
Greymor, cuore di Neve.
«Eccone un altro! Non se ne vedevano di tanto grandi da un bel pò!»
L’esserino che aveva parlato, un grazioso animaletto peloso, bianco e con un grazioso codino rotondo e particolarmente morbido, si avvicinò all’uomo riverso nella neve e annusò cautamente la barba di questo, pregna di piccoli e delicati cristalli.
Il cuore dell’umano batteva lentamente, un rumore fioco che tuttavia giungeva al suo udito fine. Mosse le orecchie a forma di cuore, decorate con dei preziosi diamanti rossi e sollevandosi sulle zampe posteriori emise un verso indecifrabile. Una sorta di pernacchia, accompagnata da una leggera canzoncina che diceva pressapoco così…
Se nella neve non vuoi crepare,
un maglione pesante devi indossare.
Se la tua pelle non vuoi gelare,
un pò di sangue a Greymor, devi donareeee
«Greymor…» una voce femminile e dolcissima, sopraggiunse all’orecchio dell’animaletto che squittendo, si accovacciò nell’erba, facendosi se possibile ancora più piccolo. Sul delizioso musino, vi erano due chiazze rosse, sangue fresco a quanto pareva che il piccoletto aveva guadagnato affondando con i suoi dentini, dentro la mano dell’uomo.
«Basta così. Non esagerare troppo con quei tuoi dentini aguzzi. Questo umano è abbastanza robusto da poterci servire… Hai guardato nella sua mente?»
La voce dolcissima, proveniva da una grossa cerva bianca. Una cerva bellissima, con grosse corna che sembravano fatte d’opali che brillavano, ad ogni suo più piccolo movimento. L’esserino sospirò, guardando la cerva con aria incantata; aveva una cotta per lei da tempo immemorabile, ma il loro era un amore impossibile.
«Ehm… Io, stavo per farlo, ma poi…»
Si era distratto a guardarle le corna e gli occhi. Ah, Neve aveva occhi bellissimi. Sembrava di guardare dentro una sfera di cristallo al cui interno, lievi e delicati, scendevano meravigliosi fiocchi di neve di svariate forme e colori. Anche i suoi occhi erano simili a quelli di lei, solo più grandi, più azzurri, senza fiocchi di neve…
Uff, erano diversi, va bene. Molto diversi.
La guardò avvicinarsi e quando ella sbuffò sul volto dell’uomo, quasi ne fu geloso.
Il profumo di cioccolata calda e cannella, riempì subito l’aria, accompagnato da quello intenso della legna bruciata. Neve poggiò lievemente il muso sulla fronte dell’uomo e rimase immobile. Stava osservando, cercando nei ricordi di lui, Greymor lo sapeva. Anche lui aveva quel potere, tutti coloro che vivevano nelle Terre di Gelo, avevano quel magico potere. Alcuni lo usavano con cautela e giudizio, altri, solo per guadagnarci qualcosa.
«Ha un figlio e una moglie. Rimandalo indietro.»
Neve si scostò e dopo averlo guardato con quei suoi occhi ipnotici, si diresse nella foresta. Greymor non potè fare a meno di guardarle il fondoschiena… com’era graziosa quella codina simile alla sua…
BOOM!
Una palla di neve lo colpì in pieno sul musetto e si ritrovò bello che steso, con le terga al vento.
«Compostezza, Greymor. Non siamo certo creature delle Terre di Fuoco noi.»
La voce di neve gli giunse lontana, ma il rimprovero fu abbastanza potente da farlo trasalire.
Che figura da imbecille!
Correndo circolarmente attorno all’uomo, il corpo di questo prese a riscaldarsi e lentamente la neve, sembrò aprirsi per poi, tirarlo a sè. Quando Greymor si fermò, aveva il fiato corto e teneva una zampina premuta sul petto.
«Per tutte le chiappe di Kyrill, quel tipo era davvero pesante. Ma lo troveranno presto… Oh, che peccato, ne avevamo davvero bisogno.»
Sbuffando e riempiendosi bocca con delle bacche tirate fuori da quella che era una taschina di pelliccia, all’altezza del suo ventre, si mise a correre verso la direzione dov’era sparita Neve.
