I – A proposito di Carìlia
Serie: Il Nodo Perfetto
- Episodio 1: I – A proposito di Carìlia
STAGIONE 1
Nelle terre di Carìlia era sempre estate.
Nel sud dell’emisfero, dove le geografie si cominciano a distorcere nel tempo e nella navigazione, sta a guardia della Cinta un vasto arcipelago spezzato tra atolli e vulcani; sulle Isole Maggiori di queste intermittenze, governavano a braga larga quelli che non avevano vergogna nel dichiararsi Pirati -o presunti tali-.
Presto la Magistratura, il cui dominio sulle terre emerse era chiaramente indiscusso, giunse ad assorbirne le autorità con colpi di stato, ricatti e sotterfugi legislativi -tutti dal retrogusto di trappola o di ritorsione-, generando una nuova forma di comando più in ossequio alle convenienze dei Magistrati.
Ma i Carìliani erano strafottenti per carattere goliardico e leggero, incendiati nel cuore, avidi cacciatori di libertà: in una decina d’anni, il Reame Nautico era stato infiltrato ai più alti livelli dai Filibustieri -la mente carismatica e folle in capo alla consorteria dei pirati-, i quali avevano promulgato latae dictae, una serie di editti per agevolare mercati neri e scorrerie in mare, sotto bandiera di Porto Salvo, cioè a dire: inattaccabile, neutrale e super partes.
Le eccentricità magnetiche intorno a quella parte dell’equatore schizzavano a perdigiro ogni bussola su terra e mare: da sempre erano frequenti le apparizioni di navi fantasma o miraggi di città anacronistiche all’orizzonte, i miracoli nautici quali lo scambio delle stelle in cielo o le rotte segrete per porti sconosciuti.
E poi tutte le fesserie, più o meno allargate, raccontate dai pirati: le Sante Reliquie, l’Abisso, le schifezze voodoo sui morti viventi- tutto quel folklore marinaresco e soprannaturale maturato nei secoli.
Tutte le spie al soldo dei Magistrati -la crème di cacciatori di taglie, corsari e soldati scelti nei servizi segreti-, sparivano senza lasciar traccia; quei pochi cui era concesso di tornare a casa, parlavano di un sodalizio così forte tra pirati da nascondere ogni segreto e scoprire ogni inganno: perché “al di fuori di Carìlia, sono tutti nostri avversari” dicevano senza crederci troppo.
Più di qualcuno rimase lì per non tornare, facendo perdere le proprie tracce; non pochi altri furono tormentati dagl’incubi fino alla fine dei loro giorni.
Ma per chi era nato e cresciuto lì, era tutta un’altra musica.
Statisticamente, l’arcipelago di Carìlia patrocinava più feste di qualsiasi altro regno emerso e conquistato: erano frequentissimi i banchetti galleggianti nella baia, quando ogni nave si legava all’altra con assi per passerelle e lanterne accese legate a grosse cime tra gli alberi maestri. E su ogni ponte allestivano chioschi e mercati a svendita di bottini saccheggiati.
La musica andava avanti per giorni e i vecchi pirati raccontavano in dialetto le storie più avventurose e incredibili. In quei periodi cadeva una sorta di coincidenza celeste e terrestre, per cui la notte si allungava per tempo indefinito senza possibilità di calcolo.
Non solo, tutto l’anno era costellato di fiere, sagre e ricorrenze; molto sentite erano quelle in onore dei Santi Patroni: Carìlia venne fondata dai primi pirati, coloro i quali navigarono assieme alla ciurma del Re per reclamare la vittoria sull’Abisso e sui mari millenni fa. Poiché questo Re era visto come una minaccia dalla Magistratura fin dal suo palesarsi, gli dichiarò guerra perseguitando lui e i suoi seguaci, che andavano errando per il mare proclamando la libertà e la promessa di navigare nei Mari Celesti per l’eternità.
I pirati, veri cavalieri di ventura al servizio del Re, erano legati a queste radici e tradizioni con fede incrollabile. La Magistratura proibiva atti di culto e pratiche legate alla pirateria, nonché la messa all’indice dei rari manoscritti pirata che circolavano nel sottobosco dei più sagaci; questi continuarono a diffondersi grazie al curioso artifizio dei loro autori, che parlavano per simboli a riguardo di verità misteriche profondissime -incomprensibili quasi a tutti-.
Thomas era nato e cresciuto a Primo Feudo, nell’ovest dell’arcipelago: un intrico di saliscendi snodato fra case dalle architetture pittoresche, bellissime ed eccentriche che, secondo la leggenda, nascondevano il manoscritto pirata del grande Capitan De Nicefori.
E forse aveva scoperto dove si trovava.
Serie: Il Nodo Perfetto
- Episodio 1: I – A proposito di Carìlia
Molto bello questo librick!
Ciao, la tua è un’ambientazione davvero affascinante dove il mito dei pirati incontra una magia magnetica e distorta, creando un mondo vibrante che sa di sale, polvere da sparo e rivolta. Il contrasto tra l’ordine grigio della Magistratura e il folklore luminoso dei Filibustieri prepara il terreno a una caccia al tesoro che sembra avere radici metafisiche.
Grazie assai; ce le ha per davvero!
Hai creato un mondo pieno di spunti per storie fantastiche.
Grazie mille. Lo conosco come le mie tasche.
Qui hai costruito un mito d’origine che si legge come una mappa: ogni frase aggiunge una rotta, un potere, un’ombra. Mi piace soprattutto la coppia Magistratura / Filibustieri: sembra una favola politica.
Grazie mille, caro; in parte lo è!