
Gratitudine
Serie: La frontiera
- Episodio 1: La preda
- Episodio 2: La tana e il Mulino
- Episodio 3: L’odio
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Oltre la frontiera
- Episodio 6: Aurora
- Episodio 7: Gratitudine
- Episodio 8: Scusa per il pugno che mi hai dato
- Episodio 9: È così facile la felicità
- Episodio 10: Meglio il sasso che la mina
- Episodio 1: Sensibilità, attenzione ed affetto
- Episodio 2: E, in lontananza, il mare
- Episodio 3: Omar il turco
- Episodio 4: La storia raccontata da Omar
- Episodio 5: La cura migliore
- Episodio 6: Il primo libro non si scorda mai
- Episodio 7: Confinati nella villa
- Episodio 8: Lezioni di umanità
- Episodio 9: Il grande potere delle immagini
- Episodio 10: Se è destino tornerà
- Episodio 1: Il viaggio per mare
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Mi svegliai che il sole stava sciogliendo i ricami di ghiaccio sul vetro della finestra. L’illusione di calore che davano i suoi raggi era smentita dalle lunghe stalattiti penzolanti dal tetto della casa di fronte.
Aurora non c’era, un biglietto lasciato sul comodino recitava: Passo a prenderti prima di mezzogiorno, fatti trovare pronto.
Ci misi poco, infilai tutto nello zaino, avvolgendo nella giacchina leggera le due scatole di proiettili, così da nasconderle a un primo e frettoloso sguardo.
Scesi.
Marco aveva già sistemato la mia attrezzatura da sci a fianco della porta d’ingresso del bar e mi domandò se volessi bere e mangiare qualcosa: solo l’idea mi provocò nausea. Chiesi se avesse del caffè e lo bevemmo assieme, seduti al tavolino vicino al fuoco. Mi disse di aver ricucito una fettuccia che si stava staccando da una delle racchette da neve, lo ringraziai, poi, guardandosi attorno, pose i tre proiettili sul tavolo:
«Questi sono tuoi» disse.
«No, non più. Te li sei guadagnati. Sei stato molto paziente con me senza chiederti se almeno la meritassi la tua attenzione. Tienili. Però, se puoi, dimmi di Aurora, ha un compagno?»
La domanda gli provocò un riso leggero, quasi rassegnato:
«Appena arrivato e già ti sei innamorato! Aurora ha questo potere! No, che io sappia non ha nessun uomo,» si fermò un attimo ad elaborare un pensiero suo, «sono sicuro che il suo cuore fosse già occupato quando è arrivata e nessuno dei tanti che ci hanno provato, me compreso, è riuscito a trovarci un po’ di spazio.»
«L’amore non c’entra,» affermai deciso, «è solo questione di chimica e la sua è decisamente attraente.»
Scosse la testa
«Non sai niente Lukas, vieni da un mondo dove tutto ti è stato negato o nascosto. Aurora ti spiegherà, avrai molto da imparare… ti stupirai di quanto tu sia ignorante.»
Guardò i proiettili:
«Ne tengo uno. Per la doccia, la camera e la bottiglia è più che sufficiente. Gli altri ti serviranno, credimi!»
«Oh, ecco Aurora.»
Girato il capo per guardarla entrare avvertii confusione nella mente e non so dire se fosse solo una conseguenza della sbronza e dell’operazione o della tempesta magnetica che la accompagnava.
«Eccolo qua il romantico ubriacone,» sorrise, «va meglio?»
Annuii con la testa, quasi incapace di profferire parola. Ero stupito dall’emozione che mi dava la sua presenza, una cosa che non avevo mai provata e che non mi riusciva di considerare positiva.
«Andiamo» disse perentoria, poi si rivolse a Marco:
«Ha saldato il conto?» lui annuì con un cenno ma io risposi:
«Sì, ma non vuole accettare quanto ritengo giusto.»
«Sarebbe?» chiese.
«Tre proiettili.»
«Sei proprio stupido! Come puoi pensare di venire qua e stabilire tu cosa sia giusto? Quanto vuole lui?»
«Dice che uno può bastare.»
«Marco, furfante, portaci un’altra bottiglia di erbetta e chiudiamo la questione! Tu metti via gli altri due e se in futuro ti capiterà di pagare qualcosa chiama me!» sorrideva meravigliosamente e Marco obbedì.
