
Hiko
Serie: L'imperatore dei Mari
- Episodio 1: Le Isole di confine
- Episodio 2: Gli Incappucciati
- Episodio 3: Sette Tempeste
- Episodio 4: La Grotta dei delfini
- Episodio 5: Apnea
- Episodio 6: Il Sottosuolo demoniaco
- Episodio 7: Il segreto di Zorak
- Episodio 8: Il cocchio
- Episodio 9: Tornado Sei
- Episodio 10: Il Giardino Celeste
- Episodio 1: Lezione numero uno
- Episodio 2: La sala della cultura
- Episodio 3: Questione di scelte
- Episodio 4: Un’inattesa convocazione
- Episodio 5: Il potere della mente
- Episodio 6: Le prime leghe
- Episodio 7: Giorno di paga
- Episodio 8: Il baule
- Episodio 9: Nessuna reticenza
- Episodio 10: Ordinarie liti familiari
- Episodio 1: Addio
- Episodio 2: Il mercato
- Episodio 3: Lork e Tarem
- Episodio 4: Fortj
- Episodio 5: La tana
- Episodio 6: Ahmullahja
- Episodio 7: Hiko
- Episodio 8: Assurdo
- Episodio 9: I patti vanno rispettati
- Episodio 10: Tornado Six
- Episodio 1: Una vita per una vita
STAGIONE 1
STAGIONE 2
STAGIONE 3
STAGIONE 4
La mano ferrata si avvicinava a Fortj quando una seconda voce d’uomo fermò il movimento: «Non toccarlo!»
Sembrò quasi che anche l’aria si fosse fermata, che gli uccelli avessero smesso di cantare, che i passanti avessero lasciato perdere le loro faccende, anche l’insegna della locanda sembrò fermarsi, per un secondo, sospesa a mezz’aria.
Ahmullahja si voltò in direzione della voce. Un altro guerriero, appartenente a un altra cultura e regione: portava dei pantaloni di cuoio, con delle protezioni in ferro sugli stinchi e sui polpacci, il cosciale era realizzato in maglia metallica e dei ganci lo collegavano al cordone avvolto intorno ai fianchi; le mani e le braccia erano ricoperte di cuoio, con rifiniture metalliche sulle nocche delle dita e sui gomiti; la corazza, composta di metallo, proteggeva busto e schiena, collegando le due placche con una grossa corda marrone, lo stesso materiale della corazza costituiva le protezioni delle spalle. Il guerriero portava al capo un elmo, raffigurante la testa di un drago.
Il sole rendeva quell’armatura di una bellezza inaudita, i raggi solari colpivano il rosso e l’oro dell’armatura illuminandola, come se brillasse di luce propria.
Ahmullahja sguainò la sua sciabola. Il suo avversario estrasse la sua spada dalla fodera legata orizzontalmente al suo fianco. I due iniziarono a ruotare uno intorno all’altro. La gente si dileguò, qualcun altro andò a chiamare le Guardie governative, l’aria iniziò ad alzarsi fresca, Fortj continuava a tremare.
«Qualcuno mi dice cosa sta succedendo?» Chiedeva Jolly Roger da dentro la sacca che era caduta a terra; a pochi centimetri, Sei continuava a vomitare e sputare saliva mista a polvere.
Uno stridore di lame: la battaglia era iniziata. Il neo arrivato scagliava fendenti con estrema precisione, Ahmullahja era costretto a indietreggiare, con pazienza aspettava il suo momento. Il moro intravide un tentennamento nell’avversario, quindi ne approfittò passando al contrattacco, lo colpì due volte sul petto, non voleva ucciderlo, poi sulle protezioni alle spalle, in fine, dall’alto, sull’elmo. Il guerriero s’inginocchio, e quando Ahmullahja fu abbastanza vicino, provò a colpirgli le gambe con la sua affilata lama, voleva ferirlo. Lesto a saltare, schivò il colpo, lasciandogli così il tempo di rialzarsi. I due guerrieri si lanciarono in corsa uno contro l’altro facendo cozzare le lame delle loro armi: gli occhi giallo-marrone di Ahmullahja si specchiarono dentro quelli grigio-viola del suo avversario. Entrambi digrignarono i denti, ogni muscolo tremava nel tentativo di sopraffare la potenza altrui. Si staccarono indietreggiano di qualche passo, poi la testa di drago saltò in aria, un gesto notevole, considerata la quantità di metallo portata in corpo, con la spada in alto, le ginocchia piegate, in direzione di Ahmullahja, che per tutta risposta lo aspettava in posizione difensiva con le gambe molleggianti, il braccio sinistro ripiegato in avanti e quello destro, con in pugno la spada, carico come una molla pronta a scattare.