Giunse nel Regno, quando Aurora era già intenta a dare spettacolo e muovendosi sinuosa, spargeva il cielo dei suoi colori preferiti: verde, rosa e fucsia. Neve se ne stava in disparte ad osservare, acciambellata su un mucchio di muschio e attorno a lei diversi Kyrill, si arrabattavano a portarle ghiaccioli e gelati di ogni tipo.
Il solstizio era vicino e c’era bisogno di alimentare Inverno e Neve, era importante quanto Lui.
Greymor, sollevando lo sguardo verso una grossa roccia ricavata tra due grosse montagne, fissò un gigantesco orso bianco che uscito allo scoperto, fissava verso di loro. I suoi occhi del colore dell’argento, brillavano così tanto che erano visibili persino da lì.
«Ha fame…»
Greymor lo sussurrò piano a Neve, quasi temesse di venir sentito dal diretto interessato.
La cerva sollevando il capo, fissò il grosso orso bianco e sbuffò dalle narici bianche nuvolette di vapore che andarono formando il corpo di due grossi orsi.
«Non poi così tanto. Troveremo altri cacciatori per lui.»
Il Kyrill si lasciò cadere nella neve con la grazia di un elefante e fissando trasognato la cerva, emise un lieve sospiro.
«Era tutto più facile quando anzichè volere del pesce, si accontentava di mangiare i mortali… Quel vecchio, Milfner. L’ha talmente rincoglionito, da farlo diventare mezzo pescitariano.»
La cerva smettendo di sgranocchiare uno dei suoi ghiaccioli, puntò gli occhi su Greymor e poi si lasciò andare a una risata che finì per farlo imbambolare ulteriormente.
Oh, che delizia… Neve quando rideva, emetteva uno strano ululato e folate di vento e fiocchi si sollevavano in piccoli mulinelli tutt’attorno a lei.
Ne era veramente innamorato, accidenti…
«Neve, noi due insieme potremmo formare una coppia bellissima, lo sai?»
La cerva, trattenendo tra i denti l’ultimo pezzo del suo ghiacciolo rigorosamente a forma di corno di unicorno, lo guardò scuotendo la testa.
«Potremmo avere dei graziosi Kyrineve. Avrebbero tutti i tuoi occhi e la mia coda vaporosa. Piccole corna di opale…»
La cerva emise un piccolo rantolo e sputò quella che era senza dubbio, una palla di pelo.
Greymor si zittì e la guardò ad occhi sgranati.
«Hai… mangiato un…»
«Ghiacciolo con pelo di Kyrill, sì. E’ il momento della muta e le ragazze si dimenticano sempre di mettere i guanti.»
Il Kyrill sbattè le palpebre e non seppe più cosa dire. Restò soltanto a guardarla, in silenzio, fantasticando su un loro futuro insieme. Non si accorse d’Inverno che si avvicinava a loro. Quando il grosso orso gli diede una leggera zampata sul capo, spingendolo di qualche centimetro a terra e poi fece uno sfacciato occhiolino a Neve, Greymor subito si sollevò sulle zampe posteriori, raggiungendo i trenta centimetri della sua totale altezza e lo fissò con espressione arcigna. L’orso ovviamente neppure se ne accorse. Si muoveva ondeggiando, scuotendo l’enorme sederone come volesse ipnotizzare tutti loro.
Sedendosi accanto al vecchio Milfner, un mortale che doveva avere circa centoventi anni, l’orso si mise a gesticolare con il vecchio come se questo fosse un suo vecchissimo amico ed in verità, così era. Il mortale era capace di attirare l’attenzione dell’orso e si era salvato la pelle, anni or sono, cucinando al grosso animale un piatto a base di pesce di cui questi si era letteralmente innamorato.
«E’ per colpa di quel tipo se i ghiacciai si sciolgono… Inverno non riesce più a fare di quei suoi rutti poderosi capaci di gelare tutto e…»
Denti possenti gli morsero un orecchio, facendolo trasalire.
Neve lo guardava con le palpebre incantatrici, lievemente abbassate.
