I giorni del foionco
La musica è alta nella mia auto.
Il regolatore del volume si è rotto e non ho ancora trovato né il tempo né la voglia per sostituire il blocco radio.
Mi piego per cercare nell’abitacolo il cellulare gettato frettolosamente via dopo avere visto quel posto di blocco sulla statale.
Perdo di vista la strada.
Alzo lo sguardo e mi rendo conto che sto per imparentare la mia auto contro un poderoso platano.
“De puta madre!” inveisce una prostituta di dubbia provenienza antropologica assiepata davanti all’arbusto vicino, ubicato qualche metro più avanti, nel medesimo senso di marcia.
Inchiodo l’auto nella speranza di evitare l’impatto.
Stringo con forza il volante come se, così agendo, potessi esercitare una qualche forma di controllo sul veicolo.
I pneumatici bloccati stridono ferocemente a causa del trascinamento sull’asfalto.
Un attimo prima dello schianto riesco a girare lo sterzo.
L’auto rinterza ed, incredibilmente, l’impatto con l’arbusto viene evitato.
Rimango in silenzio, guardando inebetito l’albero, ormai a pochi centimetri, sul quale ho rischiato di sfracellarmi.
La prostituta inizia ad inveire contro di me come se non esistesse un domani, esponendo prima il dito medio e poi invitandomi a baciarle il deretano e la zona erogena anteriore.
La osservo.
Si dimena e gracchia come una specie di gigantesca cornacchia.
Improvvisamente, un bolo rovente si attorciglia intorno all’esofago, mentre un inedito formicolio mi pizzica le labbra.
Sento gli occhi sgranarsi ed il respiro diventare affannoso.
Mi vengono in mente le gracchianti ed irridenti offese dei parenti invidiosi e parassitari di mia moglie, i quali sono soliti piantare le tende in casa nostra durante le feste, mangiando e bevendo ad ufo senza contribuire e, come se non bastasse, permettendosi di criticare la nostra cucina.
Il fastidioso ricordo di quelle risate irriverenti mi perfora il cervello come un martello pneumatico.
Osservo la tracotante prostituta che continua ad inveire contro di me in atteggiamento provocatorio.
Poi lo sguardo si appanna fino ad oscurarsi.
Accade tutto come in un sogno.
Il pedale dell’acceleratore piantato a manetta, l’auto che parte a razzo, le braccia della prostituta protese verso l’alto mentre viene travolta, il rimbalzo dell’auto mentre passa sopra la sua carcassa, il rumore della sua pelle che esplode, chiazze di viscere e sangue sparate come proiettili sui fusti degli alberi, sui vetri e sulla carrozzeria.
In un attimo mi rinvengo e realizzo.
Mi guardo intorno.
La strada è deserta.
Non ci sono telecamere.
Forse ce la posso fare.
Raggiungo l’autolavaggio più vicino.
Il caso vuole che quella sia una zona industriale poco frequentata nei giorni festivi o prefestivi come quello.
L’autolavaggio è deserto.
Posiziono l’ auto nello stallo dedicato al lavaggio automatico.
Aziono il programma di risciacquo.
L’acqua ed il sapone lavano via tutto.
Osservo il rigagnolo rossastro inabissarsi nelle feritoie di scolo fino a quando non diventa limpido.
Penso alla prostituta.
Cerco di tranquillizzarmi pensando che non sarà interesse di nessuno concedere cassa di risonanza all’accaduto; sarebbero troppe domande scomode senza risposta plausibile.
Perchè non le era stato vietato di sostare su una strada pubblica per adescare i clienti? Come è possibile che un pirata della strada possa investire impunito una persona e sparire?
Sono ancora assorto nei miei pensieri quando, improvvisamente, vedo penetrare nell’autolavaggio una volante delle forze dell’ordine.
Il sangue mi si gela nelle vene.
Mi urlo di mantenere la calma.
Ho la sensazione che non mi abbiano visto.
Mi imparento dietro una parete divisoria.
La volante penetra rapidamente in uno degli stalli dedicati al lavaggio manuale.
Sento le portiere aprirsi e richiudersi con un tonto sordo.
“Cazzo!” urla una voce chiaramente alterata.
“Stai calmo! Non ci ha visto nessuno!” risponde un’altra voce.
“Sto calmo?! Come hai fatto a non vedere il cadavere e passarci sopra?!”
“Forse perché qualcuno mi stava facendo vedere dei video porno?!”
“Non mi sembrava che ti facessero schifo”.
Comprendo che si stanno riferendo alla carcassa della prostituta.