Salutai con gratitudine quello che ormai consideravo un amico e lui mi abbracciò, confondendomi. Già, gratitudine, altra cosa provata solo di striscio, con Claudio quando mi aveva aiutato e, forse, con qualche principessa del Mulino che andava oltre il mero servizio di routine.
Fuori ci attendeva una slitta trainata da cani, Aurora mi fece sdraiare e mi coprì con delle pelli:
«Per il freddo e perché nessuno ti veda» disse.
Poi, in piedi dietro di me, diede il comando di partenza ai cani e ci dirigemmo verso Sud.
Non fu un viaggio lunghissimo quello che ci portò alla baita, come la chiamò lei, una costruzione bassa, tutta in legno, ben protetta e nascosta da una fitta foresta di abeti.
La aiutai, per quanto mi era possibile, a scaricare provviste e attrezzatura poi mi disse di attenderla mentre lei liberava i cani e provvedeva a cibarli.
La guardavo dalla finestra e per ognuno, oltre alla ciotola di cibo, aveva una parola e una carezza affettuosa.
Quando rientrò mi disse che dovevo ascoltarla, trascinò una poltrona in cucina e mi fece cenno di sedermi.
Mi sdraiai e ascoltai mentre lei preparava il nostro pranzo.
«Tu non sai niente,» esordì, «vieni dall’Unione e pensi che la vita sia quella che vivevi là ma non è così. La vita non è quella cappa opprimente che ti porti sulle spalle da sempre ma qualcosa di molto bello e complesso che solo la libertà ti permetterà di comprendere. Ti hanno plasmato fin da quando eri un bambino così da farti diventare come volevano e, ora, questo veleno ti scorre nelle vene. Dovrai disintossicarti, liberare le tue cellule da un percepire che è falso e disumano.
Tranquillo non sto delirando, lo scoprirai da solo, giorno dopo giorno e, se tutto va bene, ti ritroverai. È tutto in te.»
Si fermò pochi secondi a pensare, credo, se avesse scordato qualcosa. Poi riprese:
«Questo era il benvenuto, del tutto mio ed astratto, ora veniamo a cose più concrete. Il tuo chip è in fondo al fiume, lontano da questi luoghi. Stamattina quando tu ancora dormivi sono passati i droni e non trovando alcun segnale se ne sono andati. Prima o poi rileveranno il chip nel fiume ma cercheranno un corpo che non potranno trovare e quella piastrina, tanto piccola, sarà difficile da recuperare su un fondo sassoso ed impetuoso. Tu non esisti più, Lukas, puoi rinascere, cambiare anche nome se vuoi, non ha alcuna importanza. È un dono che non è concesso a molti, fanne buon uso.»
Si interruppe, forse per la mia espressione perplessa.
«Hai anche creato un gran casino a molti. Ieri, sinceramente, ti avrei riconsegnato all’Unione pur di placare le acque che tu hai agitato. Claudio fra due giorni avrebbe fatto perdere le sue tracce e mi avrebbe raggiunta, ma ora questa zona della frontiera è zona di guerra ed impossibile da violare. Ti ho odiato, per qualche momento, ma la colpa non è tua e così ho ricacciato la rabbia dove deve stare: a produrre energia positiva.»
Un velo di tristezza attenuò l’azzurro dei suoi occhi.
«Ora vediamo come sta il tuo braccio.»
Serie: La frontiera
- Episodio 1: La preda
- Episodio 2: La tana e il Mulino
- Episodio 3: L’odio
- Episodio 4: La fuga
- Episodio 5: Oltre la frontiera
- Episodio 6: Aurora
- Episodio 7: Gratitudine
- Episodio 8: Scusa per il pugno che mi hai dato
- Episodio 9: È così facile la felicità
- Episodio 10: Meglio il sasso che la mina
Ciao Giuseppe! Bello questo momento di morte e rinascita del protagonista. Il tema del viaggio, potente in questa serie, si unisce a quello dell’identità. C’è una colpa, una prima purificazione… e poi chissà!🤗
Un mondo inquietante quello che stai descrivendo magnificamente, frutto della tua fervida fantasia. Un futuro che qualcuno, ricco sfondato, vorrebbe viverlo nel presente con microchip impiantati nel cervello per un perfetto controllo dell’individuo, in simbiosi con l’IA. Noi immaginiamo questo futuro, lo scriviamo nei nostri racconti, lui lo sta sperimentando. Svegliamoci prima che sia troppo tardi, prima di essere totalmente manipolati da un pazzo visionario.
