Fuoco di pietra

Stavo percorrendo questo sentiero e fotografavo i monti intorno. Avrei tanto voluto vedere una marmotta o uno stambecco, ma per il momento avevo solo visto della fastidiose zanzare e delle lucertole, nient’altro; ma restavo volenteroso.

Pieno di speranza fissai quel monte, poco lontano. Era tutto di roccia e sembrava un dente cariato. Decisi di fargli una foto, ma poi successe che il suolo tremò. Furono dei tremiti incontrollabili e caddi in terra; mi spaventai. «È il terremoto» gridai. Solo, non mi chiesi come mai ci fosse un terremoto fra le montagne. Quello non era l’Himalaya, erano le Alpi.

Il tremore smise di tormentare quella vetta e io sospirai. Era tutto finito. Raccolsi la macchina fotografica e mentre la esaminavo per vedere se si era rotta notai con la coda dell’occhio un movimento più in là.

Era quel monte simile a un dente cariato, stava crollando.

Mi misi a fare fotografie per imprimere nella scheda SD quello spettacolo più unico che raro. Stavo assistendo all’autentico crollo di una montagna e non volevo perdermi nessuna occasione perché le mie foto fossero pubblicate su un giornale.

Il crollo finì e il polverone innalzato dalle rocce che si erano sgretolate iniziò a calare, ma poi, sul fianco del monte, comparve qualcosa che mi sembrava un pipistrello.

Aguzzai la vista e rimasi di sasso. Era una creatura color pietra e forse era fatta tutta di pietra, ma si muoveva. Avevo sentito di certi pesci che si mimetizzano nei fondali marini apposta per sembrare delle rocce, ma quello non era il mare e quella creatura non era un pesce.

La creatura dispiegò le ali di pipistrello e la coda frustò l’aria mentre il collo lungo si agitava.

Era un drago, il classico drago delle fiabe e dei romanzi fantasy, anche se era composto di roccia tutto. Mi venne in mente un pokèmon.

Il drago decollò da quella montagna ormai franata e sorvolò la valle.

Era un drago e non si smentì quando sputò una fiammata contro un bosco – forse voleva saggiare la sua capacità dopo tutti quegli anni trascorsi dentro la montagna – ma solo che, invece di scatenare un incendio, quel bosco diventò di pietra.

Mi ricordai della macchina fotografica e mi misi a fare foto su foto. Ogni singolo movimento di quell’essere era cristallizzato in una serie di istantanee.

Feci un errore, solo. Il flash. Il flash continuava a fare luce e quel drago mi notò.

Avevo sperato di vedere una marmotta o uno stambecco, non mi volevo accontentare delle lucertole, solo… che razza di lucertola!

Mentre facevo le foto, il drago aprì le fauci nella mia direzione e scatenò una fiammata.

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Responses

  1. Ciao Kenji, negli ultimi tempi ci offri storie sempre diverse e questo mi piace! Mi dispiace che il tuo protagonista sia finito arrosto, ma io sto dalla parte dei draghi in ogni frangente ;D

    1. Ciao! Eh, sì, ultimamente mi sto diversificando… ma non temere che sto continuando a scrivere le solite cose 🙂 Grazie!

    1. Un sacco di storie che faccio meriterebbero, ma poi mi sopraggiungono sempre nuove idee ed è tutto un casino…