“Nessuno ci ha visti gettarla nel fossato. Lì non ci sono telecamere”
Silenzio.
“Forse hai ragione” risponde quello più agitato in tono adesso più sereno.
“Sicuramente ho ragione. Faranno sparire i documenti, fingeranno di cercarla tra le persone scomparse, chiuderanno la bara e diranno che è stata sfregiata da qualche cliente psicopatico in modo da renderla irriconoscibile. Chi vuoi che pretenda di partecipare all’autopsia di una prostituta straniera?”
“Giusto” mormorò l’altro “Nessuno ha inoltre interesse che vengono poste troppe domande sul giro e su chi lo gestisce”
“Adesso si che ragioni. Forza, puliamo!”
“Già, come se fosse la prima volta”
Attimo di silenzio e poi risata congiunta.
Le portiere si aprono e si richiudono nuovamente.
La volante riparte.
Mi domando se è accaduto realmente.
Risalgo disorientato sulla mia automobile, mentre due auto penetrano adesso nell’autolavaggio.
Dopo un paio di giorni, in un trafiletto del quotidiano locale, compare l’articolo relativo al cadavere di una donna rinvenuta ai bordi di una strada della zona industriale, priva di documenti e sbranata dagli animali selvatici al punto da risultare irriconoscibile.
L’autore evidenzia come l’episodio riproponga il tema della aggressività degli animali selvatici della zona, con particolare riferimento ai foionchi presenti probabilmente in quantità, omettendo chirurgicamente riferimenti alla presenza di giri di prostituzione.
Nei giorni successivi un nuovo sintetico trafiletto chiude la questione, addebitando la morte della donna all’aggressione di uno o più animali selvatici, probabilmente i suddetti foionchi.
Ciò scatena le reazioni dei soliti animalisti.
Un’ ultima domanda mi sferza la mente, ovvero per quale motivo non ci fosse un magnaccio a sorvegliare la prostituta.
Difficile credere che fosse un’indipendente visto che uno dei due poliziotti aveva alluso ad un giro di cui la suddetta doveva essere parte e che nessuno aveva interesse potesse diventare oggetto di indagine.
Per un momento penso all prostituta, domandando quale tragica spirale possa averla condotta ad un simile epilogo.
Il telefono inizia a squillare.
È mia moglie.
Mi comunica che parteciperà alla manifestazione animalista per la tutela dei foionchi del pomeriggio.
Evito di commentare.
Il carrozzone è ripartito, inesorabile.
È andata così.
Si vede doveva andare così.
Ciao a tutti, mi chiamo Bastiano Rigozzo Nelcastro e sono un marito un padre ma anche un assassino occasionale, nonostante per la società odierna sia più rassicurante addebitare fatti cruenti a spaventose creature mitologiche piuttosto che ad un ordinario goffo e pingue piccolo borghese dal volto rubicondo ed il sorriso gioviale, così simile a larga parte dei vostri mariti.
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Un borghese piccolo piccolo o un assassino grande grande? Entrambe le cose, direi. La confessione finale farebbe pensare a un seguito: l’assassino occasionale non potrebbe giovarsi di altre occasioni?
Osservazione arguta.
Non è da escludersi 😉
Grazie per essere passata Francesca.
A presto.
Il racconto è coinvolgente. Paradossale la distrazione della pattuglia della polizia. Trovo la presentazione/confessione del protagonista agghiacciante, una vera chicca… potrei ispirarmici per qualche mio futuro racconto.
Bravo 🙂
Ciao
Felice che ti sia piaciuto.
Grazie di essere passato!
A presto
Questo racconto mi ha scioccato perché trasforma un uomo qualunque in un killer per un banale scatto d’ira. La parte peggiore è il finale: l’indifferenza di tutti trasforma un crimine in una barzelletta, dimostrando che il vero mostro non è una bestia selvatica, ma la normalità di chi ci circonda.
Buonasera Mariano,
hai centrato esattamente il senso, ovvero il rischio che ognuno di noi corre nel momento in cui viene ritenuto sacrificabile per interessi più consistenti
Letto molto volentieri. Racconto intriso di un cinismo che non risparmia nessuno e che fa pensare a quante realtà vengano manipolate, distorte ed usate a tornaconto. Spiace solo, oltre che per la disgraziatissima prostituta, per il foionco, povero animale, inesistente eppur colpevole. Sono sicuro, comunque, che avremo testimonianze del suo aggirarsi minaccioso nelle periferie. Bravo Gabriele.
