Fallo man
Serie: Marie
- Episodio 1: Marie
- Episodio 2: Luciano e Marie
- Episodio 3: Bollicine
- Episodio 4: Il signor Vecellio
- Episodio 5: Acqua e fuoco
- Episodio 6: Fallo man
STAGIONE 1
“Aveva grandi occhi curiosi, una voce dolce e mite e sembrava che fosse appena giunta dal suo villaggio natale.”
La voce di Alberto Onofrietti, l’attore che leggeva la storia dell’audiolibro, era piacevole, come una carezza che sfiora la pelle, fino a toccare le corde più profonde della spiccata sensibilità femminile, di chi ascoltava.
“La bella e pura libertà femminile era infinitamente superiore a ogni atto carnale. ”
Lo stile dello scrittore David Herbert Lawrence era quello di un uomo colto e raffinato di un’altra epoca, in una società puritana, pronta a scandalizzarsi per molto meno di quanto non avvenisse ─ ogni santo giorno ─ nello squallore della vita quotidiana, tra i sobborghi delle città, nelle alcove di lusso e nei bordelli.
La voce suadente dell’attore, col suo ritmo lento e penetrante, era come musica che vibra in ogni cellula, rendendo ancora più autentica la storia di Lady Chatterley, che Lawrence, l’autore, aveva già reso abbastanza credibile con la forza gentile della sua scrittura.
La curiosità, unita alla necessità di sentire, in breve tempo, anche gli altri audiolibri contenuti nel pacco, aveva spinto la donna a spegnere quella voce per dare un’occhiata agli altri titoli da lei richiesti.
Tropico del capricorno di Henry Miller, lo aveva letto molti anni addietro: regalo riciclato di una nipote che, dopo le prime pagine, lo aveva scartato e rifilato a lei.
Non ricordava più se lo avesse letto fino all’ultima pagina; le era rimasto impresso il colore rosso della copertina e un senso di delusione, rispetto alla fama dell’autore e del libro in questione. Ripensandoci le sembrava uno di quei romanzi, tra autobiografia e finzione letteraria, della serie Coeo ergo sum.
Il terzo audiolibro tolto fuori dalla scatola era Lolita. Conosceva bene la storia di quel classico della letteratura erotica del 900, per aver visto il film interpretato da uno dei suoi attori preferiti: Jeremy Irons.
“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei mie lombi. Mio peccato, anima mia.”
Mente, corpo e anima, divorati da un amore totale, da un’attrazione fisica che diventa seduzione, perdizione irrazionale, contemplazione platonica e legame spirituale.
Rovistando in fondo al pacco era emersa anche la piccola custodia di Cinquanta sfumature di grigio: un bestseller dei nostri tempi, specchio dei caratteri di una società in cui l’egocentrismo, il narcisismo e la sterilità sentimentale nelle relazioni, conduce spesso alla ricerca di stimoli sessuali per atti meccanici solitari.
Un audiolibro che mancava, nel pacco consegnato dal corriere, era Histoire d’O.. Nel sito da cui aveva fatto l’ordine, tra i grandi classici della letteratura erotica, era l’unico non disponibile, che avrebbe ascoltato volentieri, letto da Alessio Boni, oppure da Andrea Giordana, con la stessa voce indimenticabile, riprodotta dall’AI, dell’attore, allora ventenne, che aveva interpretato Il Conte di Monte Cristo, nella serie televisiva. Distesa sul letto o sul divano, oppure sull’amaca, sotto i gelsi, ogni particella raggrinzita del suo corpo, nutrita da nuova linfa, sarebbe rifiorita, dalla cute al midollo. La kundalini in letargo avrebbe ripreso a vibrare, con tutte le scosse di quelle immagini incandescenti.
Il cervello avrebbe ripreso a funzionare a pieno ritmo, dalla corteccia fino all’area limbica; trovando finalmente lo spunto e l’ispirazione che cercava per proseguire la storia del suo libro.
Furio, l’uomo dell’edicola sotto casa, le aveva dato un suggerimento diverso.
“Se ─ come dice ─ non riesce a scrivere porcate ─ mi domando che ci vuole ─ legga qualcuno di questi libri e vedrà: qualche consiglio utile lo troverà.” E le aveva rifilato un catalogo della Monderos, con un centinaio di titoli in ordine alfabetico.
