
È così facile la felicità
Serie: La frontiera
- Episodio 1: La preda
- Episodio 2: La tana e il Mulino
- Episodio 3: L’odio
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Oltre la frontiera
- Episodio 6: Aurora
- Episodio 7: Gratitudine
- Episodio 8: Scusa per il pugno che mi hai dato
- Episodio 9: È così facile la felicità
- Episodio 10: Meglio il sasso che la mina
- Episodio 1: Sensibilità, attenzione ed affetto
- Episodio 2: E, in lontananza, il mare
- Episodio 3: Omar il turco
- Episodio 4: La storia raccontata da Omar
- Episodio 5: La cura migliore
- Episodio 6: Il primo libro non si scorda mai
- Episodio 7: Confinati nella villa
- Episodio 8: Lezioni di umanità
- Episodio 9: Il grande potere delle immagini
- Episodio 10: Se è destino tornerà
- Episodio 1: Il viaggio per mare
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
I giorni che seguirono furono i più appaganti della vita che fino ad allora avevo vissuto. Ovvio che fosse facile: non avevo mai provato la felicità ed ora la vivevo, inebriato, ogni singolo secondo del tempo di cui, finalmente, comprendevo l’importanza.
Aurora scovò in me il bambino che non avevo potuto essere, lo prese per mano e me lo fece conoscere e, diventati amici, gli permisi di prendere possesso del mio corpo e delle mie emozioni.
Giocavamo coi cani rincorrendoci tra le betulle e gli abeti; il sole, quasi tiepido, ci permetteva di tuffarci nella neve, avvinghiati in lotte fanciullesche, sovrastati, spesso, dagli amici pelosi che partecipavano, festanti, alle nostre scorribande.
Capitò così che, sprofondati nel bianco, le nostre labbra si sfiorarono e, dopo un attimo di esitazione, si unirono, le bocche si aprirono e le nostre lingue inseguirono la stessa dolcissima melodia. Fu un bacio lungo, uno scavare alla ricerca l’uno dell’altro. Ci incontrammo. Ci guardammo negli occhi, quasi sorpresi, e poi corremmo alla baita, inseguiti dai latrati gioiosi dei cani.
Nessuno chiese nulla: le mani spogliarono, gli occhi videro, e la pelle conobbe pelle. Ebbi la sensazione di entrare nella sua mente e sentii il suo desiderio e il suo piacere e lei entrò in me suggerendomi carezze e movimenti e l’onda ci avvolse, ci capovolse confondendo i nostri corpi e i nostri sensi.
Infine, piansi e lei sorrise scompigliandomi i capelli e quel gesto spontaneo, anziché placarle, fece aumentare le mie lacrime.
«Chiediti perché piangi,» disse tranquilla, «ma risponditi ad alta voce che lo voglio sapere anch’io.»
Presi fiato e coraggio, deciso a non nascondere nulla.
«Non è mai stato così, un po’ mi spaventa ma sarei disposto a morire per poterlo provare ancora.»
Aurora mi baciò, con dolcezza:
«Non c’è bisogno di morire, sarà sempre così, se tu ci crederai.»
«Mi hai fatto sentire bambino, poi uomo e dopo ancora bambino. All’inizio pensavo di guidarti, poi ho avuto la sensazione che fossi tu a condurre il gioco finché ho capito che non c’era un io e neanche un tu ma semplicemente un noi e mi sono abbandonato all’onda fino all’arrivo, fragoroso, sulla spiaggia.»
«Sono uno sciocco?» chiesi.
«Vorrei che tutti gli uomini fossero sciocchi come te. Vorrei trovassero sempre parole come le tue, da dire alle loro donne dopo aver fatto l’amore. Vorrei anche che tu me le dicessi ogni volta che lo faremo… ma anche a tavola, o quando passeggiamo nel bosco o al mattino, appena aperti gli occhi.»
Si interruppe cercando le parole. Riprese più seria:
«Ero ancora in Città l’ultima volta che ho fatto l’amore, tanto tempo fa,» ora era lei ad avere gli occhi lucidi, «io non faccio sesso Lukas, faccio l’amore con l’uomo che amo. Quindi l’ho detto, te l’ho detto, ti amo! Non sai quanto mi dia piacere potertelo dire e anche tu, se mi ami, non smettere mai di farmelo sapere.»
Mi abbracciò singhiozzando ed io fui felice di quel pianto.
I giorni trascorrevano felici ed intensi. Facevamo lunghe camminate con le racchette da neve ai piedi e spesso, dove il percorso lo permetteva, ci tenevamo per mano.
