
Ho imparato la lezione
Ma tu guarda, potrei stare a rivolgermi ad un qualunque di quell’essere umano che, senza saperlo, vive in quell’1% dell’umanità che riesce a non diventare parte della fiumana. Quindi anche capace di leggere oltre i 160 caratteri, magari senza video o immagini di bestioline, fanciulli, dolcetti e meme.
E’ a voi che rompo senza fottermene in alcun modo, usandovi per una sorta di terapia personale.
Nonostante vi sarete resi conto che la situazione politica, scientifica e medica del signor covid-19 è tutta in continuo divenire, avrete ben chiaro negli occhi e si spera nella mente, che la situazione psico-socio-antropologica del 99% dell’intera umanità è fin troppo chiara e definita. Questa moltitudine, direi quasi totalità, dell’animale uomo ha mostrato il suo vero io, quello che nasconde nei più fetidi meandri del proprio essere, ma non è su questo che voglio approfondire il mio sfogo, farebbe solo aumentare un desiderio di sbattere a portata di sguardo di questi taluni esseri ogni pensiero, analisi e costatazione del loro fetore, “ra’ punt’ da’ cervice fin’ e ‘nfunn o’ ditone ro’ pere”.
Vi devo confessare che avrei voluto continuare con l’indifferenza ed il silenzio, due delle potenti armi a disposizione di sapienti, consapevoli e forti, chiaramente io non sono nulla di questo, ma solo un inutile vecchio di merda, fallito e ignorato, e per questo me ne fotto e dico. Mi piacerebbe parlare di quegli inutili, analfabeti, incapaci, ignoranti, nulla facenti quanto putridi segmenti di sterco sciordoso da evitare e mai considerare, che sono i conoscitori puri delle scienze sociali, comportamentali, dell’Antropologia culturale e medica. Quegli esseri per i quali nulla valgono gli studi, le ricerche, il tempo trascorso in laboratorio e campo reale, finanche le pergamene ceralaccate non hanno lo stesso valore di quelle altrui. Mi piacerebbe tanto farlo scatenando su di me l’ira funesta dei laqualunque, si proprio così, non storcere il naso tu che stai leggendo con disperata intenzione, ma anche di veri sapienti, esperti e capaci, che però non sanno bene quale è la soglia che mai dovrebbero oltrepassare. Vedere e sentir piovere su di me gli insulti, la saccenza, lo sdegno, l’indignazione, la putrida lezione di morale, sarebbe gioia e attimo d’allegria. Aver fatto riversare su di me odio, forme di violenza, disprezzo, desiderio di invettiva, farebbe nascere la consapevolezza di aver prodotto quell’unica sindrome reale, vera e genuina di cui quel 99% dell’intera umanità ha mostrato d’essere capace di provare con sincera purezza, ma devo adeguarmi all’essere ciò che sono: nessuno, letto forse per sbaglio da un fugace passaggio, o da quel qualcosa d’intenzione che non si sa nemmeno che è. Facciamo sta cosa definendo ciò che ci hanno insegnato, da un lato i burattinai innominati e il triunvirato di cui muovono i fili, un triunvirato senza proprio potere che è formato da politica, scienza e clinica medica, dall’altro i laqualunque, che tutto sanno d’ogni dinamica sociale, comportamentale, culturale, psicologica e morale per il sol fatto d’avere una data di nascita.
Osservate e analizzate insieme a me, e poi ditemi se in tutto ciò non riscontrate il compendio, o’ bignami, di una grande lezione più complessa, direi globale.
I burattinai, attraverso il triunvirato ci hanno insegnato che siamo in una straordinaria ed epocale rivoluzione scientifica, che sovverte ogni dogma e dato di ricerca.
Abbiamo imparato che:
1. Un organismo virale ha come obiettivo l’infezione di cellule e dell’ospite per ucciderlo ed estinguersi con lui, non più continue mutazioni per adattarsi all’ospite e cercare di sopravvivere.
