
Gli americani, ancora?
Serie: La carezza della cometa - Parte 2
- Episodio 1: La carezza della cometa – 2
- Episodio 2: Mutazioni?
- Episodio 3: Robin Hood e la democrazia partecipativa
- Episodio 4: Quattro amici e un buon caffè
- Episodio 5: No, no, no! Non ho parlato di dio!
- Episodio 6: Gli americani, ancora?
- Episodio 7: “Ma va in mona”
- Episodio 8: Lo spiegone di Mr Tyrell
STAGIONE 1
Dopo un’ottima colazione consumata nella sala da pranzo dell’hotel nel quale erano alloggiati, i partecipanti all’incontro si avviarono alla sala conferenze. Si erano appena accomodati attorno al grande tavolo predisposto per la riunione quando dal corridoio giunsero i rumori di un preoccupante trambusto. La porta in legno si spalancò e quattro soldati armati entrarono nella sala. La bandierina con tante stelle cucita sulla loro divisa ne definiva la provenienza. Lo stupore ed il timore si mescolarono seccando la gola di tutti i presenti. Un civile, che evidentemente ne aveva l’autorità , invitò i militari ad abbassare le armi e si rivolse al gruppo parlando un inglese lento e comprensibile:
«Mi scuso per l’intrusione e per la preoccupazione che vi abbiamo procurato, non siamo una minaccia, credetemi, e non è nostra intenzione interferire nei vostri progetti. Ascoltiamo le vostre comunicazioni fin dall’inizio, non avevamo molto altro da fare, e ci saremmo limitati a quello non fosse stato che alcuni argomenti hanno sollevato l’interesse di un paio dei pochi colleghi che mi sono rimasti. Comunque mi presento: sono Eldon Tyrell, in passato biologo prestato all’esercito e ora un povero cristo come voi. Ma torniamo al motivo della nostra presenza», tolse di tasca un foglio di carta, si infilò gli occhiali e riprese «dovrei avere un breve colloquio con il Dottor Stefano e con il Dottor Werner in merito a quanto hanno discusso alla radio poche sere fa. Non credo che ruberò molto tempo e poi, se siete d’accordo, resterò qui con voi. Mi appassiona la volontà con cui intendete affrontare il futuro, non assomiglia allo scoraggiamento che vivo giornalmente. Dottori, vogliamo andare?»
Non conoscendoli girò lo sguardo su tutta la tavolata.
«Ci berremo qualcosa al bar come vecchi amici, poi torneremo qua.» Aggiunse rassicurante.
I due dottori si alzarono e Eldon strinse loro la mano in maniera molto cordiale invitandoli a seguirlo. Fece un cenno ai soldati e questi lasciarono la sala e, usciti dall’hotel, si sedettero a fumare sulle panchine del giardinetto antistante l’ingresso dell’albergo.
I tre scesero al bar e l’americano passò dietro al bancone. Dopo una rapida occhiata alle bottiglie esposte ne scelse una di Martini dolce e brandendola chiese loro se poteva andar bene. Loro, con un cenno della testa, approvarono. Presero posto a un tavolino vicino alle grandi vetrate che permettevano la vista delle splendide montagne circostanti.
«Cominci lei Stefano, parlando con Werner ha accennato a delle mutazioni, può dirmi come si manifestano e se ci dobbiamo preoccupare?»
Doc chiese se poteva esprimersi in italiano per essere il più chiaro possibile, sapeva che il collega austriaco lo conosceva alla perfezione e sperava che anche l’americano, almeno lo comprendesse. Eldon lo rassicurò rispondendo che gli ultimi quindici anni li aveva vissuti in Italia e lo capiva bene, di rimando chiese a Doc se gli dava fastidio lo registrasse.
«Non c’è problema, non è una cosa che devo tenere segreta e se può servire sono ben lieto di rendervene partecipe. Anticipo che è tutto da verificare ma queste sono le variazioni notate: unghie e peli crescono pochissimo, questa è quasi una certezza che potrete facilmente osservare anche voi. Altra cosa che mi ha colpito è una velocità di guarigione dei tessuti che mi è sembrata anomala ma che essendo riferita a un solo soggetto non posso definire probante. Infine, due guarigioni che hanno poche spiegazioni. Una mi riguarda personalmente e consiste nella completa remissione di una iperplasia prostatica o perlomeno la cessazione dei fastidiosi sintomi e l’altra è la scomparsa del dolore in una artrosi cervicale, presente da lungo tempo, su una persona anziana. Non è da molto che ho dato la giusta attenzione a questi fatti, quindi potrebbe esserci dell’altro, oppure, a fronte di queste variazioni positive ce ne potrebbero essere delle altre negative. Questo è tutto.»
«Molto interessante Stefano. Qualche idea sulle cause?»
«Se avremo evidenze di casi simili anche negli altri gruppi potremo escludere i fattori ambientali e sarebbe un gran passo avanti ma ciò che rimarrebbe da ipotizzare un po’ mi spaventa: dovrei presumere dei cambiamenti nel dna e in questo caso io non ho la capacità né gli strumenti per fare analisi approfondite.»
«Sarebbe disposto a darmi del materiale da analizzare? Basterebbe un tampone di saliva o, meglio, una goccia di sangue. Io e i miei colleghi avremmo una ragione per allungare le nostre vite. Abbiamo, nel Vermont, un laboratorio ben attrezzato che ha possibilità di leggere e confrontare il dna.»
