Hanetsuki
Serie: Hanetsuki
- Episodio 1: Nuovi ospiti a palazzo
- Episodio 2: Il piano di Aoi
- Episodio 3: I desideri di conquista di Nagatsuna
- Episodio 4: Incontro al fiume
- Episodio 5: Nel giardino
- Episodio 6: Dove si trova la felicità
- Episodio 7: Chi è prigioniero e chi possiede la libertà
- Episodio 8: La storia di Kiyo
- Episodio 9: Una serata fortunata
- Episodio 10: La fuga di Aoi, il desiderio di Kawa
- Episodio 1: Missione compiuta
- Episodio 2: Un regalo per Kiyo
- Episodio 3: Quando tutto sembra andare per il meglio
- Episodio 4: Il desiderio di una donna
- Episodio 5: Quando io e te diventa noi
- Episodio 6: Una donna e una madre
- Episodio 7: La scelta di Kawa
- Episodio 8: Sayonara
- Episodio 9: L’amore diventa dolore
- Episodio 10: Ritrovarsi
- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
Kiyo si preparava al meglio ogni volta che poteva la sera con il suo signore. Aveva fatto scorta di abiti del suo colore preferito per fargli piacere, anche se si era accorta che qualcosa non andava. Lo guardava costantemente e lo aveva già notato, ma entrando in camera del daimyo ne ebbe la riprova. Lo raggiunse sul letto e gli prese le mani.
“Matsumoto-sama, sono giorni che avete quell’espressione. Vi ho forse arrecato disonore? Vi prego, parlatemene.”
“Non hai fatto nulla di male, Kiyo. Se così dovesse essere, te ne parlerei immediatamente. Sono pensieri che riguardano il regno. Mi è stato fatto notare che sono entrato in età da matrimonio ed è qualcosa che non posso ignorare.”
La concubina rimase stupita dal discorso, nonostante sapesse che prima o poi quel giorno sarebbe arrivato. Sapeva che valore aveva il matrimonio tra i nobili, eppure la rendeva triste. Quando parlò cercò di non farlo trasparire.
“Ci avete pensato? Il regno ne troverebbe giovamento.”
“Mi sono informato sulle donne che hanno la giusta elevazione sociale e ammetto che sono più di quante mi aspettassi. Non è una decisione facile da prendere. Ci sono fattori importanti come la grandezza del territorio, la produzione locale, la forza militare…” Mentre parlava si girò a guardarla e le sorrise. “Sono discorsi complicati per una donna, mi dispiace annoiarti con queste faccende.”
“Non mi annoiate. Forse dovreste conoscerle e poi decidere chi vi piace di più.” Gli strinse le mani per darsi coraggio in quel discorso che per lei era difficile da affrontare.
“Anche questo potrebbe aiutare.” Convenne il daimyo. “Potrei restringere il campo e poi invitarle qui e scegliere.”
“Potreste fare così.” Abbassò lo sguardo. “Conoscerò la donna che vi porterà via da me.”
Nagatsuna le sollevò il mento. “Non credo che troverò in tutti i regni una donna che possa reggere il confronto con la vostra bellezza, Kiyo.”
“Lo dite oggi, ma non sarà così per sempre! Troverete una moglie e lei vi amerà perché non si può fare altro che amarvi, mio signore. Lei condividerà il vostro trono e la vostra camera da letto e anche voi la amerete e io vi avrò perso. Questo è il nostro destino.”
“Il destino non lo decidi tu, dolce Kiyo, né io.”
“È per questo che ho paura, perché non posso decidere niente. Se potessi farlo, Matsumoto-sama, lei continuerebbe ad amare solo me, ma c’è il regno da mantenere e io sono solo una concubina. Voi meritate di più. Sarò felice per voi, ve lo prometto, però voi non vendetemi a nessun altro quando vi sarete stancato di me. Uccidetemi piuttosto, ve ne prego.”
“Non ti potrei mai allontanare da me, tutto quello che ho fatto fino ad ora è stato per tenerti vicina e nemmeno su questo avevi alcun potere.”
“Non può sapere cosa succederà. Se scoprisse che è una donna dolce, gentile e amorevole? Se si innamorasse di lei? Se non volesse che io giaccia più con voi? Se lei volesse che si liberasse di tutte le concubine?”
“Perché mai dovrebbe fare una richiesta del genere?”
“Perché io lo farei!” Rispose di getto. “Se potessi, io lo farei. Se fossi degna di essere vostra moglie vi chiederei di stare solo con me e mi impegnerei a bastarvi.”
“Nemmeno una moglie può pretendere certe cose, sarebbe una donna che non sa stare al suo posto. Quindi potete stare tranquilla, tutte conoscono le regole della corte e hanno bene in mente cosa aspettarsi.”
“Sarei stata una pessima moglie allora.”
“Se fossi nata in un altro ambiente ti avrebbero spiegato come funzionano le cose.”
“Anche mia madre mi diceva sempre di stare zitta e buona. Vi prego, promettetelo Matsumoto-sama. Promettete che non mi cederete a nessuno. Promettetelo!” Gli strinse le mani con la stessa enfasi con cui aveva parlato.
“Te lo prometto, Kiyo.”
“Se me lo assicurate, il mio cuore è più sereno.”
“Questi sono discorsi che esulano dalla realtà dei fatti. Non smetterò mai di passare il mio tempo con te, dolce Kiyo, è un piacere di cui non intendo privarmi.”