In quel momento, Sei si mise seduto, asciugandosi la bava e tenendosi forte la testa tra le mani, intravide la sua sacca, l’afferrò e prese Jolly Roger tra le mani: «Che è successo?»
«Ti sei fatto fregare come un babbeo da quel Fortj. Ti ha fatto ubriacare e derubato, per nostra fortuna quel guerriero ha visto tutto, e non so come, sa anche chi io sia, quindi ha deciso di aiutarci, inchiodando il furfante al muro.»
Sei si voltò verso Fortj che osservava la scena con occhi lucidi.
«E poi? Chi è quell’altro?»
«Non lo so, si è intromesso senza avere idea di quello che stesse succedendo e hanno iniziato a lottare.»
Sei si tolse gli zoccoli, barcollò un paio di passi prima di trovare l’equilibrio, poi chiuse un occhio e lanciò uno zoccolo contro l’uomo in aria e il secondo contro Ahmullahja: «Adesso basta! Fermatevi!»
L’uomo con la cicatrice in volto si scansò, mentre la testa di drago si schiantò al suolo con le ginocchia. Sei andò a raccogliere gli zoccoli, poi si avvicinò, con l’alito che puzzava, al corazzato venuto in aiuto di Fortj: «Conosci quel ragazzo?»
«No.»
«Perché lo stai aiutando?»
«Era in difficoltà.»
«Senti questa puzza,» alitò dritto nel naso del guerriero «tutta colpa sua, che mi ha fatto ubriacare per derubarmi della cosa più preziosa che io abbia.»
«E cosa sarebbe?»
«Questa!» Urlò Sei dopo aver barcollato verso la sacca ed estratto Jolly Roger.
«Sono davvero lusingato.» Rispose il vessillo.
«È vero?» Chiese la testa di drago rivolgendosi a Fortj.
Il ladro non riuscì nemmeno a dire una sillaba, annuì semplicemente con la testa.
Il guerriero si inginocchiò verso Sei: «Chiedo scusa. Il mio onore mi imponeva di difendere qualcuno in pericolo, ho valutato male», poi voltandosi verso Ahmullahja, «sei un guerriero valoroso, ti sei battuto bene. Il mio nome è Hiko, dall’Estremo Est, posso conoscere il tuo?»
«Ahmullahja, dalle terre del Continente dell’Est più prossime al Piccolo Mare.»
«Cosa ne facciamo di lui?» Chiese Hiko indicando con la sua spada Fortj.
«Vi prego, non fatemi del male, sparirò dalla circolazione, non mi vedrete mai più, tenete pure quella stupida bandiera, non la voglio.»
«Adesso sarei diventato una stupida bandiera, andiamo di male in peggio, roba da matti.»
Sei si avvicinò a Fortj: «Perché?»
«Non posso credere che Dusel non sia una Dea. Non lo posso accettare.»
«Quindi questo ti da il diritto di derubarmi?»
«Avevamo un patto, l’unico modo per venirne meno era quello di non vederti mai più.»
«Il tuo piano è fallito come vedi, davvero un pessimo piano. Il patto è valido, tu salperai con me, e accetterai, tuo malgrado, che quella è una semplice ragazzina.»
«Mai! Piuttosto la morte.»
Sei fece un cenno ad Ahmullahja, che si avvicinò a Fortj. Il ragazzo si strinse a se stesso tremante. Le sicure mani del moro lo liberarono dalle lame a mezzaluna, poi lo presero per il mantello caricandoselo sulla spalla.
«Ti unisci a noi?» Chiese Sei, guardando Hiko.
«Dove andiamo?»
«Lo riportiamo alla sua tana. I suoi amici devono sapere cosa ha fatto. Poi decideremo.»
Hiko si avvicinò ai suoi nuovi compagni, chiudendo la fila.
Serie: L'imperatore dei Mari
- Episodio 1: Addio
- Episodio 2: Il mercato
- Episodio 3: Lork e Tarem
- Episodio 4: Fortj
- Episodio 5: La tana
- Episodio 6: Ahmullahja
- Episodio 7: Hiko
- Episodio 8: Assurdo
- Episodio 9: I patti vanno rispettati
- Episodio 10: Tornado Six
Affascinanti i guerrieri e come hai attinto alle etnie esistenti per caratterizzarli sia nella fisicità che nell’armatura. Anche i nomi hanno forti richiami