Il braccio era quasi guarito così lei mi insegnò ad usare la balestra ed imparai in fretta e bene. Cucinavamo assieme ed anche in cucina avevo molto da imparare: la stessa carne, con le stesse spezie, era buona se la cucinava lei e appena mangiabile se la preparavo io. Qualsiasi cosa facessimo assieme era piacevole, fosse anche pulire e dare il cibo ai cani o spaccare la legna per la stufa e il caminetto. Speravo di restare lì con lei tutta la mia vita perché ero sereno e il grigiore del mio passato si era dissolto in pochi giorni. Mi stavo disintossicando.
Una mattina ci allarmò il rumore di una motoslitta. Aurora prese il binocolo e ci spostammo nel bosco, salì con agilità su un larice dal quale vide e riconobbe il mezzo di Marco. Scese veloce e tornammo alla baita, Marco ci raggiunse dopo pochi minuti.
Ci abbracciammo come non ci vedessimo da mesi poi lui mi guardò strano e disse con tono scherzoso:
«Vi trovo cambiati, c’è qualcosa di nuovo che dovrei sapere?»
Noi scoppiammo a ridere assieme e lui ebbe conferma al suo pensiero:
«Beh, che dirvi! Sono contento per voi! Un po’ invidioso che questo sbarbatello sia riuscito in ciò che io ed altre decine di corteggiatori abbiamo tentato inutilmente per un paio d’anni. Però Aurora, se ti accontenti di così poco, me ne farò una ragione.»
Poi venne al dunque, fece un cenno interrogativo ad Aurora e lei rispose:
«Parla pure tranquillamente, ormai siamo una persona sola.»
Era un modo di dire ma mi fece piacere lo avesse detto.
«Claudio scrive che è per dopodomani, alle otto di mattina.»
«Hai il biglietto?»
«Certo!» Marco le porse un foglio piegato in quattro.
Aurora lo aprì osservandolo attentamente:
«Sì, è la sua scrittura e non c’è alcun segno d’allarme. Non ci saranno problemi!» lo disse decisa per non lasciare spazio ai dubbi.
Marco pranzò con noi e volle brindare al nostro futuro con un buon vino che si era portato “perché non si sa mai”. Bevuto il caffè tornò al paese. Ci saremmo rivisti il giorno dell’arrivo di Claudio.
Complice il vino, un certo torpore ci invitò a sdraiarci sul tappeto davanti al caminetto: ogni pretesto era valido per stare vicini a coccolarci e a chiacchierare. Aurora mi informò dei progetti per il futuro che da anni lei, Claudio e Marco avevano pianificato:
«Siamo tutti stanchi di freddo e neve, scenderemo a sud, incontro al caldo. Ti va l’idea?»
Mi guardò negli occhi e comprese subito che qualcosa mi turbava.
«È per l’arrivo di Claudio» le dissi, «mi sento in colpa nei suoi confronti ma vorrei essere io a dirgli che noi⸺» mi interruppe:
«Ma dirgli cosa?» chiese reprimendo il riso.
«Eh, di noi. È un amico e so di avergli fatto un torto.»
Aurora non riuscì più a trattenersi e rise divertita. Io ero confuso.
«Mio stupidissimo amore, ancora non hai capito che Claudio è mio fratello?»
Serie: La frontiera
- Episodio 1: La preda
- Episodio 2: La tana e il Mulino
- Episodio 3: L’odio
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Oltre la frontiera
- Episodio 6: Aurora
- Episodio 7: Gratitudine
- Episodio 8: Scusa per il pugno che mi hai dato
- Episodio 9: È così facile la felicità
- Episodio 10: Meglio il sasso che la mina
Alla faccia di chi dice (e ce ne sono tanti, troppi!) che la Fantascienza è solo “omini verdi, robot e apocalisse”!
In questa tipica giornata della bassa modenese tra nebbia e umido, la dolcezza e il romanticismo di questo episodio mi ha proprio scaldata come se fossi avvolta in una morbida coperta di lana.
è proprio vero che l’amore fa sciogliere l’inverno anche nel più freddo degli adulti. 😸
Giuseppe! Che finale di stagione sorprendente. Avevo intuito sarebbe andata a finire così, d’altronde…Soli…In una baita…Quando poi fuori fa tanto freddo 🙂 🙂 🙂
Ma non pensavo che corressero alla velocità della luce! Bello, mi è piaciuto perché io, da romanticona, in mezzo alle vostre storie distopiche e fantascientifiche, ‘guerresche’, aspetto sempre che ci infiliate un pochino di amore.
