Dramma in poesia.

Serie: Dramma in poesia


Dramma in poesia

Atto settimo:

“La calma dopo la tempesta”.

Oggi.

La ragazza rammentò di Jack, legato accanto a lei. Il ragazzo sanguinava a causa delle ferite. Erano in quella stanza da ore. Prima di andarsene Limone le lasciò ago e filo. Il suo intento era di costringerla a far soffrire il ragazzo.

La ragazza stava rammentando di quegli attimi del passato mentre J.M.D. le si rivelava come Enrico Pali.

Una fitta al torace le tolse il respiro.

Qualche anno prima.

Thomas era in fuga da settimane ed i signori Jerrics erano i nuovi proprietari dell’orfanotrofio. Tuttavia non vi si erano ancora presentati fisicamente. Avevano assunto un uomo di nome Karl Feni per gestirlo. Era di origini russe e sembrava essere totalmente apatico. Agata continuava a portare la bambina a lezione da Enrico Pali. Da dopo i funerali di Greg si chiuse in se stessa. Smise di parlare con gli altri orfani e passava le giornate a badare alla bambina. Il via vai di loschi individui dalla cantina era cessato con la fuga di Thomas. Poi una mattina la bambina sollevò le palpebre ed Agata non c’era più. Se ne era andata lasciandola là con un foglio su cui era scritto un indirizzo.


Oggi.

Enrico spiegò alla ragazza che amava la madre e dopo la scomparsa dei genitori aveva deciso di controllare la ragazza nella vana speranza che lo riportasse da lei.

L’uomo le era dinanzi come Limone anni prima. In un’oscura stanza ed isolati dal mondo. Rammentò del dolore che aveva provato nel cuore mentre tentava di ricucire la ferita di Jack. Limone spesso tornava per osservare la scena e vedere il terrore nel suo sguardo. Poteva sentire la vita di Jack passarle tra le dita macchiando la pelle di rosso. Così esile, fragile e delicata, nonostante la durezza del fisico scolpito.


Qualche anno prima.

La bambina crebbe osservando Karl gestire con apatica fermezza l’orfanotrofio. Spesso degli agenti di polizia vi arrivavano per proseguire le indagini su Thomas. A volte riceveva delle cartoline da Agata ed il maestro Pali gliele consegnava. Poi un giorno degli agenti si avvicinarono a Enrico e lo portarono via. Smisero di darle le cartoline di Agata ed il tempo passò lento benché veloce nell’attimo passato.


Oggi.

Enrico estrasse una lama e si diresse verso la ragazza.

Il terrore nello sguardo della giovane era lo stesso di anni prima. Pensò di aver già visto quella scena. Limone che si dirige verso i due ragazzi. Una lama stretta in mano. Il ragazzo amato in fin di vita. L’oscurità giunta dal chiudersi delle proprie palpebre per terrore. Un rumore di porte sbattute e poi semplicemente sangue.

Enrico utilizzò la lama per slegare la ragazza e le diede un cofanetto contenente decine di cartoline. L’uomo aveva continuato a riceverle da Agata poiché in realtà era il suo padre biologico.

Fine settimo atto.

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