Era un grazioso ragazzino vestito di foglie secche e di linfa, quella che stilla dagli alberi.
Serie: Le Wendy
- Episodio 1: Potresti volare con me dappertutto e scherzare con le stelle
- Episodio 2: Morire sarà una grande meravigliosa avventura!
- Episodio 3: Sono la risposta alle vostre preghiere
- Episodio 4: Se noi ci scontriamo con Uncino in aperta battaglia, devi lasciarlo a me
- Episodio 5: Era un grazioso ragazzino vestito di foglie secche e di linfa, quella che stilla dagli alberi.
STAGIONE 1
Orfanotrofio Le Stelline. Milano, giugno 2026
Il calore dell’asfalto risale strisciando lungo i muri. I raggi del sole non hanno accesso in questa stretta via, eppure l’afa regna sovrana. Un filo d’aria muove lentamente la tenda della finestra spalancata, non porta refrigerio ma solo l’odore dell’acqua stagnate della fossa biologica. Il suono degli allarmi riecheggia per le vie deserte, quest’anno la stagione dei blackout ha anticipato di un mese esatto. Tutto il centro storico è senza corrente da più di quattro ore.
Il lenzuolo brucia a contatto con la pelle. Non ho nulla per distrarmi, mi hanno portato via anche il cellulare, il Tribunale mi ha confiscato ogni dispositivo elettronico.
«Peter…» la sua voce musicale mi solletica i timpani, non l’ho sentita entrare in camera.
Non ho la forza di alzare il capo per guardarla. Mi vergogno, non merito nemmeno la sua pietà.
La rete arrugginita cigola mentre si piega sotto il lieve peso, una mano fresca mi solletica la nuca.
«Wendy, smettila. Non ho voglia» brontolo nascondendo il viso nel cuscino.
Ero riuscito a superare firewall e i sistemi di sicurezza, avevo trovato una falla nella Farm dell’Impero Nero. Finalmente potevo accedere ai dati e scoprire cosa fosse accaduto ai bambini portati nel palazzo dell’imprenditore.
Ma sono stato beccato.
«Peter, sono i miei ultimi giorni qui all’orfanotrofio»
Strizzo gli occhi per nascondere le lacrime. Mi appare la visione della spada infuocata dell’Arcangelo, dipinto sulle vetrate della cappella dell’istituto, che si solleva alta in cielo e poi scende impietosa su di me lacerandomi il petto.
Avrei potuto salvarla, invece sono solo un patetico ragazzino.
Controvoglia mi sollevo e mi siedo a gambe incrociate. Fisso il viso di Wendy corrugando la fronte «Non andare. Fuggiamo insieme»
Un suono cristallino riecheggia nella stanza.
«E dove vorresti andare?» indica la cavigliera elettronica.
Sono scampato al riformatorio grazie ad una società di sviluppo tecnologico. Il mio cervello gli interessa, vogliono sfruttarmi in un progetto di nanorobotica. La mia vita ora gli appartiene.
«Posso disabilitarla, lo sai»
«Sì. Ma ora hai un futuro. Hanno visto le tue capacità. Ti offrono un posto nel loro istituto. Non buttare via tutto per me»
«Come puoi dire una cosa del genere? Quello è un mostro! I bambini che vanno al palazzo scompaiono!»
«Siamo orfani, Peter. Vittime fuggite dalla guerra, per il mondo siamo già invisibili»
«Ma lui è l’Incubo. Ho visto una sola foto prima che mi beccassero, ma è bastata. È un criminale pedofilo. Wendy, fuggiamo!»
«Peter, non possiamo. Questa volta verrà Suor Marla con noi, ha detto che ci proteggerà. Che controllerà personalmente che nessuno ci tocchi con un dito, e attesterà che viviamo sereni con delle famiglie amorevoli.»
«Bugie. Tutte Bugie»
Il silenzio cala tra noi. Wendy mi sfiora il dorso della mano prima di intrecciare le dita alle mie.
Non posso perderla.
«Troverò il modo» singhiozzo come un poppante. Detesto mostrarmi debole, ma con lei non è possibile celare le emozioni. Quando i suoi occhi incontrano i miei tutto diviene visibile. Ogni segreto, ogni sogno, ogni paura. Lei illumina l’oscurità che mi porto dentro e l’accoglie senza giudizio.
«Ricordi quando siamo stati al Luna Park e il blackout ha bloccato la ruota?» mi sfiora la guancia costringendomi ad alzare il viso e affogare nell’azzurro delle sue iridi.
«Sì, eri terrorizzata all’idea di dover scendere arrampicandoci per i bracci»
«Ma poi alla fine il guasto è stato risolto e ha ripreso a funzionare. Ora mi sento come allora, ho paura ma so che si risolverà. Tu non mi lascerai mai sola, vero?»
Non mi concede il tempo di rispondere, le sue labbra si posano leggere sulle mie. Una falena dibatte le ali nel mio petto.
«Non sarai sola, se non potrò esserti accanto fisicamente troverò un altro modo. Aspettami, verrò da te. Ti proteggerò. Sempre.»
☆
Il titolo è una citazione tratta dal libro Peter Pan (James Matthew Barrie)
Serie: Le Wendy
- Episodio 1: Potresti volare con me dappertutto e scherzare con le stelle
- Episodio 2: Morire sarà una grande meravigliosa avventura!
- Episodio 3: Sono la risposta alle vostre preghiere
- Episodio 4: Se noi ci scontriamo con Uncino in aperta battaglia, devi lasciarlo a me
- Episodio 5: Era un grazioso ragazzino vestito di foglie secche e di linfa, quella che stilla dagli alberi.
“Il suono degli allarmi riecheggia per le vie deserte, quest’anno la stagione dei blackout ha anticipato di un mese esatto. Tutto il centro storico è senza corrente da più di quattro ore.”
❤️
verità assoluta, se lavori in centro a Milano
Mi è piaciuto questo tristissimo flashback. Ecco che scopriamo a chi appartiene l’ombra e perché aiuta le Wendy. Sappiamo cosa hanno combinato a Wendy, chissà cosa è successo a Peter in questo futuro distopico. Quel “ora appartengo a loro” non mi fa presagire nulla di buono.
si intuisce anche di “cosa” è composta l’ombra? (era questa la mia intenzione, anche se nel prossimo capitolo verrà spiegato più chiaramente)
Nanobot?
oh sì. Grazie per la tua risposta!