“Tu non esisti più, Lukas, puoi rinascere, cambiare anche nome se vuoi, non ha alcuna importanza.”
Ho provato una certa invidia per Lukas. Come sarebbe bello poter cambiare identità quando si vuole e ricominciare ogni volta, un po’ come i serpenti con la pelle.
Mi piace sempre di più il personaggio di Aurora, donna bellissima, forte ma anche dolce e comprensiva. Sono certa che conferirà un certo spessore alla serie. 😸
Non c’è dubbio che il personaggio di Aurora avrà un peso sempre più rilevante nella storia.
Vediamo cosa succederà col chip.
Molto interessante l’entrata in scena del personaggio di Aurora e il ruolo che assume nella storia. Amore e libertà insieme. L’ho percepita come un bel respiro, una nota di luce tra le atmosfere cupe percepite finora.
” Tu non esisti più, Lukas, puoi rinascere, cambiare anche nome se vuoi, non ha alcuna importanza. È un dono che non è concesso a molti, fanne buon uso.»”
Mi piace questo risvolto dal retrogusto pirandelliano👏
Qui la storia prende una piega ben diversa. L’ atmosfera si scalda, nonostante il clima freddo del clima della montagna. Il fuoco nel cammino, “una parola e una carezza affettuosa” per ognuno dei cani, da parte di Aurora e forse, anche una passione che sta nascendo, in un uomo che sembrava gelido.
Mi piace molto questa atmosfera piú umana.
Grazie Maria Luisa! Lo sai che sono un ottimista e credo nella possibilità di cambiare anche se si è condizionati fin da bambini. Credo che “il bene” sia alla base e che “il male” sia una deformazione e, in quanto tale, modificabile, “aggiustabile”. 🌹
“Ti ho odiato, per qualche momento, ma la colpa non è tua e così ho ricacciato la rabbia dove deve stare: a produrre energia positiva.”
Questa frase mi é piaciuta tanto.
Vedi? La rabbia è un male. Aurora lo sa e la piega per trarne forza positiva. In realtà non è poi semplice ma tentar non nuoce!
É da un po’ di tempo che cerco di farne una filosofia di vita quotidiana. Di materiale immagazzianato, per produrre energia positiva ne avrei da vendere.
Un abbraccio e buon proseguimento, di serie e di vita, in questo nuovo e spero sfavillante anno, per noi tutti.
Sai che leggendo questo episodio ho amato anche io l’idea di trovarmi in un luogo così aperto, pulito, illuminato dal riverbero della neve. Io che non amo la montagna, ho invece desiderato di trovarmici. La tua scrittura è di ampio respiro, i personaggi cristallini. La storia è davvero bella, sa di rinascita.
❤️La montagna si fa amare, se la frequenti con lo spirito giusto. Grazie per le belle parole dolcissima Cristiana!🌹
Siamo in una fase in cui il lettore si fa molte domande e cerca di indovinare le risposte, spesso sbagliando 🙂 Aurora è misteriosa e bisogna scoprire cosa c’entra Claudio.
Buon anno, Giuseppe. Non farci aspettare troppo!
Ciao Francesco, buon anno! Mi metto subito al lavoro!!!😜
“e così ho ricacciato la rabbia dove deve stare: a produrre energia positiva.”
Come si fa? Insegnamelo.
Semplicissimo Giancarlo!!! Trattieni il fiato finché la mente comincia a vacillare poi fai scattare la testa in avanti e rovesci il modo di pensare! Prova!!!😜😂
Ci ho provato. Non immagino il mal di testa dopo… O sì?
In effetti un po’ di mal di testa lo provoca ma è il meno… il problema è che, spesso, non ti riconosci più: ottimismo ed euforia prendono il sopravvento e, se ti metti a scrivere, crei capolavori!!!😂😁😜
“Ti hanno plasmato fin da quando eri un bambino così da farti diventare come volevano e, ora, questo veleno ti scorre nelle vene. Dovrai disintossicarti, liberare le tue cellule da un percepire che è falso e disumano.”
Giuseppe, tu apri il cielo, lo sgombri dalle nuvole oscure e cariche di smog e ci fai respirare aria pulita. Grazie. ❤️
Giancarlo tu sei troppo buon nei miei confronti! Però mi fa piacere. A presto!