Fraintendimenti Fortuiti

Serie: Le menti clandestine di Mayfair


Un gruppo di menti brillanti stanche della superficialità del Bon Ton decidono di dedicarsi alla poesia e all'arte con profondità e sentimento

La mattinata era iniziata con difficoltà per Miss Jael Millington, che faticava a leggere le missive arrivate poco prima in quella mattinata di pioggia battente.

A poco erano valsi gli sforzi dei corrieri per mantenere la corrispondenza al sicuro sotto i loro mantelli cerati di fronte alla aplomb con cui il maggiordomo le aveva ricevute.

“Dovrò parlare con Mr Weaver, il contegno della casa non può precludermi la possibilità di leggere agevolmente i messaggi che arrivano” ragionò tra sé e sé la giovane, avvicinandosi con la prima lettera alla candela accesa sulla scrivania. 

Mr Tellingville le comunicava che avrebbe accettato il suo “grazioso invito” per il té di quel pomeriggio. Miss Jael chinò la testa di lato, corrugando la fronte e guardando il soffitto, incapace di ricordare in che modo avesse invitato Mr Tellingville per il té. Tutto quello che ricordava di aver detto era un frettoloso invito a passare un pomeriggio non ben specificato durante la stagione, mera formalità utilizzata per terminare con grazia la conversazione che la sua chaperone, Mrs Hustings mostrava di voler presto interrompere.

“Poco male, Mr Tellingville è una compagnia gradevole, sarà una buona distrazione per questo pomeriggio” commentò la ragazza mettendo da parte quel messaggio e aprendo il successivo.

Nuovamente si portò vicino alla candela, ma la pioggia aveva compiuto il suo lavoro in maniera più accurata su quella lettera, e questa volta decifrare il messaggio era davvero impresa degna di qualsiasi archeologo che si appresti a decifrare i caratteri cuneiformi di Babilonia. Tutto ciò che poteva distinguere distintamente erano un ringraziamento, la parola “té” e la firma dell’autore: Mr Rightyngale.

“Un altro ospite per il té?” sospirò Miss Jael portandosi una mano alla fronte. Ovviamente non ricordava di aver invitato esplicitamente nemmeno Mr Rightyngale, eppure sembrava proprio che questi avesse inteso così il suo accenno alla sensazione accogliente e “assolutamente da provare” che offriva nelle giornate di pioggia il salottino della casa presa in affitto per quella stagione da Mr e Mrs Millington per la figlia.

Quasi con terrore Jael aprì la terza ed ultima missiva, temendo di aver accidentalmente invitato un terzo scapolo per lo stesso pomeriggio. Fortunatamente non era così e il cartoncino pregiato era riuscito a mantenere intatto il messaggio che la invitava ad un concerto privato la sera successiva.

Mentre Miss Jael scriveva la sua risposta ed accettava elegantemente quell’invito, Weaver bussò alla porta dello studiolo per annunciare un visitatore: Mr Heily.

“Lo riceverò nel salotto del piano terra, Weaver” disse Miss Jael mentre terminava la sua lettera “vi prego di avvisare Mrs Hustings così che ci possa raggiungere il prima possibile. Il vassoio per la colazione è stato riportato da basso quindi credo sia in condizione di scendere. Avvisatemi se così non dovesse essere”. Il maggiordomo si chinò elegantemente e salì le scale non appena ebbe portato il gentiluomo nel salotto in attesa della padrona di casa. Presto Miss Jael lo raggiunse.

“Mr Heily, benvenuto” disse Miss Jael facendo una riverenza. Mr Heily le tese la mano.

“Buongiorno a voi Miss” disse allegro “sebbene le condizioni del meteo non favoriscano un tale augurio”

“Spero che non abbiate affrontato questa terribile pioggia a seguito di un mio incauto invito Mr Heily” disse dubbiosa Miss Jael accettando la mano offerta e portando l’ospite verso la poltrona più vicino al caminetto acceso.

“Un’osservazione quanto mai eccentrica Miss Millington” osservò Mr Heily senza perdere il suo sorriso “devo dedurre che avrete ospiti durante la giornata?”

“A quanto pare devo rivedere con Mrs Hustings la formula migliore con cui concludere una conversazione educatamente. Sembra che, qualsiasi metodo io utilizzi, suggerisca all’interlocutore che lo stia invitando per il té del giorno dopo”.

Mr Heily si lasciò scappare una risata e chiese educatamente quante persone si sarebbero presentate e a seguito di quali parole. Apprendendo entrambe le vicende si accomodò meglio sulla poltrona, accavallando le gambe e lasciando brillare i suoi stivali lucidi più di pioggia che di grasso.

“Lasciate che vi rassicuri, Miss Millington, altre commissioni per mia sorella mi hanno spinto in questa parte di Mayfair e ho pensato di porgervi i miei omaggi”

“Sarebbe stato a dir poco divertente, signore, se pure voi aveste capito che vi invitavo per il té”

“Miss Millington se dite così, non posso esimermi dal partecipare! Lungi da me privarvi di qualsiasi divertimento!”

Continua...

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Discussioni

  1. Molto piacevole: elegante, ironico e con un bel ritmo. Mi è piaciuto soprattutto il contrasto tra l’aplomb dell’ambiente e il piccolo caos degli inviti fraintesi. Miss Jael funziona davvero bene come personaggio.