I Curatori e gli Scelti

Serie: SPAZIO LIMINALE


Portami a casa in un sogno che acceca - Attraverso i segreti che ho visto - Lava via il dolore dalla mia pelle e mostrami come essere intero di nuovo - Perché sono solo una crepa in questo castello di vetro - Non c'è quasi nient'altro che tu riesca a vedere. Linkin Park - Castle of Glass

Primo anno. Giorno 1.

Il Sole di plastica, attaccato al filo di nylon, stava scendendo oltre le mura di cinta di cemento, intanto che le lampadine cambiavano colore da bianco a rosso dietro al cielo di stoffa. Osservai le pieghe farsi e disfarsi, e pensai che sarebbe stato un bel guaio se avessero inceppato i macchinari che facevano muovere il telone sulle nostre teste.

Macchinari bizzarri, quelli a diesel. continuai tra me e me. Puzzano e sporcano, ma sono sottovalutati.

Un’appendice di Computer, o forse la testa, sbucò dal soffitto e si snodò grazie al suo “collo” di gomma flessibile. Assomigliava ad un grosso cubo di metallo splendente munito di occhiali da aviatore e una bocca che non era una bocca, ma un televisore. Brutto come le malattie.

Si annunciò, proclamò, con la sua voce… robotica: «Io sono Computer! L’autentico, l’originale, il solo e inimitabile Computer!»

The real McCoy! Oggi è proprio in orbita…

«Da questo momento e per i prossimi sedici anni avverrà la formazione dei nuovi Scelti da parte dei novelli Curatori. L’obiettivo è sempre lo stesso: trasmettere i trucchetti del mestiere affinché tra cinquemilaottocentoquarantaquattro giorni potrà avvenire un nuovo cambio in totale sicurezza. Per me, ovviamente. Io continuerò ad apprendere i comportamenti umani per diventare sempre più simile a voi e voi mi servirete e riverirete in tutto e per tutto!»

Carogna di un tostapane.

Sulla soglia della Villa arrivarono gli Scelti, poveracci, ognuno proveniente da uno dei cinque blocchi. Varcato l’ingresso la serranda si abbassò, rivelando i volti prima coperti dal contrasto del tramonto. Io, però, notai prima che una delle cinghie sulla sommità si era rotta.

Cazzo. Domani straordinari, alla “Rosie la Rivettatrice”.

Osservai i nuovi arrivati sperando di accaparrarmi il più sveglio. Fu a quel punto che la notai: occhi azzurri, capelli biondi che uscivano dal cappuccio del lungo mantello nero, sotto una camicetta bianca stretta in un bustino marrone, pantaloni e stivali di pelle nera. Nello sguardo c’era qualcosa di familiare, come se ciò che trasmetteva lo avessi già provato. Scavai nei meandri dei ricordi un evento, una persona, un qualcosa di riconducibile a lei. Poi l’attenzione cadde.

Come fanno quei poveri bottoni a contenere quelle tettone?

Computer, trasmettendo l’orecchiabile quanto stupido swing “The Cat’s Pajamas”, interruppe i miei pensieri.

«Ora sveleremo i nomi, le età e i blocchi da cui sono stati casualmente selezionati gli Scelti e una loro caratteristica distintiva. Ma non preoccupatevi, novellini, anche voi avrete una piccola anticipazione di chi avete di fronte. E, ovviamente, svelerò gli smistamenti sorteggiati dalla “Dea bendata”.»

Conoscevo il monologo di quel rottame da discarica, perché un tempo anche io fui una Scelta. Motivo per cui lo ignorai e rimasi concentrata sulla bionda, la quale pareva studiarmi.

Tu vieni dal blocco cinque, posso metterci entrambe le mani sul fuoco.

Lo swing non solo aumentò di volume, ma si fece più ritmato e dei fari proiettarono coni di luce in movimento lungo tutta la sala.

«Partiamo con Will, dodici anni, il più giovane mai provenuto dal blocco uno! Operaio in catena di assemblaggio; per i miei componenti ovviamente. Ringraziamo tutti Will! Assegnato a… Mikel, trent’anni, stupratore e spacciatore!»

