Giulio scappa

Serie: L'odissea del nitalo


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Dopo che Giulio è stato separato da Tito, continua la sua avventur

«Non ho alcuna intenzione di farmi schiavizzare di nuovo, no, mai» si ripeteva a bassa voce.

I cergi neppure si erano accorti di quel che diceva.

Giulio si sentiva pieno di astio.

Lo condussero attraverso tutta la Cergia e Giulio vide con odio le poleis, i loro mercati, le truppe in mobilitazione e anche, a volte, i soldati arcadi. Dopo aver superato i Monti Olimpici il sergente peltasta, lo stesso della Yarimada, lo colpì con un calcio che quasi lo fece crollare a terra: «Svegliati, imperiale, manca poco ad Atene».

«Atene, la capitale delle Poleis Unite Cerghe…».

«Esatto, bravo, hai studiato la lezione». Trovò che fosse molto buffo, soprattutto il fatto di riempirlo di calci.

Giulio però non voleva arrendersi: negli ultimi giorni aveva studiato quel che gli accadeva intorno, i peltasti di quella squadra lo sottovalutavano, forse credevano che siccome erano nel loro paese fosse impossibile che Giulio fuggisse.

Gli voleva lasciare quella convinzione.

«Adesso rialzati, dobbiamo marciare» sbraitò il sergente.

«Ma certo». Giulio si finse indolente ma all’improvviso balzò in piedi e colpì con dei pugni più simili a martellate la faccia del sergente.

Il sottufficiale stramazzò al suolo.

Prima che i peltasti se ne accorgessero, ora che stavano pensando a lavarsi dopo la notte di sonno, Giulio raccolse il kopis del sergente e lo usò per tagliare le corde che gli costringevano i polsi. Lo fece con calma per non ferirsi ma in fretta, non si sapeva mai che i nemici si accorgessero del suo tentativo di fuga.

Una volta libero, vide che il sottufficiale stava per rinvenire e Giulio gli trafisse la gola con il kopis.

Sicuro di averlo ucciso, scappò verso nord.

Dopo pochi minuti udì delle urla:

«Ha ucciso il sergente!».

«È scappato!».

«Dov’è finito!».

Giulio si affrettò ad allontanarsi e fu allora che incrociò una squadra di unicornieri.

Gli unicornieri lo guardarono per un momento, lui fece finta di nulla e, quando fu distante pure da loro, intuì che lo stessero inseguendo.

Doveva essere rapido a fuggire, ma pensò che se avesse iniziato a correre l’avrebbero trovato. Si nascose in un bosco e lì attese che unicornieri e peltasti andassero via.

Adesso voleva raggiungere i Monti Valsi Orizzontali e unirsi alle truppe imperiali dell’ovest oltre la catena montuosa. Sarebbe stata dura, ma possibile.

«Sono pronto a tutto».

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