DroNedario, agente scelto!

Serie: RACCONTI DA QUARANTENA - SECONDA PARTE

Le forze speciali del nucleo investigativo del reparto polizia ecologica sono da anni impegnate nella tutela, nella salvaguardia e nel monitoraggio delle aree verdi.

Ovunque ci sia un pezzettino di verde, di natura

o di ambiente naturale, è previsto, per intelligenza prima che per legge, la presenza di un comando di guardie ecologiche.

A capitanare il miglior nucleo di questa agenzia pubblica, c’è il miglior agente scelto che l’intero corpo di polizia abbia mai visto.

Alto e muscoloso, con quattro arti robusti e forti, pelosi e color marroncino, una lunga coda scacciamosche e un corpo massiccio. Sulla sommità della schiena, sempre coperta da una camicia bianca e una giacca nera, elegante e cucita su misura una gobba. Riserva di grasso e acqua, secondo gli esperti, torna utile come cassetto per gli attrezzi o ripostiglio per la pistola, quando serve. Oltre al fatto che questo agente ci ha impiantato una telecamera con funzioni super tecnologiche: termoscanner, infrarossi, alta definizione…

il viso è decisamente serio, gli occhiali scuri nascondo uno sguardo severo e attento, vigile e curioso, mentre nell’orecchio sinistro è sempre inserito un auricolare bluetooth.

Si tratta di dronedario, un agente speciale del reparto nuove tecnologie, che ha messo a punto, disegnato, progettato e costruito la più grande unità speciale di droni.

Non semplici macchine, ma potenti mezzi tecnologici.

– Ora lo faremo volare – dice ai piccoli bambini presenti all’esrecitazione.

E così, premuti in sequenza alcuni tasti di cui per riservatezza non possiamo dirvi né il nome, né la posizione sulla tastiera, ecco che il drone capofila si alza fino a posizionarsi sopra al gruppo di persone, con il naso all’insù, desideroso di una dimostrazione.

– Quanto può volare? – chiede il primo bambino

– Grazie all’energia infinita del sole e ai pannelli fotovoltaici inseriti in ogni sua parte, stimiamo che l’autonomia in volo possa superare i 20 minuti.

– E a quale velocità? – chiede il secondo

– Questo è poco importante, non è progettato per essere una scheggia, ma per fare bene il suo lavoro.

– E che lavoro farebbe? – interviene il terzo, un po’ stanco, annoiato, e disinteressato.

Bene. Lo hanno chiesto. Dronedario non aspettava altro.

Una sequenza di tasti rapida ed ecco che il drone prende quota, si ferma per un attimo e poi sparisce lontano lontano. Lo possono seguire con lo sguardo, mentre il dronedario manovra sereno ma silenzioso, come sentisse l’importanza di quel gesto.

Alcuni istanti ed ecco che l’unità tecnologica volante torna a terra.

Sul monitor alle spalle dei bambini ecco apparire alcune foto di quell’angolo di paradiso.

Il lago, le montagne, belle come mai le hanno viste.

Colori forti, colori accesi. Il monte Resegone e la sua cresta seghettata, il lago e le sue onde sinuose, i boschi e i pascoli fin dove l’occhio può vedere.

Pace. Silenzio.
Bellezza. 
Anche le foto del drone riescono a trasmetterla.

Quindi non usate l’obbligo, 
ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento;
questo vi metterà maggiormente in grado
di trovare l’inclinazione naturale del bambino.
(Platone)

Serie: RACCONTI DA QUARANTENA - SECONDA PARTE
  • Episodio 1: DroNedario, agente scelto!
  • Episodio 2: CangOro e la ricchezza
  • Episodio 3: Alla scuola del Pesce Palestra
  • Episodio 4: pinQuino e la natura
  • Episodio 5: Ragnolino, amico vero!
  • Episodio 6: il vestito di Sartaruga
  • Episodio 7: tonTo combina guai!
  • Episodio 8: La metamorfosi di lombrUco
  • Episodio 9: giVaffa… e la volgarità
  • Episodio 10: La rinascita di ornitoZinco
  • Ti piace0 apprezzamentiPubblicato in Fiabe e Favole

    Responses