Ditteri

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Non era affatto facile riuscire a gestire un nuovo corpo, con arti mai adoperati prima e soprattutto privo di articolazioni! Bisognava prenderci la mano... cioè, il mocio.

Davide era convinto, al cento per cento, che tutto fosse un semplice incubo.

Probabilmente l’appuntamento era andato male e lui aveva bevuto fino ad ubriacarsi malamente e adesso se ne stava riverso su qualche scatolone, svenuto nel vicoletto vicino casa accanto al suo supermercato e a pochi passi dal ristorante dove pensava di aver portato Loredana.
Sì, quasi certamente era quella la situazione attuale!

Le strisce in microfibra del mocio si spostavano seguendo la sua volontà, come tantissime dita umide e senza ossa. Stessa cosa per le setole della scopa, riusciva a muoverle, ma non aveva modo di far presa o forza, erano delle propaggini di plastica completamente inutili. Che sogno fastidioso, pensò con rabbia.

Lily! LILY! Se sto sognando, non c’è modo di avere delle dita o una mano? Perdio!

Nel suo secchiello rosso stava urlando frustrato.

– Non serve gridare, noi ti sentiamo benissimo a qualunque distanza. – Rispose quella voce suadente e calmissima che apparteneva a Lilith, la gatta grigio fumo più bella che avesse mai visto.

– Guarda che se ti arrabbi così, rischi un’altra botta! Ti si blocca la circolazione della sepiolite! – Il micio nero rise con la sua voce antipatica da Timmy Turner. Rise anche Kira, ma con qualche secondo di ritardo.

– Ci sono arrivata adesso! Anche perché quella non è sepiolite, ma bentoni…

– Kira! Che ti frega del tipo di lettiera? Ridi e basta! – Thanos era il più scorbutico al momento.

– Ok! Scu-sa! – Disse Kira risentita. – Grassone lamentoso! – Aggiunse sottovoce.

– Guarda che ti sento! – Thanos aveva abbassato leggermente le orecchie e allo stesso tempo aveva tentato di tirar in dentro la pancia, ma con poco successo.

– Qui si rischia di morire di fame! Non so voi, ma io sono alquanto preoccupato. – Concluse il gattone finto siamese gigante.

– Vado a fare un pisolino sopra il frigo, quando avete risolto chiamatemi che sto morendo di fame anche io! – Snupy, con la sua voce concitata, saltò sul piano di lavoro della cucina per poi raggiungere la cima del frigo con un unico balzo leggiadro e preciso.

– Smettetela ragazzi! Cerchiamo di trovare una soluzione! – Lilith aveva assunto un tono severo.

– Sì, ho capito! Ma che vuole? Cosa gli serve? – Mizu si stava grattando dietro l’orecchio.

Mi servono delle mani! Mi serve un corpo! Così non riesco a fare un accidenti! In alternativa… qualcuno mi svegli! Perché non può essere altro che una merda di incubo!
Davide alzò nuovamente la voce nell’ultimo tratto della frase.

– Non è un sogno… purtroppo. – La gatta grigio fumo si diede una leccata al fianco sinistro con eleganza.

– Quando ho visto il tuo nuovo corpo per la prima volta, te lo giuro, mi avevi ingannata! Sembravi proprio tu, forse un po’ troppo sorridente… – Kira aveva sempre una parola gentile, ma adesso suonava un po’ troppo forzata.

– Potremmo attirare un umano con la tecnica degli occhioni bisognosi d’aiuto e ucciderlo! Prenderne il corpo e darlo al capo! – Mizu, invece, era quello  dei piani malvagi.

– Non si possono rianimare i cadaveri! Il corpo si deteriora rapidamente, si gonfia, puzza da morire ed è un pericolo per ciò che può attirare. Anzi dobbiamo disfarci al più presto del morto in camera da letto! – Lilith sembrava saperne molto di più di tutti gli altri.

– Mangiamolo! – Mizu si offrì subito come volontario!

– No! La carne umana è orribile da mangiare e poi è piena di impurità e di sostanze dannose per noi! Preparerò una magia di fiamme purificatrici! – Il gatto grigio fumo si girò e fece per saltare sul tavolo della cucina.

Che vuol dire fiamme? Mica puoi dar fuoco alle cose qui! Incendieresti l’intero palazzo! Ma non puoi eliminare il mio corpo così! I corpi vanno seppelliti!

Lilith balzò sul tavolo cercando qualcosa, prese con la bocca un tovagliolo di carta e ridiscese in terra.

– Dofe metti i pennavelli? – Disse rivolta a Davide con la bocca impegnata.

Pennarelli? Che te ne fai? Sai scrivere? Ma non hai i pollici!

– I PENNAVELLI! DOFE SONO? – Disse con un tono imperioso, tanto che le cadde il tovagliolo di bocca.

In camera. Sono sulla scrivania accanto al laptop! Il secchiello ruotò verso la porta della cucina.

Lily uscì con passo rapido dalla porta, seguita dagli sguardi di tutti.

Ma sa scrivere? E a chi vuole scrivere? Disse il secchio rosso a Mizu che stava per saltare sulla sedia della cucina.