Sono moltissimi i contesti, più o meno complessi, in cui un foionco da incolpare fa sempre comodo.
Grazie Giuseppe.
Un pungente resoconto di disordine morale (e dunque mentale). Nessuno si salva in questo universo di psicopatici, dove c’è chi vende il proprio corpo e chi decide se devi vivere o no, e perfino chi ti dovrebbe proteggere non è immune dalle zone d’ombra.
Si resta col sorriso storto e la domanda evergreen: perché leggere storie normali quando puoi avere caos, sangue e sarcasmo a volontà?
Ps. comunque la moglie stordita che va alla manifestazione animalista è il vero coup de théâtre.
La moglie stordita che si impegna in una donchisciottiana crociata per la tutela di un animale immaginario e non si rende conto, o forse preferisce non affrontare l’argomento per comodità, di essere sposata con tanto imprevedibile quanto pericoloso sociopatico.
Una piccola notazione; chi ha stabilito che siano le altre le storie “normali” e non viceversa?
Se invece le altre fossero eleganti fughe dialettiche da un reale troppo duro da rielaborare per il relativo autore?
Renzo che vuole sposare Lucia è una storia normale.
Renzo che viene rapito da due marziani e chiede telepaticamente a Manzoni di aiutarlo, già lo è meno (per lo meno per i canoni ufficiali).
Senza scomodare Freud e il concetto di sublimazione.
Ma tutto questo non interessa, narrativamente.
A noi interessa, da sempre, pro-vocare e mettere in crisi il concetto di normalità, quella borghese almeno. Che è l’unica che, ahinoi, conosciamo.
Il tutto senza mai prendere in considerazione che i nostri super Io potevano avere, nel loro interno, le medesime, ed anzi addirittura più roventi, contraddizioni.
Non lo sapremo mai. I nostri psicologi, come ben sai, si sono impiccati.
Legittimamente peraltro
Non so come commentare… non so se ridere o piangere. Rido…Bravo 👏🤣🤣
La schizofrenica risata ienica è la reazione più logica
Michela Murgia e molti altri scrittori, compreso Alessandro Baricco, hanno detto che i romanzi, anche i piú fantasiosi, in un certo senso, sono autobiografici, pur essendo inventati. Dobbiamo iniziare a preoccuparci per te? Credo di no, anche perché, gli stessi autori, sostengono che nonostante i personaggi di un libro siano ispirati dalla nostra vita reale, non rispecchiano mai, fedelmente, la realtà.
Buonasera Maria Luisa, credo che eventuali quesiti sulla mia stabilità psichiatrica siano ampiamente superati dalla sola foto nel profilo;)
In realtà, la scelta dell’io narrante è finalizzata a cercare di ripercorrere i possibili percorsi mentali di un soggetto nel compimento di atti atroci o morbosi, ovviamente mai accaduti e di pura fantasia.
Un abbraccio
Fantasia galoppante che emerge dalle ombre insite in ciascuno di noi, potrebbe dire Jung.
Un abbraccio.
La detonazione emotiva di ciò che può emergere dall’abisso della psiche mi ha sempre affascinato
Però, se invece che un disturbato, fossi una sorta di inconsapevole cassa di risonanza di dinamiche non così lontane dal reale?
Egregio Sig. Bastiano Rigozzo Nelcastro, grazie per la dettagliata confessione. La voglia irrefrenabile di raccontare la sua esperienza delittuosa su questo sito di scrittori l’ha tradita. Complimenti per il libriCK. Una Gazzella dei Carabinieri l’attende davanti al portone di casa sua per accompagnarla in Caserma, sono certo che non opporrà resistenza, lei è un assassino perbene. Continui a scrivere le sue storie, il tempo non le mancherà. Maresciallo Gargiulo, un suo nuovo follower.
Egregio Maresciallo Gargiulo,
Lei descrive un quadro addirittura idilliaco.
Anche se si tratta di un racconto di fantasia, accetto la Sua proposta di avere tempo libero da dedicare alle mie passioni.
Temo, tuttavia, che anche la suddetta sia irrealizzabile in concreto.
Una storia cruda e incredibilmente realistica.
Complimenti 👏🏼👏🏼👏🏼👏🏼
Grazie Corrado!
Sono contento che ti sia piaciuto
☺️
Il racconto non fa una piega. Quando ci sono diversi interessi, soprattutto di categorie intoccabili, tutto diventa plausibile: è già tanto che non si sia detto che la malcapitata si è suicidata. Grazie per la lettura, Gabriele.
Le invisibili trame per della manipolazione. Grazie per essere passata Concetta