Alla lettera effe, il primo della lista era Fallo a pezzi, un romanzo liberamente ispirato al caso Bobbitt. Dove Lory, la protagonista, non si limitava a evirare il marito: ne faceva spezzatino per il gatto del vicino.
La quarta di copertina pubblicata sul catalogo era stata più che sufficiente per scoraggiare l’acquisto di quel libretto disgustoso.
Fallo Big Man era un fumetto, col classico personaggio macho, palestrato, gonfio di ormoni e un pisellino tra i coscioni dello stesso calibro di un tenero baccello per la Findus.
L’uomo consumava proteine a gogò, si infliggeva molte ore di esercizi con i bilancieri carichi di pesi massacranti e sognava di salire sul podio da vincitore del concorso per Big Man, alla sagra della salsiccia. Il culturismo era diventato la ragione principale di vita. E più cresceva la muscolatura dei suoi adduttori, più scompariva il suo salamino. L’omone “Michelin” a torso nudo, con un tanga ultraridotto per l’esibizione dei suoi muscoli, era caduto dalla scaletta, mentre saliva sul palco per ricevere la medaglia. Il filo sottile del tanga si era impigliato nella ringhiera. Il suo uccellino intirizzito era come volato via, lasciando vuoto il nido nascosto. La presenza di un bimbo attento, fra i tanti spettatori adulti, avrebbe potuto rappresentare la voce della verità, come nella famosa favola I vestiti nuovi dell’imperatore. Il finale, però lo aveva deciso lei, reinventando la storia, con altre immagini sue, per il fumetto.
Fallo doppio più che un libro sembrava un manuale di istruzioni per un uso corretto e più efficace di un vibratore.
Fallo e basta era un’incitazione al sesso “senza cerniera”, come l’aveva definito Erica Jong, in Paura di volare: uno dei primi romanzi a sfondo sessuale, più rosa che hard, letti da adolescente, liceale, con gli ormoni che reclamavano i loro bisogni, fuori dagli schemi di un’educazione paterna e patriarcale, rigida e punitiva. In Fallo e basta la protagonista andava ben oltre le avventure erotiche di Isadora. Appariva come una ninfomane, perennemente frustrata e masochista, in cerca di guai.
Fallo felice, di Linda Lou Paget, era un altro manuale di suggerimenti pratici per soddisfare le voglie del partner e convivere felici, nel letto, sul tavolo, sul tappeto e in ascensore, forse fino al tetto, un po’ sfiniti, a tutte le ore.
Fallo tra i denti era un racconto che rivendicava il diritto di ogni donna al potere della volgarità, per non essere da meno dei tanti signori maschi ed eguagliare o vincere contro quelli capaci di far ridere nei bar o nelle toilette di certi motel, raccontando cose scurrili che tanto spesso divertono la platea maschile.
Serie: Marie
- Episodio 1: Marie
- Episodio 2: Luciano e Marie
- Episodio 3: Bollicine
- Episodio 4: Il signor Vecellio
- Episodio 5: Acqua e fuoco
- Episodio 6: Fallo man
più che accendere la passione quelle letture la spengono 🤣
Sono d’ accordo con te. A certe letture che ammosciano, sarebbe preferibile sfogliare le pagine con i nomi e i cognomi dell’ elenco telefonico.
Grazie Laura.
Il potere è in mano a pochi uomini anziani, è la fallocrazia che avanza. Divertente questo tuo poutpourri di falli nella letteratura, apprezzo queste righe perché hai trovato quella giusta punta di ironia che le rende piacevoli alla lettura, senza farle scadere nella volgarità.
A quanto pare non saró mai all’ altezza di certi signori dei bar che fanno ridere piú di me. Credo, peró, che certe “parità” di genere siano poco ambite dalla maggior parte delle donne.
L’ emulazione, caso mai, potrebbe esserci verso qualche collega che scrive spaziando spesso tra vari temi importanti di attualità, con giochi sorprendenti di parole, sempre ironici e intelligenti.
Grazie Fabius. Ogni riferimento é decisamente voluto.