Sole e Luna!

Raggio di sole ballava, sotto la Luna piena, nel mezzo di una radura.

Raggio di Sole sentiva in testa una musica ma nessun battere di tamburi accompagnava la sua danza.

Raggio di Sole era sola nel bosco, la sua famiglia era lontana, la sua casa era dall’altra parte del mondo, il suo lavoro era sparito, il suo matrimonio era fallito.

Lei, il bosco, la Luna e nessun altro a farle compagnia, tranne quella musica di flauti e tamburi che da giorni risuonava nella sua testa.

Sola. Raggio di Sole muoveva le gambe e le braccia al ritmo dei suoi pensieri e dei suoi sogni, sempre più velocemente, sempre più ossessivamente.

La testa oscillava, le collanine al suo collo e i braccialetti al suo polso tintinnavano, dando ritmo alla melodia che pulsava nella sua mente.

I suoi lunghi capelli neri oscillavano sciolti, mossi dal vento e rischiarati dalla Luna.

I  vestiti di pelle aderivano sempre più al suo corpo e i rivoli di sudore, che correvano lungo la sua pelle ambrata, brillavano come piccoli diamanti.

I suoi movimenti diventavano sempre più frenetici, più caotici, più inconsulti, seguendo il ritmo segreto di una musica sempre più ossessiva, compulsiva.

Solo la Luna a osservarla. Una Luna spettatrice della sua pazzia, che sempre più nel cielo si alzava per guardarla.

Inizialmente aveva cominciato a spiarla attraverso il folto degli alberi ma via via aveva preso coraggio, si era levata sempre più alta nel cielo diventando, come la sua danza, sempre più forte, sempre più vivida, quasi accecante.

Raggio di Sole alzando gli occhi al cielo la vide lassù, tutta per lei!

La Luna aveva creato un fascio di luce, quasi un occhio di bue, come quelli che a teatro illuminano i primi attori o i primi ballerini, diretto su di lei. Lei che era la sola e unica protagonista di questo spettacolo, che vedeva un unico spettatore, la Luna.

Raggio di Sole era sola nel buio più profondo di questo bosco, sperduta nelle montagne di chissà quale stato, di chissà quale continente, illuminata da una luce quasi divina, che con un sapiente gioco di chiaroscuri metteva in luce solo lei e nient’altro.

Raggio di Sole era libera; sola ma libera!

Tutto attorno a lei era buio, nero, scomparso, sparito, dissolto.

Raggio di Sole iniziò a guardarsi intorno, ma si rese conto che non c’era nulla, soltanto lei è il buio.

A cosa serviva quella luce, tanto là nell’oscurità più completa, con niente intorno, chi poteva mai vederla. Chi poteva guardare la sua danza, chi poteva giudicarla, applaudila, criticarla, apprezzarla?

Di colpo la musica si tacque e la Luna si spense e Raggio di Sole cadde a terra vinta, stanca e sola.

Mary si svegliò di soprassalto, madida di sudore, scossa da brividi gelati che le scorrevano lungo la schiena.

Chi era? Dov’era? Cosa stava facendo? Cosa le era successo?

Mosse un braccio e sentì intorno a sé lenzuola calde e soffici coperte.

Apri gli occhi. Buio, vuoto!

Nell’oscurità i suoi occhi riuscirono a individuare Il chiarore della finestra.

Allora quasi a cercar certezze allungò una mano.

Trovò il corpo di John che ignaro di tutto dormiva, il suo respiro era calmo, regolare, rilassante, rassicurante.

Mary si sedette sul letto cercò il bicchiere sul comodino. 

Bevve un sorso d’acqua.

Riuscì a placare il suo cuore impazzito e il suo respiro affannato.

– Nulla, non era successo nulla! Si ripeté nella mente.

Era solo un sogno.

Lei era nel suo letto, nel suo appartamento di New York, con la sua famiglia e con il suo uomo che le dormiva accanto.

Nulla era cambiato!

Mary trasse un sospiro di sollievo.

Niente era cambiato!

Respirò a fondo e nel buio della notte, s’infilò nuovamente sotto le coperte.

Si avvicinò e abbracciò il suo John, che dormendo la sfiorò con un bacio.

Nulla era cambiato!

Era stato solo un sogno!

Fuori la Luna intanto si abbassò a cercare un varco per entrare nella stanza buia. Di colpo s’insinuò tra le persiane chiuse a rischiarare il corpo di Mary, che però ignara di tutto, abbracciata al suo John ora sognava…

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Discussioni

  1. In questo testo ho sentito tanta poesia. La solitudine di Raggio di Sole, che forse è l’angoscia notturna che prende un po’ tutti in questo periodo. E poi il fatto di risvegliarsi accanto al proprio uomo, sollevate, ma mai del tutto sicure, perché non sono proprio i tempi!
    Peccato solo che tu abbia rivelato sin dall’inizio che era un sogno! Si sarebbe potuta creare maggiore suspense. Bello, il finale! Ciao Lorenza, alla prossima ?

  2. Lorenza, lo hai detto e lo hai fatto: niente cattiverie! Leggendo, ho udito la musica e anche il tintinnio degli accessori di Raggio di Sole, gli avrei aggiunto il verso di un gufo, ma va bene così. Brava.

  3. Ciao Lorenza, il racconto del sogno mi è sembrata un evasione da parte della protagonista, un’immedesimazione inconscia di un ideale di libertà. Potresti pensare a dare un titolo diverso che non anticipi al lettore quello che succederà, in modo che il sogno sia un colpo di scena. Alla prossima lettura ?

  4. Niente male. I racconti onirici mi affascinano. Finale un po’ troppo all’acqua di rose; mi sarei aspettato che il rapporto tra Mary e John fosse più burrascoso. L’escapismo della donna ne avrebbe guadagnato. Ovviamente sono considerazioni personali.?

  5. Ciao Lorenza, mi è piaciuto come hai esternato l’inquietudine di Mary, Il suo sentirsi sola in mezzo alla gente e il desiderio di essere se stessa, rappresentata dal sogno notturno. Questa, almeno, è stata la mia percezione 🙂