I burattinai.

Che faccia hai questa mattina, ti senti bene?

Ho dormito poco.

Come mai? Sei uscito?

No.

Sei stato male?

No.

É successo qualcosa?

No.

Allora?

Niente.

Come niente?

È solo che avevo dei pensieri, pensieri che mi giravano nella testa e non riuscivo ad addormentarmi.

C’è qualcosa che non va?

Niente di grave. Ogni tanto capita, penso, a tutti.

Avanti, perché sei così misterioso? Ho capito, affari di cuore, donne, donne.

No, niente donne.

Se hai qualche problema, ti posso aiutare, forse.

Ti ringrazio, ma non c’è nulla che puoi fare per me. Il problema è che penso troppo.

Questo è vero. Comunque, sai che con me, se vuoi, puoi confidarti, ci conosciamo da una vita.

Non mi prenderai in giro?

Cercherò di non farlo. Adesso, dimmi, che cosa ti affliggeva tanto da non farti dormire?

A dire il vero è un po’ che ci penso, non solo ieri notte.

Sì, ma a cosa? Pensare cosa?

A chi sono i burattinai.

Credo di non avere capito.

I burattinai, chi muove le fila, del sistema.

Tu sei pazzo. Non dormi la notte per pensare a queste stupidaggini.

Avevi detto che non mi avresti preso in giro. Poi, non sono stupidaggini, non è colpa mia, mi vengono in mente e non vanno più via.

Va bene, vai avanti.

Ti ricordi, quando eravamo piccoli, in paese veniva la Compagnia dei Burattini e i nostri genitori ci portavano a vedere lo spettacolo, ti ricordi?

Mi ricordo, venivano a fine estate, prima che iniziasse la scuola, si mettevano in piazza.

Esatto. C’era un piccolo palco con la sua scenografia e tutto il resto. I burattini tutti colorati, i burattinai li muovevano da sopra con i fili o da sotto con le mani, senza farsi vedere. Alla fine dello spettacolo, però, uscivano e salutavano tutti i bambini.

Sì, è vero, mi ricordo anche questo.

Noi, oggi, siamo tutti come tanti burattini, ma loro non si fanno mai vedere.

Loro chi?

Il nostro intero modo di vivere, tutto il nostro sistema di vita, è guidato, pilotato, gestito. C’è qualcuno dietro. Cosa dobbiamo comprare, come dobbiamo vestirci, la scala dei valori, l’informazione, la pubblicità, quando e dove far scoppiare una guerra, quando innescare una crisi finanziaria, chi mandare al potere, tutto, mi segui?

Ti seguo.

Noi pensiamo di essere liberi, ma non lo siamo affatto. Siamo tutti soggiogati e, nella maggioranza dei casi, non ci accorgiamo nemmeno di esserlo.

Quindi?

Se, però, ci pensi bene, ti fermi un attimo a riflettere, a guardarti intorno, capisci che è così. Ci sono dei burattinai che agiscono nell’ombra, ma chi sono?

Penso di avere capito cosa intendi. Comunque, niente di nuovo. Tutti sappiamo in che mondo viviamo e chi lo fa girare.

Chi? Chi?

Potrei risponderti le grandi multinazionali, piccoli gruppi di politici di alcuni paesi, gli speculatori finanziari, i trafficanti di questo o di quello e così via.

Chi di preciso? Quanti sono? Dove sono?

Questo nessuno può dirtelo.

Io voglio sapere chi sono i burattinai e perché non escono mai a salutare. Era per questo che non riuscivo a dormire.

Spero proprio che questa notte smetterai di pensare a queste cose e dormirai bene.

C’era un’altra variante che mi angosciava ulteriormente.

Sentiamo.

I burattinai … e se non fossero uomini, esseri umani.

Se così fosse, allora, presumo che saremmo nei guai, nei guai seri.

Già, se i burattinai non fossero esseri umani, allora saremmo tutti nei guai, nei guai seri.

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Discussioni

  1. Mi hai incuriosito, sei davvero bravo a scrivere, non c’è nient’altro da dire. Le tue parole scorrono veloci sotto i miei occhi, andando dritte dritte ad insediarsi nei meandri della mia mente. Il discorso tra queste due persone è talmente ricco di significato che penso che non me lo scorderò mai. Un po’ come quei racconti che si leggono da bambini e poi frullano nella testa fino a quando non si diventa vecchi. Mi piace davvero il tuo stile di scrittura, non so se hai già scritto dei libri o ne scriverai, in tal caso dimmelo perché li acquisterei subito.

    1. Grazie Annalisa. Questo brano è parte di una raccolta di racconti brevi tutti simili nello stile tra di loro. Sono cioè semplici rendiconto di due personaggi non caratterizzati in assenza di coordinate spazio temporali. LA raccolta infatti si intitolava semplicemente dialoghi. Proverò in futuro a pubblicarne altri e vediamo se ti piacciono. Grazie ancora per la preferenza.