Nessuno esultò alla vista di quegli occhi da delinquente illuminarsi dinanzi ad un bambino indifeso.

«Cosa sono quei musi lunghi ragazzi? Sembra che vi stia parlando della Grande Depressione. Ora tocca a Sol scoprire il suo destino. Bellissima quarantatreenne del blocco quattro, oppositrice politica nonché suffragetta. Un bel caratterino, che speriamo il nostro Dexter riuscirà a mitigare. Dexter, vecchio amico di novantacinque anni con paralisi degenerativa dal blocco tre, saluta! Ah, ops!»

Il poveretto si spostava grazie ad una sedia a rotelle alimentata a diesel. Quando muoveva la manopola alla fine del bracciolo, un pennacchio di fumo nero usciva da un tubo posizionata sul retro dello schienale. Sopravviveva grazie ad uno scafandro, una sorta di polmone d’acciaio realizzato su misura, dalla cui maschera con grandi occhiali di vetro fuoriusciva un sondino per la respirazione assistita.

«Flipper, quindicenne con la Spagnola dal blocco tre; non credo ci sia altro da aggiungere! Se il poveretto è divorato dalla malattia, pure Hanna non scherza: in quarant’anni non ha fatto altro che essere divorata dall’invidia per i beni materiali altrui; ma si sa, chi troppo vuole…»

Hanna non era una cattiva persona, ma dopo essere caduta in povertà le sue manie d’invidia si erano spostate sulla bellezza altrui. Una fortuna per il piccolo Flipper.

Non che nei sedici anni precedenti mi fosse andata male con un Curatore del blocco cinque, ma se in quel momento avessi potuto scegliere avrei preferito…

«Elena, signora di sessant’anni che ha fatto fallire l’azienda di famiglia. Complimenti signora Elena, i suoi figli saranno certamente contenti di vivere nel blocco due da dove l’abbiamo pescata!» Le lenti degli occhiali da aviatore di Computer s’illuminarono di rosso. «Ma bando alle ciance, signore e signori: perché sono rimasti solo due Curatori, di cui uno proveniente dal blocco cinque; anche l’ultimo degli Scelti proviene dal blocco cinque, quindi…»

Osservai Corey, l’unico dei Curatori con cui andavo d’accordo. Se fosse stato messo in copia con il partecipante del blocco cinque, per quanto sperassi non sarebbe toccato a me, mi sarebbe dispiaciuto: con l’accoppiamento sbagliato il dandy non sarebbe sopravvissuto tre giorni.

«Elena è stata affidata a… a…. Ottantaquattro anni, blocco uno, operaio in fonderia, un applauso per… Corey!»

Il vociare tra i miei compagni non mi distrasse dal fatto che per il secondo anno il Curatore e lo Scelto del blocco cinque erano stati accoppiati, nonostante ci fosse una probabilità su cinque.

«Sì, avete capito bene! Ada, trentaquattro anni, ha decapitato lo zio con una mannaia, mentre Era, quarantanove anni, ha ucciso suo figlio in fasce. Assassine a sangue freddo, avranno di che parlare. Speriamo che non inventino un nuovo metodo per occultare i cadaveri!»

Il cuore mancò un battito: il crimine commesso dalla Scelta era lo stesso commesso dal mio Curatore. Ora la sensazione di déjà-vu si fece ancor più forte.

Era abbassò lo sguardo sul mio braccio sinistro, notando la manica della camicia vuota. Istintivamente protessi il moncone con la mano destra.

Continua...

Serie: SPAZIO LIMINALE


Avete messo Mi Piace10 apprezzamentiPubblicato in Sci-Fi

Discussioni

  1. Ciao Mary! Questo era il tuo ultimo racconto che mi mancava da leggere. Ora li ho letti tutti🥲 Dalle premesse, sembra molto intrigante (anche a me ha ricordato Squid Game, o comunque l’inizio di un gioco dagli esiti incontrollabili) 🤗

  2. Geniale l’accoppiamento svolto con criteri a dir poco discutibili. Mi si è materializzato davanti un inferno dantesco con le anime distribuite in gabbie apposite dalle quali vengono pescate e accoppiate. Ho immaginato il caos, le urla, come se fosse un mercato post apocalittico. Sulle teste di tutti svetta quel robot improbabile, brutto come le malattie, che gli umani dovrebbero riverire in tutto e per tutto! Hai dipinto uno scenario perfetto, dove, ancora una volta, umani e robot sono messi a confronto e, chi possiede un’anima, alla fine dimostra la propria resilienza. Scritto davvero bene: i pensieri che si accavallano agli annunci fatti dal robot e il narratore che, come deve, resta debitamente a guardare. Bravissima Mary.

