Emma

Serie: Donne: mille sfaccettature

– L’animo ha mille sfaccettature. Non si sceglie quello che si è –

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Ormai mancavano poche settimane alla partenza ed Emma stava facendo i salti mortali per recuperare tutte le sue cose, o almeno il più possibile, in breve tempo.

Il padre voleva andarsene via da quel posto quanto prima, la vecchiaia e la stanchezza lo avevano reso irrequieto, e proiettarsi verso una nuova vita era ciò che desiderava. Tanto ormai aveva rotto tutti i legami familiari e non gli rimaneva più uno scopo per restare.

Con l’indifferenza verso la figura paterna, Emma ogni giorno andava a prendersi un pezzo di sé e alla fine, l’ansia di chi sa di non poter portare con sé tutto, di restrinse intorno all’ultima cosa da fare: selezionare le foto che avrebbe portato a casa sua e che le avrebbero ricordato che per qualcuno era stata importante.

Così si prese il pomeriggio, con fatica sfilò il cassetto delle foto dal mobile e lo rovesciò sul lettone, appena disfatto per riporre le lenzuola negli scatoloni.

Nessuno sembrava aver tenuto a quelle foto, nessuno a parte lei quando viveva con i genitori, le aveva volute sistemare in un album. Così si trovò davanti il puzzle della sua vita: vecchie Polaroid sovraesposte con commenti sarcastici dovuti a vistose spalline e capelli cotonati tipici degli anni ottanta; foto con colori saturi e bordi leggermente stondati che la immortalavano durante la sua infanzia.

Trovò anche foto dei genitori, di parenti e amici: sorrisi e pose di persone che ormai non erano più tra noi o amici che non avevano condiviso il nostro cammino.

Emma si ritrovò emozionata nel vedere la mamma, quando ancora era giovane e spensierata.

Attraverso quella varietà di istantanee ricostruì momenti della sua vita che pensava di aver dimenticato.

“Era solo grazie a quella scarna gonnellina, e neanche graziosa, che si poteva riconoscere che fosse una bambina. Capelli perennemente corti, polacchine ai piedi e quel broncio che poteva avere solo chi desidera, almeno una volta, poter indossare delle ballerine. La più carina della classe, con i suoi boccoli biondi, le mostrava sempre a tutte ed Emma si sentiva come se non c’entrasse niente con il gruppo delle ragazze”.

“Quell’estate in montagna poteva essere bellissima, visto poi che i suoi genitori avevano inviato anche Marta, l’amica d’infanzia. Ma la sera, davanti al fuoco, l’argomento principale erano i commenti inopportuni dovuti alla goffaggine di Emma, e i continui paragoni con l’amica. Marta la prese da parte e la rasserenò, proprio perché la loro amicizia era forte e importante, al di là del proprio carattere”.

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Paesaggi, monumenti, autoscatti: Emma sorrise al pensiero che adesso si va in giro con bastoncini, chiamando le foto selfie, mentre una volta potevi decidere se far vedere il braccio mentre scattavi o poggiare la fotocamera su un qualsiasi oggetto che potesse fungere da base per lo scatto.

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Ormai era sera e la selezione era stata fatta: si rese conto che in rarissime foto la si poteva vedere sorridere, probabilmente non era stimata e le sue potenzialità non erano ancora emerse. Occhi tristi e labbra serrate era ciò che il suo animo mostrava al mondo.

Non che adesso fosse l’anima della festa, ma sicuramente si sentiva più completa e matura. Amante della battuta ma anche capace di passare una mattinata intera a leggere nel silenzio. Le amicizie contate sulle dita di una mano e vita sociale sobria ma emozionante.

Ma la cosa più importante era che Emma capì che ciò che aveva ricevuto era qualcosa che assolutamente non poteva far parte del suo modo d’essere: tutto l’amore che non le era stato dato lo aveva tenuto al sicuro dentro sé. Non lo aveva sprecato con chi non lo avrebbe meritato, non lo aveva congelato, era un tesoro che stava maturando interessi.

Adesso era felice e questo prezioso sentimento lo stava riversando sulla sua nuova e vera famiglia: sul marito e amico, con cui condivideva molti interessi, e sulla figlia che voleva vedere libera di esprimersi senza limitare le proprie emozioni.

***

Mise tutte le foto in una busta: ad alcune non avrebbe potuto dare un collocamento temporale, in quanto lasciate lì senza data, alcune stampate su carta kodac avevano giorno mese e anno stampato, altre ancora avevano il periodo scritto a penna da sua mamma.

Stanno ancora lì, non è stato preparato un album per loro, Emma sa soltanto che in questo momento il suo passato è in soffitta, chiuso al buio, perché lei in questo momento è impegnata a vivere il presente.

Serie: Donne: mille sfaccettature
  • Episodio 1: Helèna
  • Episodio 2: Bruna
  • Episodio 3: Leonora e Olga
  • Episodio 4: Leona
  • Episodio 5: Agata
  • Episodio 6: Erika
  • Episodio 7: Claudia
  • Episodio 8: Betta attraverso l’albero
  • Episodio 9: Emma
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    Discussioni

    1. Ciao Isabella, ho apprezzato enormemente questo epilogo. Emma, i suoi mille volti rappresentati dalle fotografie, siamo tutti noi. Bello che alla fine venga a patti con “loro”, le accetti come sue senza alcuna riserva. Con quella nuova forza, sono certa che la sua vita non potrà che essere piena e felice 🙂

      1. Ciao Micol,
        grazie del commento. In effetti Emma è colei che rappresenta l’equilibrio finale e l’accettazione di ciò che è stata per scoprire come vorrà essere ?

    2. Ciao Isabella, un ultimo squarcio che mi ha trasmesso un po’ di amarezza. Questo tuffo nel passato da parte di Emma ha fatto riaffiorare ricordi che forse erano meglio lasciare sopiti, istantanee di una vita in cui, sensazione mia, Emma non si rivede più, o comunque preferisce, simbolicamente, mettere via. Emma ha riscoperto se stessa attraverso una nuova vita lontana da un epoca in cui non era lei, la vera lei. Non era lei non per colpa sua, ma forse di un passato avaro di affetti nei suoi confronti, tanto da reprimerne i suoi stessi sentimenti. Mi fa riflettere questa frase: “tutto l’amore che non le era stato dato lo aveva tenuto al sicuro dentro sé.” Dentro sé, dandolo soltanto nel momento giusto alle persone giuste, amori da non cercare nel passato ma nel vivo presente. Le tue sfaccettature sono state un bel percorso introspettivo e una lettura consigliata a tutti, anche a un pubblico maschile?. A presto, un caro saluto!

      1. Ciao Antonino,
        bellissimo il tuo commento e con una lacrimuccia saluto le mie donne… Emma ha ricevuto poco ma ha dato tanto ed è una cosa che consiglio di provare per vivere felici. ?