Fumo bianco

Anno domini 1621

Carissimo fratello,

spero che la mia lettera ti trovi in forze e mi auguro che queste siano divise in egual misura tra quelle terrene e quelle spirituali. Ho scelto questo giorno per scriverti perché domani, insieme alla nuova alba dimenticherò il mio nome. Mi sono preso questa notte solo per me, voglio ricordarlo quel nome, almeno fin quando le prime luci lo faranno scolorire. Solo allora mi dimenticherò di me stesso. La cella in cui mi trovo è stretta e angusta, porta i segni dei precedenti occupanti, e un disegno a sanguigna campeggia sulla misera volta bassa e scura.

Mi sono chiesto di chi era la mano che tracciò con tanto ardore quelle figure accalcate attorno all’unico uomo ferito mortalmente. Il sangue che sgorga dalle sue ferite è così verosimile da farmi sentire inadeguato. Ed è proprio questo mio senso di manchevolezza che mi spinge a scriverti, sotto i volti contriti degli uomini che piangono quel cadavere appena abbozzato.

Solo tu puoi ricordare il ragazzo dietro alle rughe del mio volto, e solo tu puoi portarlo nel tuo cuore quando, dopo questa notte, io non sarò che una mera memoria della carne che appesantisce questo corpo.

Ma riuscirò a sopportare il peso di quello che verrà? Lo so bene che non puoi essere tu a rispondere alla domanda di cui ti gravo, e chiedo venia perché ti sto caricando di un peso che non ti spetta, che non meriti.

Fuori dalla stretta finestra di questo piccolo ricovero, mi pare ancora di vedere il fumo aleggiare, nelle sfumature del nero e del bianco e ne sento l’odore acre, che porta con sé gioia e terrore. Per un attimo mi è sembrato di scorgere nelle sue libere giravolte, il corpo d’un serpente. L’orrore è stato tale da farmi vacillare. Immaginazione mio caro fratello, e l’immenso potere che ha la mente sull’animo umano.

Ancora per questa notte posso permettermi pensieri d’incertezza, posso ricordare il mio nome con affetto, insieme a tutto quello che mi lega al passato.

Ma domani, all’alba, dovrò rinascere a nuova vita, domani sarò Papa, il Conclave lo ha deciso. Il fumo non sbaglia.

In fede tuo Alessandro ora Papa Gregorio XV

Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Ciao Virginia. Ho letto il tuo lab giorni fa, ma solo ora trovo il tempo per commentarlo 😀
    Inaspettato, una epistola che è riuscita a comunicarmi i sentimenti dell'”uomo” Alessandro. Non mi ero mai soffermata a pensare che, con la carica, in un certo senso il Papa perde la sua identità per acquisirne un’altra: padre del Mondo

    1. Bellissima la tua definizione di Padre del Mondo. Non sono religiosa, e la mia spiritualità sceglie vie differenti da quelle legate al credo. Però immagino che la spiritualità in quanto tale sia potente a prescindere dalla fede di appartenenza.
      Grazie mille di essere passata!

  2. Non c’è nulla, nulla davvero, che non mi piaccia in questo racconto.
    Perfetta scelta stilistica e di parole, rendi appieno la drammaticità (che col senno di poi potremmo dire “solennità”) del momento, ed il tormento interiore del protagonista.
    Perfetto il colpo di scena finale, che in due righe fa luce su quel criptico “dimenticherò il mio nome” iniziale, che si rivela quindi un giro di parole azzeccatissimo per dire senza dirlo ciò che aspetta il narratore.
    Splendido Lab!

    1. Quasi quasi mi piace di più leggere i tuoi commenti che scrivere i LAB! Come sempre sei un lettore attento, e questo per chi prova a scrivere è impagabile.
      Ti ringrazio tanto, alla prossima storia

    1. Ciao Ale, ormai mi sento male al pensiero di non partecipare, meno male che è arrivata l’ispirazione dell’ultIMO momento. Grazie mille del commento e di essere passato. A presto 😊

  3. Ho letto tante cose che mi sono piaciute. Tanti passaggi, tante sfumature, tantissimi spunti. Ho apprezzato moltissimo, mi ha sfiorato e dato un piacevole senso di familiarità. Non saprei come altro dirlo, o forse non voglio dirlo in altro modo.
    Bellissimo.

    1. Ciao Gabriel! Il tuo apprezzamento mi rende felice e se qualcosa si muove nel lettore in questo intrico di parole, noi scrittori abbiamo vinto! Alla prossima lettura