Stefano ci pensò qualche secondo poi, cercando gli occhi del biologo rispose:
«Se mi garantisce che si accontenterà di una goccia di sangue e non pretenderà che qualcuno di noi debba seguirla nel Vermont va bene. Ma ho anch’io delle richieste: una decina di armi leggere con abbondanza di munizioni e una massiccia fornitura di quei medicinali che usate nell’esercito e che non si trovano in farmacia. È d’accordo?»
«Nulla da eccepire.» Rispose Eldon sorridendo.
Poi, girato lo sguardo si rivolse a Werner:
«Dottor Herzog, ho ascoltato la registrazione del suo colloquio con Stefano e mi ha particolarmente colpito la sua convinzione che qualcosa o qualcuno abbia dato il via all’apocalisse. Può chiarirmi se sa qualcosa di concreto o se sono solo illazioni teoriche?»
«Mi creda, erano solo farneticazioni di una mente stanca.» Rispose con serietà Werner. «Avevo bevuto qualche bicchierino di troppo e ho dato via libera alla fantasia. Ciò che è accaduto non può essere che volontà del Signore e noi non possiamo che prenderne atto e operare al meglio per onorare questa ulteriore possibilità che ci ha concesso.» Disse tutto ciò con un viso contrito e torcendosi le mani. L’americano era sconcertato ma non aveva elementi per dubitare di quanto affermato dal dottore. Stefano era altrettanto stupito ma nutriva seri dubbi sulla veridicità delle parole ascoltate e si chiese, tra l’infastidito e il preoccupato, se lui non avesse sbagliato ad accondiscendere alle richieste del Professor Tyrell.
Serie: La carezza della cometa - Parte 2
- Episodio 1: La carezza della cometa – 2
- Episodio 2: Mutazioni?
- Episodio 3: Robin Hood e la democrazia partecipativa
- Episodio 4: Quattro amici e un buon caffè
- Episodio 5: No, no, no! Non ho parlato di dio!
- Episodio 6: Gli americani, ancora?
- Episodio 7: “Ma va in mona”
- Episodio 8: Lo spiegone di Mr Tyrell
Bello questo nuovo personaggio che entra in scena, crea molta aspettativa nella storia.
La prova del fatto che Werner sta mentendo è nel suo citare il “Signore”, dato che proprio con Stefano aveva detto che non si stava riferendo ad un intervento divino. Lungimirante e cauto, non c’è che dire.
Mi piace molto la svolta che sta prendendo la storia.
Werner ha fatto bene a non fidarsi. Quando arrivano loro non sono mai belle notizie.
arrivano gli americani e mi si stravolge tutto..ma che succede a Werner? che sta covando? non me l’aspettavo. adesso sono curiosa di leggere il seguito!
Ora la numerazione dovrebbe essere corretta. 👌
Non c’è verso, la numerazione non si sistema! Sappiate che questo episodio è il sesto e non il quinto.
Ma che bello questo episodio! Giuro, mi è piaciuto. Molto mainstream, e lo dico nel senso più positivo del termine. Cercare l’originalità dello stile a tutti i costi spiazza il lettore. Tu riesci a tenere destissimo l’interesse senza cercare lo strambismo. I soliti americani… Ora però nasce una domanda, che credevo di leggere già da subito: come sono arrivati? Allora gli aerei funzionano ancora, con tutta la loro strumentazione di bordo, giusto? Questo pone una serie di interrogativi inquietanti. Quanto, degli armamenti di quei due mostri funziona ancora? Quanti pazzi ci sono ancora in giro, pronti a premere un pulsante?
Ciao Giancarlo. Gli americani non arrivano, ci sono. In Europa sono stanziati mediamente tra 70/80 mila soldati americani. Ovviamente sono stati molto ridotti di numero anche loro ma avendo basi sotterranee schermate sono sempre troppi (direi tra 120071500). Gli aerei ci sono ma un problema di Eldon è che ha solo un paio di piloti. Poi ha il suo da fare a smantellare testate nucleari, mettere in sicurezza centrali atomiche, distruggere armi e caserme e tenere a bada ed eliminare una parte di soldati che non accetta ordini e usa violenza ai pochi civili rimasti. Carne al fuoco ce n’è ma ti ho anticipato anche troppo!
Wow potentissimo! Grazie per lo spoiler! Sì mi chiedevo, in realtà , come potessero tornare con il campione di sangue negli States. Ma mi hai risposto, perché mi hai detto che gli aerei funzionano, e anche le testate nucleari (altrimenti non toccherebbe smantellarle). Quindi la tecnologia funziona ancora, sono le persone che sono morte. Visto che non mi parli di non-americani, sto zitto e aspetto una sorpresa su quel fronte 🙂
È fantascienza, allora non mi devo meravigliare se dall’episodio n.6 sei passato al n.5 o è colpa di un hacker? Per fortuna gli americani sono sempre pronti a salvare il mondo, possiamo stare tranquilli. Quando l’uomo non sa più che pesci pigliare si affida alla volontà del Signore, speriamo almeno non sia il Signore degli Anelli. Lo scopriremo solo vivendo. Anche tu sei lanciatissimo, mi compiaccio e aspetto il prossimo episodio.
Grazie Fabius di leggermi, hai pazienza! La numerazione a me appare esatta, non è che l’hacker ha colpito te? 😜A presto! Domani mi divertirò con altri tuoi racconti.
È un bug della piattaforma, volevo parlarne con lo staff ma ho perso tempo. Ora siamo sicuri che è un problema diffuso.
Si, è capitato più volte anche a me e ad altri.