Falsi leader
Serie: Di sicuro non è un libro
- Episodio 1: Di sicuro non è un libro
- Episodio 2: La Voglia di fare
- Episodio 3: Contenitori: il mio.
- Episodio 4: Falsi leader
STAGIONE 1
Riprendo a scrivere dopo un paio di settimane.
Sai cosa mi stressa di più in questo periodo?
Non hai idea di quanti ragazzi e ragazzi si stanno politicizzando.
Cioè voglio dire, ma come farai mai a inneggiare a uno dei personaggi, di cui parlerò?
C’è gente che vuole rivalutare Hitler, e ci sono quelli che indossano la maglietta del Chè.
Quelli con la falce e il martello, e da qualche parte qualcuno che magari ancora pensa a Stalin, o magari a Lenin. Cosa hanno fatto di buono questi uomini per essere idolatrati?
Possono avere fatto di tutto, anche tramutato il fango in oro, ma hanno fatto morire e ammazzare.
Veramente vorresti uno che decide per tutti? Hai mai pensato che se c’è uno perfetto magari è Dio ? (se esiste).
Io non riesco ad odiare, ma queste cose proprio non le sopporto.
Alcuni dicono che erano dei grandi?!
Wow, sai, anche Jack Lo Squartatore era un grande allora, non l’ ha mai preso nessuno.
Sono finiti gli idoli? Proviamo ad analizzarli.
Lenin: caga sotto di professione, esiliato in Svizzera, non appena scoppia la guerra torna in patria e convince il mondo che si può fare il comunismo.. Dire che Lenin ha fatto il comunismo è come dire che io sono una rap star alla Jay-Z.
Passiamo a Stalin. Beh lui ha avuto vita ancora più facile, il “comunismo” era già fatto, è bastato creare dei campi di concentramento in Siberia per quelli che non la pensavano come lui, e il gioco era fatto.
Andiamo a Mussolini.
Prendi D’annunzio, togligli la capacità di fare arte, metti la capacità di fare politica, aggiungi un paio di decine di migliaia di storpi tornati dalla guerra con un cazzo in mano, un’altra decina di milioni morti di fame, una classe politica tipo quella attua, cioè mangiapane a tradimento, poi, tre o quattro industriali che si sono rotti le palle di avere le fabbriche occupate da disgraziati e stronzi operai, che lavoravano solo 14 ore al giorno per neanche due lire
Beh Mussolini è quello che, con dozzine di camicie nere rottinculo nullafacenti e senza cervello, andava, anzi mandava, a fare il culo con i mazzuoli questi disgraziati operai. Ci credo che poi ti trovi il culo pieno di soldi e fai il partito politico che vince le elezioni a suon di mazzate.
Se sei un convinto sostenitore di questi, già avrai preso a pugni queste pagine.
Se avessi il potere di comandare le persone mi andrebbe di comandarle tutte insieme? Riuscirei a farlo?
Tanto quanto non mi voglio fare comandare, tanto quanto non voglio comandare. Mettiamo anche il caso lo volessi: se sbaglio, ho deciso io per tutti, ma tutti erano d’accordo con quello che stavo facendo?
Non credo proprio, la maggior parte non avrebbero idea di quello che sto facendo.
Esempio: siamo in tempo di finanziaria 2007, non voglio assolutamente dare giudizi su di essa, anche perché sarebbero non positivi. Ma mi chiedo quanti conoscono cosa è la finanziaria? O come si fa, o a cosa serve, o cosa sta proponendo l’attuale governo. Pochissimi hanno la minima idea del concetto.
Era lo stesso al tempo del Berlusca, ma ora c’è la sinistra e quelli di destra non è che si fermino a pensare e magari a sfogliare una pagina che riassuma il testo della legge, perché farlo, basta guardare un telegiornale, ascoltare il commento del politico che mi fa più simpatia, e poi faccio mia la sua idea. Anche se non conosco un’emerita sega di quello che c’è scritto nella legge. E ai tempi del Berlusca era lo stesso solo che si lamentavano quelli dall’altro lato. Ora io mi chiedo può essere tutto sbagliato sia da un lato che dall’altro? No, è matematicamente impossibile, perché esiste una legge logica.
Mettiamo che A è la legge della sinistra e B quella di destra
A può essere giusta o sbagliata.
B può essere giusta o sbagliata.
Partendo dalla definizione di sinistra e destra dovrebbero essere opposte, del tipo A positiva o negativa, e B lo stesso ma inversa rispetto ad A
Data la loro diversità supposta, non possono essere sbagliate tutte e due. Se no, cosa votiamo a fare.
Allora vogliamo dire che nessuna delle due è sbagliata e che tutte e due hanno cose giuste e cose sbagliate perché portatrici di interessi egoistici comunque?
Pensaci un attimo.
Io questo vorrei, che fossimo capaci di pensa, con la nostra testa, su ogni singola cosa. Non devi pensare con la testa di Fini, di D’Alema, di Prodi, di Berlusconi. (par condicio rispettata)
Non dico che non devi scegliere, io dico: “Scegli, ma non scegliere di essere in odio e in contrasto e in lotta con il resto che non sceglie come te, indipendentemente da quale scelta fai. Nessuno deve essere demonizzato, mi riferisco soprattutto a te anti-prodiano o anti-berlusconiano, non sono dei campioni da tifare, e nemmeno mostri da odiare, sono personaggi che hanno preso un treno che un altro avrebbe dovuto prendere comunque. Anche loro sono pezzi di un puzzle, come Mussolini, Hitler, Stalin, Lenin o Mao o Fidel.
Non sono miti questi, vuoi un mito? Cazzo, se veramente fossi comunista o liberista non potresti che dire che il tuo miglior idolo è Jesus.
L’unico capace di predicare libertà, comunione, solidarietà, ordine, giustizia sociale, anti violento ma carismatico, capace di trascinare popoli, e Dio sa quanto altro, solo un figliol de deo potrebbe essere il politico perfetto.
Ma non sminuiamo Jesus perché è immenso, non me vogliano gli atei, io lo sento, se voi non lo sentite aggrappatevi alla ragion pura va bene lo stesso, se pura. E non me ne vogliano le altre religioni, non sono un cristiano anti – tutte le altre religioni.
Una religione non può essere qualcosa di cattivo. Ognuno col suo credo e il suo profeta. Pregate e rispettate i rispettivi comandamenti, ogni libro, se rispettato porta al bene, ogni profeta, se ascoltato col cuore pulito, porta alla salvezza dello spirito.
Ma per ogni dettato che rispettate, gioite, e non demoralizzatevi per quelli che non rispettano i doveri e non giudicate chi li infrange spudoratamente. Ognuno deve essere libero di sentirsi più o meno libero di sbagliare. In pratica ognuno farà i suoi conti.
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