2. Una molecola mai isolata, può essere individuata, marcata, replicata e quanto altro.
3. Un virus è capace di annientare tutti gli altri virus, batteri e malattie, dominando incontrastato nelle cellule, negli organismi, sulle cose inanimate e in ogni dove, persino in organismi morti.
4. Un virus non ha più bisogno dell’ospite per sopravvivere ed usarlo come vettore di trasmissione, può svolazzare felice nell’aria formando molecole intelligenti che sanno rispettare illegalità, decreti-ni e ordinanze.
5. Un macchinario realizzato per la ricerca può essere utilizzato per fare diagnosi, tarandolo alla massima potenza per cercare qualunque cosa somigli a materiale genetico, perché di qualunque cosa si tratti a contatto con l’aria si trasforma nella molecola virale covid-19.
6. Strati di materiale poroso che occludono le vie respiratorie sono strumenti efficaci, indispensabili per non infettare ed infettarsi, soprattutto sono dispositivi privi di alcuna controindicazione, sani e sicuri per la salute di ogni essere vivente in qualunque situazione.
7. Non esistono protocolli di decontaminazione e uso appropriato di dispositivi di protezione, l’importante è usarli sempre.
8. Un virus può essere altolocato, quindi essere sensibile solo a medicinali costosi o presunte cure che abbiano come caratteristica esclusiva la quantità di denaro che riescono a far orbitare intorno a loro.
9. Non esiste differenza tra contagio e trasmissione o tra contagiato e persona sana, tutto è covid-19 e malattia mortale.
10. Non esiste più per una possibile trasmissione la valutazione degli ambienti, della saturazione degli stessi, la possibile carica virale, il tempo di permanenza a diretto contatto con la molecola attiva; se sei mai passato sulla terra sei contagiato, untore, infetto.
Le lezioni che quotidianamente vengono impartite dal triunvirato attraverso factotum che pare si chiamino organi d’informazione sono d’avvero molte e anche di una caratura qualitativa superiore a quelle elencate, ma ora dobbiamo dare solo l’idea della portata.
Gli insegnamenti che arrivano dai laqualunque riescono ad essere altrettanto pregni di qualità, soprattutto esaustivi su ciò che il 99% dell’umanità è attualmente. Vi dico perché il 99%, semplicemente perché devo a voi che leggete, e a me deficiente, ignorante, vecchio coglione, quell’1% di facoltà di potersi dire: io sono diverso, e poi perché il futuro, il presente di qualunque essere vivente ha bisogno che esista almeno quell’1% di reale diversità.
Ho imparato importanti lezioni, ad esempio da quelli che appaiono su qualsivoglia schermo. Ci hanno insegnato che un virus mostra rispetto e riverenza per presentatori, ragazze scosciate, bei sorrisi, concorrenti e simili che possono restare senza la maschera protettiva, mentre tutti gli altri che lavorano, qualcuno anche compiendo sforzi deve indossarla, questa riverenza è però riservata solo se sono negli studi, altrimenti lui attacca.
Ho imparato che questi strati di materiale poroso sono di gran moda, che si discute sulla loro base d’acquisto, sul colore, sul fashion style, tutte caratteristiche di comprovata efficacia scientifica.
Non senza invidia ho imparato che il comportamento di un individuo non ha alcuna valenza nelle dinamiche sociali, che la nefandezza del nostro io va al di là di qualsivoglia umana immaginazione, utile e duttile per chiunque voglia imporre, dominare, annientare l’essenza dell’Essere.
Ho imparato tante nuove parole, tra queste c’è la più gettonata dai laqualunque ed è negazionista. Una parola che una volta imparata è come il prezzemolo, va in ogni minestra. Quindi ti chiedo: che ore sono? Tu rispondi con piglio di sdegno: negazionista e un quarto. Che mangi oggi? Negazionista. E’ bello vedere come i laqualunque siano degli eterni fanciulli, non appena ricevuto il nuovo giochino, lo usano, lo usano, lo usano fino a che anche il gioco si rompe lo skaz.
