Edmund – Risveglio
Serie: Edmund
- Episodio 1: Edmund – Risveglio
- Episodio 2: Jules – Il passato, il presente
STAGIONE 1
Mi sveglio, stravolto da un sonno tormentato. Le prime luci dell’alba, assieme ad una leggera foschia, illuminano il cielo. Tutto è silenzioso, immerso nell’umidità delle prime ore del mattino. Mi passo le mani sul viso e tra i capelli spettinati, ribelli, come onde prima di un temporale. La mia camicia è sporca di terra e sgualcita, e il gilet, solo in parte abbottonato.
Mi guardo intorno, spaesato. Mi sento quasi senza forma e senza peso. Mi alzo e mi ritrovo immerso in un campo di grano. Improvvisamente, uno scricchiolio tra le spighe: è Matou, il gatto conosciuto da tutti in paese, con le sue zampette bianche e il fare amichevole. Mi gira attorno; ma quando cerco di accarezzarlo, saltella via, mi fissa e miagola. Sembra quasi mi chieda di seguirlo.
I miei passi sembrano perdersi nel paesaggio. Matou mi conduce fino alla via principale, attraverso la piazza del Mercato, dove i primi commercianti stanno allestendo i loro banchi e il profumo del pane fresco si diffonde nell’aria. Un uomo, accarezzando Matou, ignora il mio saluto: “Che villano!”, penso.
C’è qualcosa di poetico in questo piccolo villaggio,con le sue case in graticcio, i suoi cartelli di latta appesi alla porta delle botteghe, che si anima ogni giorno per poi ritirarsi al calar del sole, pronto a rinascere in una regolare, rassicurante, eppur angosciante ripetitività. Allontanandoci dalla piazza, il vociare dei commercianti lascia spazio al cinguettio di qualche uccello. Matou scavalca agile un cancelletto e ci ritroviamo all’ombra del campanile della chiesa.
Appoggio la mano sulla maniglia del cancello e, senza bisogno di spingere, la mia mano affonda nella materia: in un attimo mi trovo nel camposanto, a pochi passi dalla chiesa. Vago tra le tombe, cercando di ritrovare il mio compagno felino, finché giungo davanti a una semplice lapide adorna di fiori bianchi, e ancora molto visitata. Mi chiedo chi vi riposi. Mi avvicino per leggere l’epitaffio:
“Qui giace Edmund R., che immatura morte tolse agli affetti.”
Sono io, Edmund, e… sono morto. Indietreggio,incapace di trattenere lo sconvolgimento. La mia mente non riesce a mettere insieme i pezzi. Cosa è successo? Quando?
Vengo attirato da uno strano suono, come il singhiozzare di qualcuno. Cerco tra le lapidi e intravvedo un berretto. Mi avvicino e scopro un ragazzetto accovacciato dietro una lapide poco distante: è Jules, il mio caro amico Jules. Matou si struscia sulle sue gambe, ed io lo chiamo e scuoto le braccia per attirare la sua attenzione: ma lui non mi vede e non mi sente.
Mi viene in mente quante volte, nonostante fosse sempre così preso dalla fattoria, trovasse il tempo per leggere. Te l’ho ho insegnato io, ricordi? E quei pomeriggi insieme, nascosti tra gli alberi del bosco, la testa vicina sullo stesso libro, le risate soffocate per non farci scoprire quando rubavamo delle mele dal giardino dei signori Adler… O sdraiati al sole, solo noi due, e il tempo che sembrava fermarsi.
Serie: Edmund
- Episodio 1: Edmund – Risveglio
- Episodio 2: Jules – Il passato, il presente
PS: copertina azzeccatissima
Bellissimo racconto gotico! Ci sono tutti gli elementi del genere, dalla foschia, al gatto ambiguo fino alle tombe. Eppure ha un elemento di originalità, ovvero la trama, che aggiunge all’inquietudine un filo narrativo che può dare tanto al di là della componente gotica. Sono davvero curioso di leggerne il seguito!
Ciao Nicola, grazie mille per aver letto questo primo episodio e per il tuo commento, davvero! Spero potranno piacerti anche i prossimi episodi 🙂