– Lei sa fare un sacco di cose! Era una gatta importante! Ha lavorato con una strega per un sacco di tempo! – Mizu saltò sulla sedia e cominciò a farsi le unghie sul cuscino, producendo il classico suono di stoffa bucherellata e lacerata.

Nooo! Mizu nooo! Che mi rovini il cuscino! Lo rimproverò Davide con il tono che usava di solito quando i gatti facevano qualcosa di sbagliato.

– Guarda che sei morto e adesso sei pure nostro schiavo! Quindi taci e pulisci il pavimento! – Lo disse con un’inflessione di sufficienza e strafottenza, d’altronde Mizu aveva la nomea del gatto ribelle.

Il secchiello accennò ad una reazione, ma improvvisamente si mise a spazzare e lavare alternando perfettamente scopa e mocio, in una danza che prevedeva solo ed esclusivamente una ottima pulizia del pavimento indicato.

– Funziona davvero! Il golem obbedisce ai nostri ordini! – Kira era eccitata per questo riscontro magico inaspettato.

Davide intanto era stupito di come riusciva a muoversi agilmente… sì, non possedeva più i gomiti o le gambe, ma riusciva a ruotare, tirare in dentro o allungare i bastoni dei due attrezzi che aveva al posto delle braccia ed inoltre il mocio produceva, non aveva idea del come, acqua e detergente per pavimenti, disinfettante e dall’ottimo profumo di lavanda e timo. Le setole della scopa catturavano polvere e briciole attirandole ed intrappolandole, una volta catturate nelle spazzole, ne avvertiva l’assorbimento, come se venissero digerite. Lo stupore prese il posto del panico per il mancato controllo di quel corpo posticcio.

Rientrò Lilith con ancora il tovagliolo in bocca. Sembrava però scarabocchiato, s’intravedevano delle linee curve che si intersecavano in maniera complicata e poco casuale.

– Fieni con me! Ti fa di dave l’addhiho al thuo covpo! – Disse con un tono di invito.

Non ho capito niente Lily! Disse Davide continuando il suo spettacolare lavoro di pulizia.

Lilith posò il tovaglioso a terra.

– Smettila di pulire! Vieni con me se vuoi dare l’ultimo addio al tuo corpo! – Disse con un tono serio e quasi materno.

Davide si fermò immediatamente. Era davvero soddisfatto del profumo e del nuovo aspetto delle piastrelle che era riuscito a dare in cinque minuti di forsennato lavaggio.

Beh, dai! Tanto fra un po’ sarà giorno ed io mi ritroverò pieno di dolori da qualche parte in un vicolo umido! Andiamo! Davide riuscì a spostare le ruote del carrello agilmente questa volta, imitando i movimenti automatici di poco prima.

La gatta grigia prese ancora una volta il tovagliolo e si diresse verso la camera da letto, seguita da un carrello con sopra un mocio, una scopa, la lettiera e un secchiello sorridente, un gattino nero e una gatta rossa e bianca.

Quando varcò la soglia della sua stanza, Davide rimase interdetto: stava osservando un corpo ai piedi del letto, aveva la faccia girata verso la parete e spalmata sul pavimento, le mani seguivano il torso e stringevano ancora un paio di scarpe nuove, aveva il sedere in aria tenuto sollevato dalle gambe che non si erano distese a causa del poco spazio disponibile. Davide non si riconosceva, era convinto che non poteva essere lui, non riusciva a far combaciare l’informazione di quel cadavere a terra con il suo spirito fuori ad osservare se stesso da un punto di vista diverso dal solito.

Non sono io! Perché ci sono quelle macchie scure in faccia e sulle mani? Guardavo con orrore e fascino quello spettacolo pietoso.

– È il sangue: scende nelle zone più basse per gravità e coagula formando quelle congestioni scure. – La dottoressa Lilith doveva essere un’esperta di cadaveri.

– Fra un po’ si gonfierà a causa dei gas di fermentazione e… Non sarà affatto un bello spettacolo. Oltretutto cominciano ad arrivare i parassiti! – Davide pensò a pulci e pidocchi, ma la gatta fece un cenno con la testa indicando la finestra della camera: in alto, vicino al cassonetto della tapparella, una macchia nera pulsante, sembrava muoversi lentamente, aveva un aspetto sfocato e una forma quasi circolare e fumosa.

– Sta cercando di trovarti per poi assorbire la tua forza vitale. – Lilith cercava di spiegare a Davide il pericolo della sua nuova condizione, ma Davide in quel momento stava premendo sull’acceleratore del suo carrello cabrio.

Checcazzo! Avevo una bomboletta di insetticida da qualche parte nel bagno!
Il trasportino controllato dal Davidemocio stava derapando verso il bagno alla ricerca dello spray spazza insetti.

– Scemo, non sono insetti! – Kira corse ad avvisarlo della differenza tra una larva spirituale ed un nugulo di insetti. Trovò Davide che tentava di afferrare una bomboletta di Mosquiller, ma la bomboletta rotolava rumorosamente per tutto il bagno.

Cazzocazzocazzocaaazzoo! Odio gli insetti! Ma come ho fatto a non notare una tale invasione di moscerini!