Tutti che mi rimproverano la velocità ma…”come può uno scoglio, arginare il mare…” Anche i miei due protagonisti si sono lamentati😂. La fretta era funzionale al proseguimento e l’ambiente, la lunga astinenza e l’attrazione hanno fatto si che accadesse. Poi, in tempi cupi, meglio lasciarsi andare che avere rimpianti. Grazie romanticona!!!🌹
Io, al posto loro, non mi lamenterei affatto…:)
… Ma Claudio lo sa di essere il fratello di Aurora? E chi è il padre?
Ok, ok, sono stato antipatico. È che sono invidioso, questo episodio scorre così bene e con tanta felicità dentro che mi ha acceso un senso di inferiorità.
Bravissimo, Francesco. Ora aspetto la pioggia, che prima o poi arriverà, e piangerò dopo aver riso di gioia.
ahahah… l’episodio che ti da le risposte è già scritto ma ti farò attendere. Comunque sei un millantatore: sono io quello che invidia la tua capacità narrativa. Sono solo un artigiano e tu un Maestro! E non ti farò piangere: i miei ragazzi arriveranno alla meta, forse non tutti, e saranno felici!
Ok ma ora ce lo dici perché, Giuseppe, ti sei scelto il nick Francesco I? Ho provato a stuzzicarti sbagliando apposta ma non ha funzionato… 🤣
Brutta domanda e triste risposta. Prima di tutto ho pasticciato quando mi sono iscritto: doveva essere il mio pseudonimo su EO ma invece poi ho rivelato la mia identità (sono un boomer e non manco mai di dimostrarlo) e quindi ho creato solo confusione. Francesco era un mio amico, il primo, ed è stato anche il primo ad andarsene. Patetico vero? Voleva essere un tributo e si è trasformato, quasi, in una barzelletta. So comunque che sarà su che ride di me.
Mi dispiace. Non volevo rattristarti. Ma non mi sembra una cosa di cui ridere, o di cui pentirti. Un tributo ad un amico è sempre una cosa bella e seria, e mostra che nel tuo animo c’è molto di quello che ci trasmetti con le tue opere. E esserti presentato con la tua vera identità, dato il livello di quello che scrivi e la bellezza dei messaggi che ci offri, non mi sembra di sicuro un errore di cui pentirti. Scusa per la mia involontaria, ma non per questo meno grave, curiosità.
Ammetto di essere rimasto sorpreso di come si sia evoluta rapidamente la relazione fra i due.
La rivelazione finale è il giusto cliffhanger per il finale di stagione.
Anche la mia compagna ha detto che sono stato frettoloso. Se è amore che lo sia fin dall’inizio no? Si, è vero, potevo un po’ tirarla per le lunghe ma la velocità era funzionale alla storia quindi deve andar bene il colpo di fulmine! Grazie Giuseppe per la tua perseveranza!
Un episodio dolce e che profuma di buono, come il ritorno alla vita di Lukas. Come nell’episodio precedente, già il titolo mi ha colpito molto. Bravo Giuseppe!
Devo a Roberto la cura dei titoli degli episodi, non la ritenevo importante e invece, un buon titolo, è un ottimo richiamo. Ti ringrazio Melania, è un piacere averti come lettrice!🌹
Dall’ odio all’amore e dalla violenza alla dolcezza. Tutto puó cambiare da un giorno all’altro, in meglio, sperando che possa durare a lungo. Una storia piacevole e confortante; salvo nuovi repentini colpi di scena.
Maria Luisa, grazie di esserci. Colpi di scena spero di averne ancora, mai vorrei scivolare nella monotonia. Però, conoscendomi, so che darò gioia ai miei personaggi. Se la dovranno sudare ma il percorso impegnativo, a volte doloroso, alla fine sarà premiato. La libertà e la dignità non sono mai gratuite, lo fossero avrebbero meno valore.
C’è spazio anche per la dolcezza in questa serie, proprio come nei film. Il messaggio di Claudio mi ha sorpreso, qualcosa bolliva in pentola già da prima dunque.
Il passato è scritto e fra un po’ lo leggerai, il futuro è solo un’ipotesi che, mi auguro, esaudirà le aspettative. Grazie Francesco di starmi al fianco!
Scorrevole e bello. Bravo
Grazie Rocco, penso altrettanto riguardo ai tuoi racconti. Molto duri, a volte scomodi (per un vecchietto come me) ma sciolti e impeccabili nella stesura. A presto!