Dramma in poesia. Atto ottavo.

Serie: Dramma in poesia


Dramma in poesia.

Atto ottavo:

“Ferite di un passato vicino”.

Qualche anno prima.

L’apatico Karl gestì l’orfanotrofio per alcuni anni dopo la fuga di Thomas. La bambina crebbe ed alla fine giunsero i signori Jerrics, il cuoco soprannominato Sughetto e Limone, il figlio dei Jerrics nonché suo rapitore.

Avrebbe rammentato per tutta la vita la notte della fuga. Jack in fin di vita accanto a lei nella casetta. Limone intento a dirigersi verso di loro.

Una lama stretta in mano. Il ragazzo amato in fin di vita. L’oscurità giunta dal chiudersi delle proprie palpebre per terrore. Un rumore di porte sbattute e poi semplicemente sangue.

Sollevando le palpebre vide un uomo a terra. I signori Jerrics erano intervenuti per fermare il figlio e Limone aveva colpito istintivamente il padre. I due tuttavia erano accorsi a liberare Jack e lei per un unica ragione.

Dopo la mezzanotte, mentre tutti gli orfani dormivano, furono condotti nella soffitta. Era composta da tre stanze:

Sala, bagno e camera da letto.

Dinanzi a lei e Jack vi erano decine di ragazze intente a dormire a terra. Avevano sguardi terrorizzati. L’apatico Karl era seduto accanto l’entrata della camera da letto, messo di guardia come un segugio, fu così che la ragazza scoprì che fine avesse fatto l’uomo.

Le giornate passarono e Jack si riprese. Le ragazze erano segregate in quella stanza, controllate da Karl notte e giorno. Solitamente all’ora di pranzo Sughetto veniva a portare il pranzo alle sventurate. Dopo cena i signori Jerrics selezionavano tre ragazze. Le due che sembravano star meglio venivano condotte nella stanza da letto con degli uomini incappucciati, l’altra invece veniva presa dal cuoco. Dopo una settimana vide entrare nella stanza Limone. Il ragazzo sorrise e fece cenno a Karl di preparare lei e Jack.

I due furono condotti nella camera da letto. Una stanza profumata con un letto color senape al centro e dei macchinari posti accanto all’entrata della camera.

I signori Jerrics creavano e vendevano materiale pedopornografico da quella stanza. Karl li lavò entrambi e li costrinse a mettere dei vestiti puliti. Jack venne legato sul letto e lei costretta a sedersi accanto a lui. Limone entrò nella camera chiudendosi la porta alle spalle. Aveva un sorriso diabolico stampato sul viso.

Karl iniziò a riprendere con la videocamera.

Limone spiegò che dovevano trovare il modo di far sparire Jack e rendere la sua punizione atroce. La ragazza sentì le mani di Limone posarsi sulle sue spalle e poi venne sbattuta violentemente a terra. Il ragazzo prese un coltello e dinanzi le telecamere la violentò con l’oggetto. Sentiva la lama tagliente procurarle un dolore atroce ogni istante e la voce di Limone sussurrarle volgarità all’orecchio. Le lacrime le sgorgavano dagli occhi come un fiume in piena ed alla fine il dolore fu troppo, la ragazza svenne.

Sollevando le palpebre si ritrovò nella sala. Le altre ragazze le erano accanto con solidarietà. Nei giorni successivi continuò a sentire il dolore penetrarle la pelle. Di Jack invece nessuno sapeva niente.

Normalmente veniva trascinata nella camera da letto tre volte al mese per subire quell’atroce atto per mano di Limone. I signori Jerrics tenevano una lavagna nera con i nomi delle ragazze. Venivano elencate per numero di visualizzazioni e guadagno ottenuto dai video. Così decidevano chi consegnare nelle mani del cuoco ogni tot di tempo.

Alcuni mesi dopo portarono un altra ragazza nella soffitta. Si chiamava Janice ed aveva varie cicatrici sul viso. Aveva un aspetto familiare. Aveva uno sguardo vuoto e le lacrime le sgorgavano dagli occhi. Dopo qualche giorno decise di parlarle e così scoprì che fine avesse fatto Jack.

Fine ottavo atto.

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