Game, set, match

Serie: Beat on the Brat


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Brat è ancora tormentato dai dubbi. Non riesce a dormire e non riesce a smettere di pensare a Dimitri e al giro di droga. Sa che deve fare qualcosa, ma non sa cosa.

INT. SAUNA DELL’HOTEL – GIORNO

Brat si apparta nell’ultima sauna in fondo al corridoio della Spa sotterranea del Miramar Hotel.

Ed anche se lo smartphone gli segna una sola tacca riesce a fare una chiamata Whatsapp, evitando l’oneroso roaming, a Martin De Sousa, un suo ex preparatore atletico di Salamanca ma residente a San Maledetto del Tronto da parecchi anni, divenuto col tempo il suo più caro amico e confidente.

Gli racconta tutto quello che ha scoperto sul tennista siberiano e sul giro di droga.

MARTIN: “Sì. Capisco la tua preoccupazione, Brat. Ma è una situazione pericolosa. Se denunci Dimitrov potresti mettere in pericolo te stesso.”

BRAT: “Lo so, ma non posso stare zitto. So che sta facendo qualcosa di illegale e prima che torni in Russia bisogna che l’Interpol lo fermi altrimenti inquinerà altri tornei Atp. Lo faccio per il Tennis. Lo sai, mi ha salvato il culo, a quest’ora mi avrebbero trovato ai cessi pubblici della Stazione di San Maledetto in ginocchio con una ipodermica in vena.

Sai a me cosa frega del narcotraffico internazionale, anzi fino a ieri lo avrei incoraggiato. Considera il fatto che a me i russi sono anche simpatici. Avrei preferito che Dimitrov fosse un ukraino filo sionista.”

MARTIN: “Allora bisogna trovare un modo per fermarlo alla svelta in modo anonimo. Senza mettere in pericolo nessuno. Se la posta in palio è così altra questi russi sono disposti anche a far pagare uno scontrino con tutti gli extra inclusi.”

 

Martin e Brat discutono diverse opzioni e la temperatura all’interno è diventata insostenibile. La cella incandescente liquefa il plasma e scioglie i pensieri, la voce è flebile.

 Brat è prossimo al collasso, mette giù dimenticandosi di salutare il compare.

 

 

INTERNO STANZA – HOTEL MIRAMAR

Brat giace sul letto della sua camera numero 95, una posizione atp che gli permetterebbe di navigare in acque tranquillissime, quasi nell’oro. Invece il suo attuale ranking è in fondo al tunnel delle 3 cifre.

È stordito e fluttua in un dormiveglia malato, come dopo un repentina sfebbrata, è debole, praticamente esanime.

Qualcuno deve avergli salvato in extremis. Forse è riuscito giusto a premere il pulsante di emergenza all’interno di quella camera a gas per far intervenire i soccorsi. Ha ricordi vaghi dell’accaduto. Affiorano appena come galleggianti frattaglie oniriche sulla superficie della coscienza.

Alzando lo sguardo agevolato dai due cuscini che lo sostengono si orienta sullo specchio dove una scritta rosa shocking fluo che in un incerto corsivo riporta:

Siamo estremamente desolati dell’incidente che le è occorso e di comunicarle che è stato eliminato per forfait nel match in programma per ieri sera ore 10.00 p.m contro l’Indiano Bashir Sakamunda. Le auguriamo un buon rientro a casa ed una pronta ripresa per rivederla il prossimo anno qui a Dubai.”

Firmato

Sheik Rashid – Atp Dubai Tour Manager.

Brat scorge lo smartphone con la coda dell’occhio. Ha il collo rigido come uno stoccafisso, deve averlo torto cadendo quando è svenuto.

Ma chiunque l’abbia riportato in stanza deve avergli messo in carica lo smart.

Allunga la mano incerta e sullo schermo sfarfallante controlla la data e l’ora.

Realizza a fatica, arrovellandosi per diversi minuti di aver perso conoscenza per 20 ore circa, praticamente un giorno intero.

Il russo, la droga e la sauna si sono rivelati glia avversari più temibili. Game, set, Match.

Decide di chiamare la Reception e fa richiesta al Concierge automatico di mandare qualcuno in stanza per aiutarlo a scendere per mangiare un boccone.

 

 

AUT-CONCIERGE: “Salve, Signor Brat siamo lieti che si sia ripreso dopo il contrattempo di ieri, le mando del personale con una sedia a rotelle che la aiuterà a prepararsi e scendere al buffet lungo la piscina centrale.”

