Giò e Irina

Serie: Giò e Irina

  • Episodio 1: Giò e Irina

Giò Antenna era così da sempre. Solo che quel giorno i suoi piedi erano rimasti al freddo, per ore. Non li sentiva più, e non capiva se la colpa fosse della neve che era caduta ininterrottamente dalla sera prima, o della sua testa che vedeva tutto bianco, davanti. Si grattò gli occhi con entrambe le mani, quelle almeno gli sembravano normali. Quando li riaprì, davanti era ancora tutto bianco.

Quasi tutto. Là in fondo, seminascosto da un cumulo di rifiuti abbandonati, sotto le lucine ancora accese dalla sera prima, vide quello che pareva assomigliare a un mucchio di stracci. Giò era sempre andato d’accordo con gli stracci. Fin da quando la sua vita era scesa dai binari, e si era fermata da qualche parte, e poi non era più ripartita, e si era persa dentro cumuli di pensieri e calci in faccia e silenzi. Decise di andare a vedere cosa fossero, quegli stracci. I piedi non volevano saperne di muoversi, e fu costretto a compiere uno sforzo per mettersi in piedi, sulla neve, e cominciare a camminare.

– Dai Giò, che domani si cambia tutto. Domani è Natale –

Quella era una cosa che si ripeteva spesso. Ma non succedeva mai. Non cambiava mai niente, ormai da troppo tempo. Riuscì a fare un passo, e sentì un miliardo di chiodi dentro le dita dei piedi. Il freddo era una cosa che conosceva bene. Fuori dai binari fa sempre freddo. O troppo caldo. Erano passati nove anni ormai. Nove volte Natale, da quel maledetto giorno. E adesso Giò, un passo alla volta, lentamente, stava andando verso quel mucchio di stracci in fondo alla strada, abbandonato in mezzo alla neve.

Era l’alba, in giro non c’era nessuno. Avvicinandosi, Giò cominciò a vedere una specie di macchia rossa spuntare dalla neve. Poi le macchie rosse divennero due, appena staccate l’una dall’altra. Quando fu a un passo, capì. Riconobbe i pantaloni rossi di Irina. Fece un altro passo, cadde sopra quello che da lontano gli era davvero sembrato un mucchio di stracci. Ma quasi mai le cose sono quello che sembrano. Ci sono inganni che non si vogliono vedere, nascosti dietro ogni sguardo.

Il viso di Irina era coperto di neve. Ghiacciato. Bianco, ormai gelido. Doveva essere lì chissà da quante ore, dimenticata sotto le lucine di Natale. Come un mucchio di stracci. Pesava una quarantina di chili, Irina, o poco più. Giò la prese in braccio, traballando sulle gambe malferme.

Si guardò intorno. E urlò. Come nove anni prima. Urlò.

Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Narrativa

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Discussioni

  1. Bello… un episodio carico di immagini emozionanti e vivide come solo certi sentimenti possono esserlo. La narrazione è senza fronzoli, quasi essenziale ed è un aspetto che mi piace particolarmente.
    Bravo.
    Aspetto il prossimo episodio.

  2. Un racconto ambientato sulla neve ma che scalda il cuore, che tratta di solitudine e scelte fuori dalle righe, la necessità di abituarsi a smettere di vivere e dover accettare la mera sopravvivenza.Commuovente