Serie: Wiccats.


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Discussioni

  1. La situazione di Davide è a dir poco tragicomica, senza però essere estremizzata o condita con banali cliché.
    Che meraviglia scoprire qualcosa in più sui gatti, e, come nella realtà, ognuno di loro ha la propria personalità! 😻
    Mitsu, ovviamente, il mio preferito! 😼

    1. ♥Aw♥ Più o meno è come reagirei se per caso mi ritrovassi in un corpo fatto con attrezzi per la pulizia e un carrellino portapacchi… Anche se sarei più interessato a parlare con i miei gatti per scoprire perché agiscono in determinate maniere oscure.
      Grazie Mary! Ah! Mizu, tranne che per la voce di Timmy Turner, è anche il mio preferito! ♥

  2. Ciao Emy, per un attimo stavo per fare un salto di gioia, non dico fino al soffitto, non sono così atletica, ma un saltello basso e allegro come succede da piccoli quando si trovano le sorprese di Natale sotto l’albero. Ho pensato: evviva, evviva, i gatti son tornati. Poi ho capito che gli episodi erano gli stessi che avevo già letto in po’ di tempo fa, con queste belle illustrazione colorate che danno maggiore visibilità ai personaggi della storia. Ho riletto i quattro episodi e mi sono piaciuti quanto e più di prima, però dai, ti 🙏, prosegui. Questa serie é piacevolissima.

    1. Ehhhh… 😀 Se me lo chiedo così… Ma certo che la sto proseguendo! Dovevo pubblicare l’episodio nuovo, quando mi son visto tutte le cover bruttine e neanche una illustrazione… Così ho pensanto di aggiornare la serie mettendoci dei disegnetti semplici semplici e soprattutto veloci.
      E poi non ricordavo neanche più dove avevo mollato il povero Davide!
      Grazie Emme! ♥ Lo sai quanto apprezzi ogni tua singola parola! ♥

  3. Io mi sono esaltata parecchio in simbiosi con l’esaltazione del protagonista che, lui stesso un mocio, pulisce a fondo casa e, dopo averla osservata con soddisfazione ne aspira i profumi. Mi sono immaginata di essere io stessa il mio mocio, o meglio ancora la mia aspirapolvere. Ah.. Che enorme soddisfazione. Belli i micetti, vari e colorati, mi ricordano quelli del musical. È bello tornare a leggerti, con il tuo spirito di bambino che sai mettere nella scrittura. A proposito, hai recuperato i mezzi per tornare a disegnare?

    1. Ciao Cristiana! Guarda, l’abbinamento gatti e attrezzi per la pulizia della casa direi che è quanto meno azzardato, ma effettivamente mi dirverte l’idea che dei micetti, pur di non morire di fame, assemblino un corpo posticcio per il loro padrone defunto legandone l’anima con la magia nera… Bisogna vedere come faranno a risolvere il problema dell’invio di un secchio rosso, con una faccia sbilenca disegnata sopra, a fare la spesa in un supermercato.
      In ogni caso, è un vero piacere leggere un tuo commento! ♥ Grazie di cuore! ♥

    1. Ciao Francesco! Beh, ad essere sincero, credo sia la carenza di sonno che mi ispira, ma non sono sicurissimo. 😀
      Lilith è la spalla di supporto, colei che conosce (male) le cose e aiuta il protagonista. Anche se, fra qualche capitolo, si aggiungeranno ulteriori elementi pseudo “virgiliani” o “virgilionti”… Mi sono capito, no? Comunque, grazie mille !

  4. Evviva! Son tornati i gatti, cattivelli e variegati. Mi mancavano. E povero Davide, vittima di quei pestiferi che una ne fanno e cento ne pensano. Quasi quanto gli umani. Bravo Emiliano, pero` ci stavi trascurando, non e` che ti sei lasciato tentare da quelli della concorrenza?😉

    1. Ciao Emme! Magari fosse la concorrenza! Sto lavorando mattina, pomeriggio, sera e adesso anche la notte… Solo per la voglia di tornare a disegnare. Dai che fra un pochetto dovrei riuscire a recuperare tablet, penna e pure la pace! E ritornare a scrivere e scarabocchiare con il mio solito ritmo! Grazie mille Emme. ♥ Come al solito ti meriti solo abbracci, dolciumi e cose profumate e colorate!

    1. Giuseppe… ma grazie! È unico per la sua stupidità! 😁 Effettivamente però mi diverto a scriverlo. Anche se sarebbe bello poterci lavorare con un po’ più di tranquillità. Anche perché le ore di sonno perse adesso me le sento sul groppone come macigni.
      Non vedo l’ora di poter disegnare le cover e le illustrazioni! 😁

    1. Ciao Giancarlo! Beh, diciamo che questa notte non avevo voglia di andare a letto per un paio d’ore solamente, così ho continuato la serie dei gatti “maggici”! Sono felice che le mie stupidate ti piacciano! Io devo recuperare la lettura del mondo intero! Compresa la tua serie! Mannaggia! Dai che ho l’ultimo mese di sofferenza se tutto va bene! Grazie mille Giancarlo. Come sempre.