosa che lo circondava, le mie sensazioni, i miei pensieri. Ricordo tutto; poi il vuoto.

Dal mio ingresso in quel dannato cottage nella mia testa c’è solo un profondo buio, qualche immagine frastagliata ed infine il mio risveglio nell’ospedale.

Guardare il mio corpo mi fa male, è coperto di cicatrici che non riconosco, ustioni su braccia e gambe e rughe di terrore sul mio volto.

Nei miei flash e nei miei sogni ci sono solo rumori, un costante ticchettio di zampe, minuscole e viscide, che camminano senza fermarsi mai. Fanno avanti e indietro, vanno incessantemente, vagano senza meta.

Prima sono un paio, poi due paia, poi tre, poi sempre di più. Chi le può fermare? Io?

Ho perso il sonno, il sonno mi ha fato perdere l’appetito.

Osservo le mie cicatrici, le mie ustioni , le mie rughe e ora anche le mie ossa che vogliono strapparmi via la pelle e mostrarsi al mondo.

Gli infermieri cambiano continuamente le flebo, i medici aumentano i dosaggi dei tranquillanti, ma io ancora non dormo. Io non dormo. Non dormo.

<<Il suono non esiste…>>

<<Sono sogni…>>

<<No. Sono incubi…>>

<<No. E’ reale…è ricominciato, lo sento.>>

Trenta paia, trentuno, trentadue paia. Dove sono? Si muovono.

<<E’ il muro.>>

Dietro al muro?

<<O nella tua testa?>>

La mia testa?

Avanti, indietro, avanti e indietro. Mi allontano e mi avvicino; e quando mi allontano sento la testa leggera, quando mi avvicino mi fa male. Più forte, se vado più forte con la testa non sento i rumori. Più forte.

Sento qualcosa colare, in bocca ho il sapore del sangue. E’ la testa? Ma non mi posso fermare o ricominceranno a zampettare. Più forte sul muro. Più forte!

Li ho fermati; ora per me c’è solo un profondo silenzio, finalmente…sono felice.

Serie: Il Macabro di Lilstone


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Horror

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Discussioni

  1. Prima sono un paio, poi due paia, poi tre, poi sempre di più. Chi le può fermare? Io?

    “Ho perso il sonno, il sonno mi ha fato perdere l’appetito”
    “Osservo le mie cicatrici, le mie ustioni , le mie rughe e ora anche le mie ossa che vogliono strapparmi via la pelle e mostrarsi al mondo”.
    Due passaggi che richiamano la metamorfosi fisica intensa e dolorosa e che mettono sull’attenti il lettore.

  2. “Osservo le mie cicatrici, le mie ustioni , le mie rughe e ora anche le mie ossa che vogliono strapparmi via la pelle e mostrarsi al mondo.”
    Questo passaggio mi è piaciuto