“Io la amo e se lei ama me… se continuate a dedicarmi anche un po’ delle vostre attenzioni, io sarò felice.” Si spostò su di lui e premette la fronte sulla sua. “Le faccio una magia, adesso i suoi affanni sono i miei e non dovrà più temere niente.”
“Oh, mi sento davvero più leggero.” Ridacchiò poco serio, facendola ridere.
“Le va di uscire a prendere un po’ d’aria? Potremmo raccogliere delle castagne e io canterei per voi. Poi andremo all’albero sacro e pregherò perché gli dèi vi indichino la strada giusta.”
“Non sai proprio dormire di notte, eh?”
“Avete ragione, è notte…”
“Lo faremo domani.”
“Quando volete. Io sono qui per voi e con voi, sempre. Qualsiasi cosa accada.”
“Se vuoi rendermi felice, canta la canzone che hai cantato quando sono venuto a prenderti.”
“La nostra canzone? Credete che sia un male che per me sia così?”
“Credo che a volte ti faccia troppi problemi.”
Kiyo si mise a ridere prima di sdraiarsi al suo fianco e appoggiarsi al petto maschile. Le notti insieme a lui erano bellissime, iniziavano con dolcezza per poi perdersi nella passione. Bastava una lieve scintilla per trasformare l’atmosfera. Le sarebbe mancato tutto quando si sarebbe sposato. Scosse la testa per scacciare quel triste pensiero.
“Chiudete gli occhi, amore mio. Riposate. Io starò qui a cantare e pregare gli dèi perché vi tengano forte e in salute.”
Lo baciò prima di chiudere anche lei gli occhi e cominciare il canto.
Aoi stava facendo rimbalzare una pallina su una racchetta di legno, cercando di non farla cadere a terra, ma con scarsi risultati. I suoi pensieri erano lontani, talmente distratta da non notare la presenza di Kiyo. La concubina era ferma a fissarla e solo quando gli occhi si incrociarono la salutò con un inchino.
“Signorina Kiyo…”
“Mi scusi, stavo guardando quello che fate… cos’era?”
“Hanetsuki… Non l’avete mai visto prima?” Era una domanda sciocca data la domanda che le era stata posta, quindi non aspettò la risposta immaginando quale potesse essere. “L’ho imparato quando ero piccola, ma nessuno ci ha mai voluto giocare con me. Vorreste provare?”
“Sì. Io mi metto vicino al muro e prendo la palla?”
“No, stai davanti a me e usa questa.” Le diede la racchetta gemella della sua. “Devi colpire la palla. Lo scopo del gioco è riuscire a non farla cadere a terra, al contrario di quello che mi hai visto fare fino ad ora.”
“Sembra difficile!”
“Un po’… ma con la pratica si migliora. Proprio come nella vita. In fondo è così che sono i rapporti, un continuo lanciarsi una pallina nella speranza che l’altro la prenda e ce la passi indietro. Un’eterna ricerca dell’equilibrio e quando tutto cade a terra, bisogna ricominciare da capo.”
Le ragazze iniziarono a lanciarsi la palla senza mai riuscire a ripassarsela. Chi mancava il bersaglio e chi lo rispediva indietro totalmente a caso.
“Ci vorrà un bel po’ di allenamento.” Rise infine Aoi.
“Potremmo farlo insieme, se le va.”
“Se non avete niente di meglio da fare, a me fa piacere aver trovato una compagna di gioco.”
“A parte le lezioni di pittura non faccio molto. Sto cucendo un vestito per il mio signore, ma non sono brava e vado a rilento. A volte cucino per lui. Tolte queste attività, mi resta del tempo libero.”
“Fate molte cose per mio fratello. È fortunato.”
“Anche io lo sono. Quando ero piccola non avevamo tanti soldi, ma mio fratello mi portava un fiore o delle more ogni volta che tornava dal lavoro. Era il suo modo per dirmi che mi voleva bene.”
“Era un bravo fratello.” Nagatsuna non era così, lei non sapeva cosa significasse.
“Si lo è” e a lei mancava “Io cerco di fare lo stesso con Matsumoto-sama, gli dono quello che posso. È bello fare qualcosa per chi si ama.”
“Continuo a pensare che sia Tsuna quello fortunato.”
“Potreste provare anche voi a prendervi cura dell’uomo che amate.”
“Qualcosa la faccio, ma non è facile. Lui è lontano e io… sarò costretta a sposare un altro.”
“Sapete fare gli origami? Potreste disegnargli un biglietto…” Prese la pallina e riprovò a lanciarla, ma fu un tiro storto e dovette andare a recuperarla. “Sono davvero negata.”
“Non importa, quello che conta è passare il tempo.”
Sorrise “Su questo non posso essere più d’accordo.”
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- Episodio 1: Ritorno al castello
- Episodio 2: Libertà negata
- Episodio 3: Un futuro insieme
- Episodio 4: Cosa è scritto nel destino
- Episodio 5: Il progetto di un sogno
- Episodio 6: Hanetsuki
- Episodio 7: Ciò che si è disposti a fare
- Episodio 8: Inizia il futuro
- Episodio 9: Un occhio sul futuro
- Episodio 10: Uniti per l’eternità
Mi è sembrato di stare lì, nel Giappone medievale