 

BRAT: “Mi potrebbe dire se il Sig. Dimitrov è già partito?”

 

AUT-CONCIERGE: “Purtroppo per motivi di privacy non possiamo dare queste informazioni Mr. Brat. Lei capirà; cap-cap-cap-cap-cap…” ad libitum

La voce metallica dell’automa concierge si inceppa sul cap-morfema.

MAIN HALL – HOTEL MIRAMAR

 

 

Brat è seduto al bancone del bar, sorseggiando un frullato. Ha rinunciato ai clamori del Ristorante e agli schiamazzi della Piscina.

Accanto a lui, siede Dimitrov, accigliato uno sguardo cupo, il trolley appoggiato allo sgabello.

 

BRAT: (con curiosità) “Dimitrov, da dove vieni? Non ti avevo mai visto prima in un torneo.”

 

DIMITROV: (con tono evasivo) “Un amico influente mi ha invitato al Torneo, sono un super lucky loser Mr.Brat.

Alla fine ho saputo che battermi non ti è servito a molto. Anche tu farai le valigie oggi.”

 

BRAT: (insistente) “Un amico? Chi?”

DIMITROV: (con tono brusco) “Non è importante.”

 

Proprio in quel momento, Sheik Rashid, il manager del torneo, entra nel bar e si avvicina a Dimitrov.

 

RASHID: (con tono basso) “Dimitrov, tutto a posto?”

 

DIMITROV: (con cenno del capo) “Come sempre.”

 

Serie: Beat on the Brat


Avete messo Mi Piace5 apprezzamentiPubblicato in Narrativa

Discussioni

  1. Tanta roba cccp 🔥 azzeccatissimi. Me lo sono letto con loro in sottofondo, e più che un libro io ci ho visto già la versione cinematografica.
    Si fa intrigante la faccenda. Mi piace.

    1. Touche Giuseppe! Sono un grande fan del tennista bulgaro Grigor Dimitrov, soprattutto delle sue ossessioni/compulsioni fuori dal campo tipo quella di un igiene maniacale che mal si sposa alla “dirty” terra battuta . Grazie davvero!

  2. Se deciderai di farne un romanzo (e se scrivere per vendere valesse la pena del lavoro, te lo consiglierei vivamente) avresti il tuo bel da fare per impaginare ed editare il testo, perché lasci spesso qualche piccola pulce a rosicchiare le parole. Nulla di vistoso, ovviamente.
    La storia, e lo stile narrativo, mi hanno intrigato un sacco: mi ricorda alcune cose che ho letto, compreso il Gibson della trilogia dello Sprawl, che mi richiami per il fraseggiare sincopato e talvolta gergale, le geniali incursioni nell’allucinazione e per alcuni temi, soprattutto la dissolutezza di ricchi ed asserviti, e la visione a tratti cinica, a tratti invece quasi ingenuamente etica, del personaggio principale.
    Se ne farai un libro, sarò uno dei tanti acquirenti e lettori. Garantito.

    1. Grazie mille Giancarlo! Per fortuna esistono gli editor per il lavoro di cesellatura, altrimenti non potrei editare nemmeno una lista della spesa 🙂 Scherzi a parte grazie per l’incoraggiamento e per far parte del Brat tennis 🎾 fanclub

      1. Sì, e mentre ti prendevo in giro (scherzosamente, come hai ben compreso) per i “bug” nel testo, facevo io uno strafalcione megalitico nella “persecutio” temporum da zero_in_italiano (e ora anche in latino). Che roba… a mia discolpa, sono stato interrotto a metà del commento e data l’età, ho perso il filo.
        Vabbe’ mi sta bene, così imparo a fare il saccente.

        1. Con “persecutio temporum” hai vinto il grande slam! Io ti considero una specie di “paladino della semantica”, io invece il “seminatore di refusi”. Purtroppo causa social ed altre app. si tende a sdoganare l'”orrore sintattico” ormai integrato in uno slang di comprensione sommaria del concetto che prevale sulla correttezza e ortodossia linguistica.

    1. Grazie mille Cristiana, non ero sicuro se corredare o meno il testo dal brano musicale, perchè forse la forza narrativa dovrebbe evincersi esclusivamente dalla narrazione. Ma essendo ormai in una realtà post-fluida, quasi squamata, ed essendo immersi in molteplici input a carattere sinestetico e multisensoriale mi è parso opportuno inserirla per dare completezza allo scritto.