«Greymor… non è per quello se i ghiacci si sciolgono… Forza, vieni a fare una passeggiata con me. Hai bisogno di un pò di leggerezza.»
E sfregando uno dei suoi zoccoli nella neve, si diresse ondeggiando verso la foresta.
Greymor euforico, saltò in piedi, cadde di faccia nella neve, rotolò per alcuni metri e quando riuscì a mettersi a sedere, si ritrovò a sbattere le palpebre confuso. Solo dopo diverse altre capriole riuscì a raggiungere Neve, ma inciampò altre volte perchè mentre lei parlava, raccontandogli storie vecchie come il mondo, lui la fissava incantato, rapito dalla sua magia e poco gli importava dove poggiasse zampe.
Ah, Neve era magica, aveva inventato persino una canzone per Lei.
Un giorno, gliel’avrebbe cantata. Faceva più o meno, così…
Neveee insegnami tu
come cadereee
L’avrebbe fatta innamorare, per tutti i Poli. Ci sarebbe riuscito eccome!
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C’è una sorta di purezza e innocenza nel tuo modo di scrivere che riesce a cullare il lettore. Come vedere la magia con gli occhi da fanciulli.
Wow, grazie Dario! Nessuno mi aveva ancora detto una frase simile. Di solito scrivo racconti diversi, dove spiccano altre cose… mi fa piacere che tu abbia recepito tanta purezza, era ciò che desideravo uscisse fuori da un racconto simile. Grazie davvero!
Racconto adorabile tanto quanto le creature che hai descritto! Greymor è stato descritto davvero bene e per un attimo l’ho immaginato sulla spalla di Zorex (non chiedermi il perché). 🙂 Che carino quando affonda quei dentini nella mano dell’uomo, che cerca di farsi ancora più piccolo e adorabile! Poi il titolo “Greymor, cuore di Neve” si sposa alal perfezione con ciò che hai scritto, soprattutto nella parte finale. Bravissima! 🙂
Grazie Giuseppe!! Ahahahahahaha sarebbero un’accoppiata superlativa lui e Zorex. Greymor è adorabile, quanto spesso un tantino sfacciato con la bella Neve XD Sono contenta che ti siano piaciuti i personaggi di questo LAB. Sono tutte creaturine che vivono nella mia testa… u.u
Ciao Vanessa, grazie per averci regalato questa favola 🙂 Mi sono divertita a leggere di Greymor, un personaggio buffo e insolito. Mi piace questo Foresta Fantastica e gli esseri che la popolano. Bellissimo laboratorio.
Ciao Micol, ti ringrazio 🙂 Mi piace a volte, tuffarmi in questo mondi un pò di fiaba.. Grazie di nuovo per i complimenti e per avermi letta!
Complimenti per la fantasia! Mi è piaciuta la dolcezza, con la quale hai descritto questi personaggi. E poi, quel pizzico d’ironia che rallegra il tutto. Sulla scia di uno scoiattolo che in televisione, per rinfrescare, faceva ben altro, ho riso alla mancanza di “rutti poderosi”! Alla prossima ?
Ciao Cristina! Sì, l’idea era quella di dare vita a personaggi buffi, dolci, quasi delicati… sono contenta che ti sia piaciuta! Grazie per avermi letta, alla prossima 🙂
Grazie Antonino! Greymor è nato nella mia testa appena ho visto le opzioni del LAB. Tutto il resto è arrivato da sé, non appena ho toccato con mano la tastiera. Mi piace sempre gettarmi in svariati modi, nel fantasy. Ma questi personaggi un po’ buffi, molto… fiabeschi, li trovo sempre adorabili. ?
Ma quanto è adorabile il piccolo Greymor?! Hai una fervida fantasia che mi coinvolge sempre, e questo racconto è un bel salto tra l’allegria e il profumo di antica leggenda, o di una favola da leggere a qualsiasi bimbo. Neve è un personaggio solenne, una vera regina della neve e della foresta, e la comunione tra l’orso Inverno e un essere umano trasmette vivamente la fiera possibilità di un contatto proficuo con la natura. Chissà se Greymor riuscirà a conquistare la bella, quanto diversa Neve… mi piace pensare di sì, perché l’amore travalica ogni diversità?!