I sette nanetti

Serie: Le Alfabeto-Avventure di Dorina

C’erano una volta sette nanetti. Ti sembra di conoscerli? Beh, caro piccolo lettore, ti anticipo subito che non ti sto raccontando di quei sette nanetti che incontrarono la bellissima ragazza dalla pelle candida come la neve. A me piacciono i personaggi meno noti, quelli che per diventare degli eroi non devono essere per forza famosi. Io che ti scrivo non sono famosa e tu che leggi non sei probabilmente famoso. Ma siamo comunque preziosi io e te! Tu sicuramente sei super prezioso perché credi nei tuoi sogni. E continua a farlo! Ma ora ecco che riprendo la mia storia per te: c’erano una volta sette nanetti. Vivevano in una radura incantata dove tutto era bellissimo: un fiume limpido, fiorellini colorati ovunque, scoiattolini che saltellavano felici di qua e di là. Tutto bello come in un sogno! E poi c’erano loro: sette piccoli nani che regalavano sorrisi! Non avevano molto da donare se non questo: la gioia di un luminoso sorriso per chiunque passasse a trovarli. Tutti gli abitanti del paese li conoscevano e ogni giorno non mancava chi portava nella radura incantata cibo e beni necessari per sostenere quei sette piccoli amici. Ma un brutto giorno successe che un temporale fece straripare il fiume. L’acqua impetuosa distrusse le casette dei nanetti e tutt’intorno rimase ben poco della bellezza di prima. La radura incantata perse il suo fascino e nessuno più iniziò ad andarvi per portare il cibo necessario ai nanetti. Forse gli abitanti del paese erano stati attratti, fino a quel momento, maggiormente dalla bellezza del posto, e non dai radiosi sorrisi dei piccoli amici. Ma pazienza! I nanetti non conoscevano rancore o rabbia. Dispensare ancora sorrisi sarebbe stata maggiormente una missione da quel momento in poi! Occorreva fare sette fagotti, mettersi tutti in fila e partire per sempre da quel luogo che una volta era incantato. Per loro non era facile viaggiare: non conoscevano nulla del mondo. Accadde che, mentre attraversavano il bosco per raggiungere il paese, incontrarono due uomini brutti per davvero. E anche molto sporchi! Secondo te erano anche cattivi? No. Non lo erano. A essere brutti sì che lo erano. Ma non per questo dovevano per forza essere spietati e malvagi. Il primo nanetto della fila li salutò: “Buongiorno signori! Ci indicate la strada per il paese?” E uno dei due uomini rispose: “Ehi! Non avete paura di noi? Come osate avvicinarvi ai due temibili mostri del bosco?” E il secondo nanetto: “Mostri del bosco? Mostri? Ma lo sapete che se andate a lavarvi nel fiume perderete di colpo la vostra bruttezza? Siete sporchi da far paura! Via! Di corsa a fare un bagnetto!”

I due uomini rimasero a bocca aperta. Nessuno! Nessuno mai aveva scoperto che effettivamente loro non erano cattivi! Loro due non avevano mai fatto male nemmeno ad una formica. Ma, a furia di veder scappare da loro tutte le persone che incontravano, avevano deciso di vestire i panni di due mostri. Il terzo nanetto della fila disse: “Sappiamo che forse nel mondo ci sono persone di cui è bene non fidarsi ma io ho intuito. Non ci vedo da entrambi gli occhi ma intuisco che non siete cattivi.”

I due uomini osservarono con attenzione quel nanetto: effettivamente non vedeva nulla. I suoi occhi erano persi nel vuoto. Uno dei due disse: “Ma… ma tu non ci vedi proprio? Proprio niente niente?”

E il nanetto: “Dilla pure la parola! Mica mi offendo sai? Cieco. Sì! Sono cieco. Ma me la cavo alla grande in ogni situazione perché ci sono sempre i miei amici ad aiutarmi e poi ho un intuito super sviluppato!”

Intervenne quindi il quarto nanetto: “Beh, cari signori, se guardate me non credete mica che mi offendo se mi dite che sono zoppo. D’altronde lo sono. Ma non mi arrendo. Se cado i miei amici mi rialzano. Nessun problema. Però ora vi prego brutti mostri, che mostri non siete: il fiume è da quella parte: non vi si può proprio più stare vicino. Non emanate per nulla un buon profumino!”

Uno dei due uomini guardò tutti i nanetti uno ad uno e stava per dire qualcosa ma, subito, il quinto nanetto della fila intervenne: “So già cosa vorresti chiederci. Se vuoi sapere se ognuno di noi ha un difetto fisico, ti rispondo negativamente: io non ho nessun difetto alle mie gambe, ai miei occhi o chissà dove. Però posso dirti con certezza che ho un difetto e pure bello grosso: sono molto pauroso. Verso sera anche la mia ombra che mi segue mi fa paura. Ma per fortuna il nanetto cieco mi rassicura sempre. Lui avverte se effettivamente c’è un pericolo nelle nostre vicinanze. Capite dunque cari amici maleodoranti? Ognuno di noi può avere un problema, un difetto: l’importante però è compensarlo con quanto di positivo possiamo offrire. Io ad esempio chissà quante volte devo rialzare da terra nanetto zoppetto. E non c’è davvero nulla di male. Ogni gesto che compiamo lo facciamo sempre con il sorriso. Il sorriso sincero dona dignità e bellezza, sapete? Anche se, in verità, voi due per quanto possiate sorridere, sempre brutti rimanete se non decidete di lavarvi a fondo!”

E a questa battuta i sette nanetti risero allegramente. Il sesto nanetto della fila decise che era il momento di rimettersi in cammino. Così salutò, a nome di tutti i compagni, i due signori: “Ora dobbiamo andare. Mi raccomando: il fiume è da quella parte. Dovete solo tuffarvi dentro e strofinarvi per bene. E ora vi salutiamo così!”

E, ad un cenno del capo del sesto nanetto, il settimo nanetto della fila si schiarì la voce e recitò:

“Siamo sette nanetti. Tutti carini ma non siamo perfetti. Una cosa dovete ricordare: nella vita non si deve mai mollare! Se un sorriso donerete tutto sarà possibile e ve ne accorgerete! Una mano offerta tirerà su. Una mano accolta non ti lascerà più!”

E con questa filastrocca, regola d’oro di enorme importanza, i sette nanetti ripresero il cammino diretti in quel paese che li aveva dimenticati. Avevano una missione: portare agli abitanti il loro sorriso. Dovevano ricordare a tutti che, proprio quando costa fatica aiutare qualcuno, è allora che con la forza di un sorriso arrivano i doni più belli. Tra una mano offerta e una mano donata!

Serie: Le Alfabeto-Avventure di Dorina
  • Episodio 1: A come Albero
  • Episodio 2: B Come Bottone
  • Episodio 3: Dorina e la zucca di Cenerentola 
  • Episodio 4: I sette nanetti
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    Commenti

      1. Costanza Cerrotta Post author

        😊 questa favola è particolare perché l’ho scritta rispondendo ad una domanda : cosa é un dono per te?