E pensare che un essere vivente, di qualunque natura o specie, per proteggere se stesso, e i così detti cari, cerca di capire, comprendere, se si palesano due che esprimono convinzioni opposte, ne cerca, ne chiede, ne pretende il confronto con annesse inconfutabili prove. I laqualunque del mondo no, credono, credono, tremano, non comprendono, additano, si scansano e obbediscono. Poi ti fai due domande e scopri che questi laqualunque sono quegli stessi che fino a qualche mese prima dell’arrivo del signor virus erano le stesse persone che, sottomessi all’idea astratta di lavoro, di “divertimento”, a tutti i costi, andavano starnutendo sulle proprie mani con le quali poi stringevano le altrui, viaggiavano, sostavano, frequentavano luoghi affollati carichi di febbre e sintomi, sbaciucchiavano, mangiavano dalle stesse posate del pargolo febbricitante, perché loro sanno come si fa il genitore, abbracciavano e baciavano per poi dire “O sai sono un poco influenzata/o”. Ma tanto chi se ne fotte se ti mischio, se ho creato veri e propri focolai, ho contribuito in modo attivo a far ammalare il nonno di qualcuno, il figlio di qualcun altro, non era certo covid-19, quindi tornerò a farlo non appena possibile.
Qui l’analisi e la discussione potrebbe durare ben oltre il tempo e lo spazio che abbiamo a disposizione. Credo che un video capace di comprendere ogni cosa se ascoltato e visto con attenzione ed analisi, sia il breve aneddoto di vita reale, vissuto in prima persona e raccontato da Carlo Verdone a TG5 Domenica 22 Novembre 2020. Non c’è bisogno di commentarlo, è sufficiente saperlo osservare e comprendere con l’intelletto e gli occhi di quell’1%, ma tanto facciamo tutti parte di quell’1%, no?
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Buongiorno Achille, innanzitutto bellissimo “skaz”, parola che ho imparato solo di recente.
Mi unisco alle tue considerazione e alla malinconia di quei “ma tanto avevano patologie pregresse”, “era anziano” e altro. La vita è una vita e la sua perdita è un dolore immenso a prescindere da tutti. Sono indignata, in”skaz”zata parecchio perchè alcuni sembrano avere le fette di salame negli occhi: quello che manca è il rispetto. Il diritto all’incoscienza che alcuni professano a gran voce non deve pregiudicare il diritto di vivere di altri.
“Un virus può essere altolocato, quindi essere sensibile solo a medicinali costosi o presunte cure che abbiano come caratteristica esclusiva la quantità di denaro che riescono a far orbitare intorno a loro.”
Vero
“nessuno, letto forse per sbaglio da un fugace passaggio, o da quel qualcosa d’intenzione che non si sa nemmeno che è”
io leggerei ancora e ben più che volentieri
Ciao, se ti fa piacere ho diversi racconti gratuiti e anche un libro gratis che puoi scaricare e leggere, li ho sul sito achiofficial.it Grazie per la pazienza e la lettura
“Quindi anche capace di leggere oltre i 160 caratteri, magari senza video o immagini di bestioline, fanciulli, dolcetti e meme.”
😂 😂 😂 Applauso
“un virus mostra rispetto e riverenza per presentatori, ragazze scosciate, bei sorrisi, concorrenti e simili che possono restare senza la maschera protettiva, mentre tutti gli altri che lavorano, qualcuno anche compiendo sforzi deve indossarla,”
Eh, questo passaggio mi fa imbestialire, invece…
“decreti-ni “
😂 Mi ha fatto ridere 😂
” “ra’ punt’ da’ cervice fin’ e ‘nfunn o’ ditone ro’ pere”.”
Qui urge traduzione, grazie! 😃
Ciao, grazie per la tua partecipazione, Significa Dalla punta della cervice fino al ditone del piede!