Fragili certezze

Serie: L'Ultimo Desiderio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Leia viene accolto dalla servitù personale del primo principe con calore, ma nel suo cuore albergano ancora diffidenza e paura.

Leia si svegliò ben prima dello scoccare del sesto tocco; da sempre, il suo corpo riconosceva quello come l’orario del risveglio. Dubitava che sarebbe mai cambiato.

Niw e Nakia erano stesi ai suoi piedi. Si prese un po’ di tempo per coccolare entrambi, contento che non se ne fossero andati a zonzo disturbando il sonno del primo principe. Sempre che fosse a palazzo. Durante la notte aveva avvertito del movimento proveniente dal corridoio, come se qualcuno si fosse allontanato da lì.

Si alzò, decidendo di mettersi al lavoro. Come predetto da Roter, i due pardi rallentavano il suo operato, senza però essergli di effettivo ostacolo. Dopo averlo strattonato per qualche tempo, cercando nuove coccole, se ne stettero buoni in un angolo a osservarlo.

La sera prima Dali, il figlio di Isa, lo aveva invitato a seguirlo su una terrazza posta nelle vicinanze della cucina. Era spaziosa quanto quella su cui si affacciavano le finestre dei pardi: ai lati, era stata posta una mezza dozzina di panchine di pietra coperte da pergolati avvolti da tralci d’edera. Un luogo di riposo, dove trascorrere una pausa dal lavoro.

I due Fidelis che avevano consumato il pasto con loro erano lì. Non avevano indossato la corazza, posata su una panchina, e il loro atteggiamento era rilassato. La donna fumava una pipa sottile, erba menta, mentre l’uomo se ne stava semplicemente a testa reclinata all’insù. A occhi chiusi, sembrava godere della brezza serale.

Quando Dali gli aveva chiesto di giocare con lui, Leia si era sentito insicuro. Non aveva mai avuto tempo da dedicare a qualcosa che non fosse sopravvivere e gli unici “giochi” che gli risultavano familiari erano quelli con i pardi. “Giochi” appresi solo il giorno precedente.

Dali aveva recuperato un paio di attrezzi da un angolo della terrazza, facendogli comprendere che erano a disposizione di tutti. Aveva studiato con attenzione la paletta che il paggio gli aveva messo fra le mani: il manico era corto, non più di quindici dita, e la parte finale somigliava alla pala piatta di un remo.

Dali aveva preso una piccola palla, facendola saltellare in aria con la paletta. Compreso lo scopo del gioco, Leia aveva cercato di imitarlo e di ottenere più rimbalzi possibili. Si era sentito estremamente impacciato; la palla rimbalzava da tutte le parti e si era ritrovato a correre per tutta la terrazza per recuperarla.

Dal pergolato, i due Fidelis avevano iniziato a urlare consigli: uno sull’inclinazione da dare alla paletta, l’altra sulla forza da imprimere al colpo. Alla fine si erano alzati per raggiungere lui e Dali, e avevano iniziato a litigare bonariamente fra di loro mentre davano prova pratica della loro abilità.

A Dali non era piaciuto essere privato della paletta, ma Leia li aveva osservati con autentico divertimento. I due Fidelis si erano affrontati in una gara senza esclusione di sberleffi.

Irma e Iago, così si erano presentati dopo aver riposto l’attrezzatura, lo avevano accompagnato a recuperare la tunica che aveva dimenticato in cucina. Salutato Dali, gli avevano tenuto compagnia fino alle porte degli appartamenti del primo principe, vigilate da altri due Fidelis. I due uomini lo avevano lasciato passare dopo un cenno di saluto.

***

«Ragazzino, così stai prendendo cattive abitudini!» Roter sporse la testa oltre la parete divisoria, ridendo. «Non ti avevo detto di dormire per almeno un altro tocco?»

Leia posò la scopa di saggina al muro, per poter eseguire una riverenza ben fatta. Ancor prima che piegasse un ginocchio, vide Roter agitare una mano in modo tanto concitato da risultare comico. «Per tutti gli Dei, lascia perdere quella roba! Ieri mi è venuto quasi un colpo: non sono un Signore.»

«Ma…»

Roter non lo lasciò terminare e trasformò quel gesto in un cenno di richiamo. «Vieni qui, devo presentarti una persona.»

Leia uscì nella stanza principale dell’alloggio, accompagnato dai pardi. Vi trovò un giovane uomo, più o meno dell’età del primo principe, che alla vista delle fiere fece qualche passo indietro.

«Lui è Nola, uno dei miei subordinati. Per un paio di giorni si occuperà della pulizia dei locali dei pardi; lo ha già fatto in passato e sa in cosa consiste il lavoro.»