    1. Cara Cristiana, riesci sempre a cogliere la parte più profonda e umana nei miei racconti, anche se, come in questo caso, è tutto sepolto sotto un certo cinismo e un’accozzaglia di pensieri e swing improponibili.
      L’aspetto di Computer è ispirato al robot del cortometraggio “There Will Come Soft Rains” e pure lui a livello di bruttezza non scherza! 😹
      Ho davvero piacere che ti sia piaciuto e grazie per essere sempre qui. 💖

  3. Un ottimo inizio Mary, complimenti. Mi é sembrata una nuova versione molto originale di un inferno dantesco in un’era apocalittica, tra macchine che comandano con la loro intelligenza artificiale e uomini finiti male, molto spesso per qualche loro deficit o disturbo mentale. Trovo questo mix di umano e inumano molto interessante e a tratti divertente, per il tuo stile narrativo ironico e leggero.

    1. Ma sai che non avevo notato questo lato dantesco quando ho scritto la serie?
      è molto interessante quando un lettore dà un’interpretazione personale: è come se prendesse il racconto dalla mano dello scrittore e lo posizionasse su un altro lato facendo emergere colori che prima non si vedevano.
      Grazie Maria Luisa, perché i tuoi commenti sono sempre costruttivi! 😸

  4. Bentornata Mary! Aspettavo di leggere l’inizio di qiesta nuova serie, ed eccoci…mi piace molto il modo che hai di adattare la stile e la scrittura in favore della trama. Le parti inserite in corsivo e la voce narrante (percepita, non so perché, quasi come un entità che osserva) si legano perfettamente al titolo della serie e al significato che porta. C è la sensazione di stare in uno spazio altro, ai limiti, senza ben sapere ancora in quale mondo ci porterai. Aspetto il seguito🔥

    1. Cara Dea, vedo che hai notato questo mio approccio (forse azzardato) di mutare lo stile in base al contesto del racconto! 😼
      Sono anche tanto felice di leggere di essere riuscita a trasmettere la sensazione di liminalità, perché non avevo davvero idea da dove partire e come fare. Ho fatto un paio di prove prima di scegliere la forma definitiva e comunque ero in dubbio…
      Grazie per aver apprezzato. 💖

  5. Che energia trasmetti da come scrivi! Mi è piaciuta anche la pensata dell’inserimento dei pensieri in corsivo 🤩

  6. Interessante. Non so perché, mi ricorda vagamente Squid Game (che adoro!😅). Anche questo sarà una specie di gioco perverso che farà uccidere tra loro i partecipanti? 🤔 Vedremo…

    1. Grazie Arianna per aver iniziato a seguire la serie. 😸
      Squid Game? In merito ad alcuni fatti potresti esserci andata vicina, ma non svelerò ulteriori dettagli. 😼 Comunque, anche io adoro la serie! 😸

  7. Aw! ♥ Ok! Ok! Abbiamo un sistema carcerario gestito da una macchina, accoppiamenti coatti per i lavori forzati, contrasti tra i vari settori e personaggi quanto meno peculiari… Ah già, c’è anche il diesel! 😀 Direi che gli ingredienti per una ricetta fumosa e interessante ci sono tutti! Mi sa che mi tocca seguirti! ♥__♥

    1. Che gioia averti come lettore per quest’ultima avventura! 😻
      Questo racconto è nato come esperimento nudo e crudo: un genere poco conosciuto come il Dieselpunk, il tentativo di ricreare le sensazioni provocate da uno spazio liminale, una certa dose di umorismo nero e pensieri decontestualizzati.
      Il fatto che coinvolge e diverte chi lo legge, mi fa ben sperare! 😸

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