Guerra per l’acqua

Serie: Il cavaliere avventuroso


Paperone Castiglioni e le sue avventure

Nord Italia, anno Domini 1301

Intorno a lui, la campagna lombarda. Non era mai stata così bella. Paperone Castiglioni diede una leggera botta al cavallo che lo trascinava da molto tempo, almeno fin da quando avevano perso tutti e due il loro feudo. «Mio buon amico, credo tu abbia bisogno di bere» si rivolse al cavallo, Paperone, e strinse i denti. Non era il momento giusto, anche lui voleva bere; e se era per quello, non metteva sotto i denti qualcosa da tempo. Doveva trovare una soluzione, magari sarebbe potuta essere un ingaggio.

L’unica soluzione, per il momento, era continuare a viaggiare finché non fosse successo qualcosa.

Svoltata una curva del sentiero immerso nel bosco, Paperone vide alcuni villaggi che si fronteggiavano come se stessero litigando. Non era un’impressione, in effetti da ciascuno dei centri abitati stava uscendo una truppa, per ciascun villaggio, e i miliziani avevano armi che rilflettevano la luce de sole di quell’estate.

A parte i dettagli delle armi, a Paperone non sfuggì che al centro del campo di quella che sarebbe stata una battaglia c’era un torrente. «Interessante» si disse. L’acqua faceva al caso suo e, per questo motivo, cavalcò nella sua direzione.

Paperone passò accanto a un gruppo di miliziani e loro lo rincorsero con delle urla. Paperone non ci badò, raggiunse il torrente e il cavallo, senza perdere troppo tempo, iniziò ad abbeverarsi. Paperone smontò di sella e, adoperando l’elmo come bacinella, bevve a sua volta.

Poco distante, i due gruppi di militi iniziarono ad affrontarsi e dallo schieramento che Paperone aveva superato si staccò quella che sembrava una pattuglia.

Gli uomini vennero incontro a lui e gli si rivolsero:

«Che fai?».

Paperone spiegò in fretta chi era e cosa ci faceva lì.

«Noi combattiamo per la nostra sopravvivenza. Quelli di Gonfaloni vogliono la nostra acqua».

Paperone capì che Gonfaloni era il villaggio nemico. «E voi, da dove venite?».

«Da lì, no?» rispose il più sciocco e per quel motivo doveva essere per forza il capo.

«No. Intendo il nome del vostro villaggio».

«Ruscate».

Paperone non disse nulla. Gli venne in mente un’idea. «Mi unisco a voi, alla vostra guerra perché… perché credo abbiate ragione» mentì. In realtà, lui voleva mangiare.

Lo accolsero con piacere.

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