Era tardi e la festa era praticamente finita

Era tardi, la festa era praticamente finita e come al solito gl’ultimi rimasti erano sparsi qui e la nel villino. La serata era stata fantastica e come ciliegina sulla torta, in mezzo a tutta quella gente c’era lei. Mi sembrava un pesce fuor d’acqua, eppure aveva un sorriso che da solo avrebbe potuto illuminare tutta la sala. Non era la classica ragazza appariscente e che tutti guardano, ma aveva un qualcosa di inaspettato che catturò subito la mia attenzione. 

La sua mano era legata a quella del suo ragazzo, che per altro era il migliore amico del padrone di casa, ma lei continuava a guardarsi in giro per capire dove si trovasse. La cosa mi fece subito desistere, perché come al solito certe situazioni possono crollarti addosso in men che non si dica. Di certo non le sarei saltato addosso, ma almeno mi sarebbe piaciuto conoscerla per capire che tipo era. Il suo lui lo conoscevo, avevamo parlato qualche volta in passato, ma mai avevo visto lei. 

La serata si svolse per il meglio, la musica era gradevole e di ottima compagnia, la gente si divertiva e nessuno sembrava scontento di come andassero le cose. Per tutto il tempo ho provato a capire che tipo fosse, ascoltando le sue parole e vedendo il modo in cui si comportava con gl’altri. La vedevo sciogliersi mano a mano, però mantenendo sempre la sua integrità. Dava, ma non troppo, si avvicinava, ma non troppo. Insomma sapeva giocare bene le sue carte. Lo ammetto, mi piaceva sempre di più, ma avevo le mani legate dalla situazione in cui mi trovavo e dalla voglia di non fare casini, come purtroppo feci in passato. 

Le ore passavano e piano piano la stanchezza si faceva sentire e così uscii fuori in terrazza e mi accomodai su di una sdraio. Ero davvero stanco dopo aver passato un’intera giornata a lavoro, il che mi aveva già abbondantemente provato. Sdraio, tavolino di fianco e un cielo stellato a farmi da coperta. Mi accomodai e poggiai la testa sullo schienale. 

La situazione era tranquilla, c’è chi era andato via e chi si era seduto nello studio per una di quelle partite a poker che durano fino al mattino seguente. 

Gl’occhi mi si chiudevano inesorabilmente, ma non avevo sonno, avevo solo voglia di alleggerirmi un po’. Passò solo qualche secondo e sentii lo stridio della sedia accanto alla mia…era lei. 

“Ciao! Anche tu senti caldo?” e lei “Si, avevo bisogno di prendere un po’ d’aria” e mi sorrise. Avevo di colpo il cuore a mille e non sapevo che fare. Lei cominciò a parlare della sua giornata, pesante come la mia e non vedeva l’ora di andarsene, così le feci una proposta. 

“Ti va di scendere in spiaggia? Con questo sole di stelle riusciamo a vedere il bagnasciuga ed arrivare fino al pontile” e lei “D’accordo, però facciamo presto”. 

Scendemmo la piccola scala di legno che portava in spiaggia e ci avviammo verso il mare. La sabbia era ancora calda, ma la voglia di rinfrescarci un po’ ci fece affrettare il passo verso il mare. L’acqua s’infrangeva dolcemente sulla sabbia, tanto da non riuscire a sentirla. Ci avviammo verso il pontile e a me sembrava che ci fosse solo lei che mi coccolava con le sue parole. 

Cominciammo così a mettere insieme un passo davanti all’altro…

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