Leia attese, incerto. Ragionò. Se gli fosse stato tolto l’incarico, Roter glielo avrebbe comunicato senza giri di parole. Sentiva di potersi fidare del Mastro Falconiere.

«Il primo principe si è allontanato per una questione importante. Non poteva portare con sé Niw e Nakia, così spetta a me portarli a caccia.» Roter lo fissò, ammiccando. «A me… per meglio dire, a noi.»

Nonostante si fosse fatto scudo delle sue fragili certezze, Leia si scoprì a respirare più liberamente.

«Sono riuscito a strappargli delle concessioni.» Il tono dell’uomo si era fatto compiaciuto. «Dopo aver sistemato la questione dei pardi, ti farò visitare la foresteria e ti farò vedere di cosa ci occupiamo noi guardiacaccia. Oltre a questo, ho ottenuto da Lady AnaMera il permesso di trattenerti per il pasto di metà giornata; le mie mogli non vedono l’ora di conoscerti.»

Leia non riuscì a dare forma ad alcuna parola. Era certo delle buone intenzioni di Roter, eppure tutta quella gentilezza lo spaventava: non sapeva come rispondere. Per sua fortuna, Roter sembrò troppo preso dal proprio entusiasmo per attendere una replica.

«Forza, andiamo! Nori, la maggiore dei miei figli, ha preparato un cestino: consumeremo il pasto del mattino assieme, mentre Niw e Nakia sono a caccia.»

Leia annuì. Con i pardi ai suoi fianchi, si apprestò a seguire Mastro Roter all’esterno del Palazzo Reale.   

Continua...

Serie: L'Ultimo Desiderio


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Sai che sono un ottimista impenitente, ma, tutte queste positive novità per Leia mi fanno temere per quando il vento si farà impetuoso e soffierà contrario. Comunque, scrittura sopraffina e gran piacere nel leggere. 🌹🌹🌹

  2. Un episodio intenso che suscita diverse sensazioni. L’ empatia che si prova per Leia, sale ulteriormente. La sua ansia diventa contagiosa. Un bambino a cui hanno rubato l’ infanzia impedendogli di giocare e usando lui come oggetto di un gioco perverso, non é poi così distante dalla cruda realtà di certi fatti anche molto attuali. Ed é questo, probabilmente, uno dei vari aspetti che rendono interessante e danno forza a “L’ ultimo desiderio”.

    1. Il vero problema è che Leia non è un bambino e non gli è mai stato concesso di esserlo. La sua mente d’adulto, quindi già formata, si ritrova a combattere contro una “bontà” che non ha mai conosciuto: fidarsi, per lui, è molto difficile. Ma lo farà 😉

  3. Ciao Micol. Mi piace molto il modo in cui la fiducia di Leia cresce, si può forse dire, quasi contro la sua volontà.
    In realtà, non c’è una grande svolta, ma sono pittosto i piccoli gesti degli altri a disarmarlo, uno alla volta. E trovo particolarmente riuscito quel «non sapeva come rispondere». Un passaggio molto bello che ci parla di lui, ma non racconta necessariamente al lettore il suo passato.
    La tua scrittura ha sempre un tono molto controllato, direi classico (se me lo passi come un super complimento), che si adatta bene al tuo mondo narrativo. Tu non cerchi continuamente di “abbellire” la prosa, piuttosto le descrizioni sono sempre funzionali e i dialoghi fanno avanzare davvero la scena.
    C’è anche una buona attenzione ai piccoli gesti e alle reazioni interiori di Leia, che rendono il personaggio ancora più credibile.

    1. Classico è un super complimento 😊 Il mio modo di scrivere si scontra con i tempi narrativi moderni e con un linguaggio non immediato: difetto? Virtù? Alla fine, è il mio stile e così lo abbraccio. Sono felice di aver reso bene i timori di Leia.

      1. Lo stile ci contraddistingue e ci rende ‘diversi’. Ti leggo e so che sei tu. Potresti anche abbracciare generi differenti, ma lo stile è quello tuo.
        Credo che raggiungere questo livello sia fondamentale per uuno scrittore. Come mettere una bella ciliegina rossa sulla torta di panna e uno dice ‘ecco, quella è Micol’.
        Un abbraccio ♥

  4. I piccoli gesti di Leila la rendono estremamente umana, come se avesse una specie di routine. Mi sono piaciuti molto i dettagli come la pipa alla menta, è scritto tutto molto bene, seguo 🙂

    1. Come gran parte di noi, me compresa, Leia si rifugerà spesso in questi gesti ripetitivi: i lavori manuali non lo spaventano, gli permettono di “resettare” la mente e ritrovare la calma. Ti ringrazio per il feedback 🙏