
Gli strani articoli di giornale
Cose dell’altro mondo in Valcuvia. Agricoltori della zona raccontano di strane luci in cielo e c’è chi dice che la scomparsa di alcuni capi di bestiame sia dovuta all’arrivo di visitatori da altri pianeti. Molti denunciano alle locali stazioni di carabinieri eventi strampalati, ma l’Arma rigetta ogni stranezza. Al momento, solo alcuni ufologi di Torino si stanno interessando della vicenda. Per caso la Valcuvia diventerà l’Area 51 d’Italia?
Da Ispra a Sesto Calende si moltiplicano gli avvistamenti di strani oggetti che emergono dal lago Maggiore per poi volare in cielo – se non viceversa. Alcuni esperti in materia hanno rivelato il nome di questi velivoli curiosi: USO (dove USO sta per Unidentified Submarine Object). Sono in pratica gli UFO dell’acqua. Alcuni nostri corrispondenti stanno rivelando notizie sconcertanti, testimoni che raccontano che le acque del lago sono cosparse di luci sottomarine e che avvistano vascelli dalle forme impossibili prima che essi volino in cielo. Della cosa, le autorità se ne disinteressano.
Una coppietta di Uboldo si è appartata ieri sera nelle campagne di Saronno quando ha visto degli strani fenomeni che si potrebbero addurre all’arrivo di alcuni visitatori spaziali. Luci rosse, verdi e gialle nel buio, sfere di fuoco e poi l’improvvisa mancanza di elettricità non solo dei lampioni ma pure dell’automobile. I due, troppo terrorizzati (oltre che incapaci) di scappare, hanno visto atterrare un imponente disco volante del quale sono rimaste alcune evidenti bruciature. Ma i carabinieri respingono la notizia: “Sono solo fuochi di campeggiatori abusivi.”
È una madre angosciata e disperata, la signora Rossana Bianchi. Da giorni suo figlio Luca Dini è scomparso da casa sua, a Busto Arsizio. Il giovane, di vent’anni appena, aveva lasciato Busto Arsizio per fare un’escursione sul massiccio del Campo dei Fiori ma non è più tornato. La Protezione Civile ha individuato la sua automobile in località Forte d’Orino, ma di lui non c’è nessuna traccia: le ricerche proseguono. Nel frattempo, i vecchi della zona affermano: “Sono stati gli angeli, quelli delle luci misteriose, a rapire Luca Dini!” Per il momento non si sa ancora nulla.
Comunità spaventata, quella di Grantola. La gente non vuole uscire di casa con le tenebre e c’è chi giura che entrino pure in casa. Un contadino ha raccontato di aver visto una sorta di “astronauta” che faceva salti lunghi anche quindici metri. Molti animali sono svaniti nel nulla e c’è chi ipotizza che dietro la scomparsa di alcuni escursionisti ci sia lo zampino di esseri venuti da altri mondi. I carabinieri si rifiutano di seguire questa pista, piuttosto ponderano l’idea che siano tutte suggestioni e gli escursionisti non fossero mai esistiti: si tratta per caso di una trovata pubblicitaria per attirare turisti a Grantola?
«Signor generale, ha un momento da dedicarmi?».
Guglielmo Chiarini sollevò gli occhi dal giornale che aveva appena finito di leggere. Osservò l’attendente. «Dimmi, Farina».
L’interpellato si schiarì la voce, si leccò le labbra. «Sto mandando dei cablogrammi alla stazione di Varese… solo, ho bisogno di una delucidazione, se possibile».
«E sarebbe?». Nel suo ufficio, Guglielmo Chiarini predominava con tutto il suo carisma. I modellini di aereo, le foto di famiglia e quelle istituzionali. Solo, faceva caldo a Roma e più che altro voleva che il condizionatore fosse aggiustato.
«Ecco… riguardo questa ondata di avvistamenti dei nostri amici tulpoidi, ai carabinieri della provincia di Varese cosa diciamo? Che devono fare finta di nulla o devono almeno indagare?».
«Oh, no, che facciano finta di nulla. Con i tulpoidi possiamo scambiare molte nozioni tecnologiche in cambio del rapimento di alcuni cittadini. Perciò… che si comportino come se non stesse succedendo alcunché» rispose con energia.
«Ho capito, molto bene. Finisco di scrivere questo cablogramma e poi invio tutto».
«Bene, bene. Poi dà un sollecito perché aggiustino il condizionatore».
«Agli ordini».
Guglielmo Chiarini, generale di brigata aerea, lasciò andare l’attendente Farina e si dedicò alla lettura di quei giornali. Scosse la testa e commentò: «Stampa sediziosa…».
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Se o quando gli alieni arriveranno lo faranno in modo così diverso da quello che possiamo anche solo immaginare che potrebbero trascorrere milioni di anni prima di accorgercene…
Hai ragione! Grazie per essere passata (è un racconto vecchio).
Ciao Kenji, secondo alcune teorie complottiste in voga negli anni ’80 il tuo racconto potrebbe non essere molto lontano dalla verità ;D
Ciao Micol! Quel che dici mi ricorda la presentazione che ho fatto martedì scorso, ossia che dissi che lo scrittore prende il vecchio e lo rielabora per presentarlo ai lettori in modo che sia nuovissimo. Grazie per il commento!
Ciao Kenji, molto carino questo racconto e anche divertente, complimenti mi è piacuto
Grazie Alessandro! 🙂
Ho attinto alla mia esperienza di articolista oltre che la mia antica passione per l’ufologia! 🙂
Ok, pensa che io ieri sera sono rincasato a piedi, facendo 2km da Cuveglio a Cavona nel buio con una lampada pettorale (quelle da running). Non è che qualcuno mi ha scambiato per un tulpoide?! XD
Ciao Sergio! Grazie per i tuoi commenti e per aver parlato del tuo aneddoto 🙂
Sai, l’idea di parlare di UFO e provincia di Varese ce l’ho da tempo… Tutto è perché quando ero bambino feci un ritiro di judo e un mio compagno mi raccontò che gli alieni avevano stabilito una base nel cimitero della Rasa e che Rete 55 aveva filmato l’arrivo delle loro astronavi.
Mi ero spaventato un sacco!
Invece i tulpoidi sono tipo degli alieni che indossano qualcosa di simile a delle tute d’amianto (almeno nelle apparenze) e fanno dei balzi enormi… lessi di loro quando mi interessavo di ufologia, sempre quando ero bambino.
ecco, sui tulpoidi stavo per andare a googolare, infatti. Grazie per la spiega! 🙂
Del cimitero della Rasa non lo sapevo! leggenda urbana locale o scherzo di un amico? chiederò al mio ex capo, che abita proprio alla Rasa! 😀
Immagino fosse uno scherzo… comunque mi aveva molto spaventato, all’epoca!
“Cose dell’altro mondo in Valcuvia”
❤️ ❤️ ❤️ VALCUVIA!! Home sweet home!!
Ormai è una trappola al miele: scrivo della Valcuvia e tu commenti!
Sì, lo devo ammettere: sono affezionato al mio territorio 😛