Idropittura

Serie: Wiccats.


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Un catalizzatore vivente è in grado di convogliare l'energia necessaria ad attivare gli incantesimi. I migliori catalizzatori sono i gatti e le volpi, ma anche i lemuri possiedono questo dono.

Davide non si rendeva realmente conto di cosa era appena successo: un libro gigantesco, pieno di simboli sconosciuti, grande quanto un armadio, era stato forzato all’interno di quel piccolo corpo da giocattolo dalla dubbia qualità costruttiva.

– Non avrebbe dovuto funzionare così! – Lilith stava ancora scavando un solco sul pavimento in legno, camminando avanti e indietro e sventolando la sua coda carica di tutto il nervosismo per un evento apparentemente molto grave.

– Lilly, dimmi cosa posso fare! Posso vomitarlo come hai fatto tu? – Davide si immaginava sulla tazza del water nella classica posa da rigetto, mentre veniva fatto a brandelli da uno dei libri più grandi del mondo.

– Non capisci! Quando usavo l’incantesimo di assimilazione su oggetti che non potevo ingerire, questi non sparivano, ma dopo avevo coscienza della loro composizione. Una pietra, ad esempio, sapevo che era composta da quarzo, biotite e così via. Pensavo accadesse la stessa cosa con il Libro. –

Il ronzio del motorino elettrico interno di Davide cominciava a darle sui nervi.

– Non mi sento neanche pieno! –
Il robottino tentava di alleggerire la tensione.

– Non hai più uno stomaco! Non avrai mai più fame! Lo hai capito questo no? – Lilith sbottò presa dallo sconforto più nero per aver perso l’unico libro in grado di salvarla.

– Scusami Lilly. Non ti arrabbiare, mi conosci… non mi piacciono i musi lunghi e faccio lo stupido per sdrammatizzare. – Davide chiuse gli occhi o meglio, spense il LED, dispiaciuto per il malumore della sua amica, provando a farsi venire una qualsiasi idea in grado di aiutarla.
Uno scintillio di stelline fluttuanti, come quando ci si alza all’improvviso… e nella testa del robot apparve una forma sfocata simile al libro scomparso. Riaprì gli occhi guardandosi attorno. Una codata lo colpì sul fianco: Lilith stava borbottando qualcosa rivolta a se stessa.
L’occhio luminoso si spense nuovamente. Il Libro riapparve, questa volta era a fuoco e i caratteri incisi in rilievo sul sigillo erano comprensibili: “Dividi la tua anima e legala. Solo così potrai passare.”

– Lilly! – Il robot chiamò la gattina, che continuava la sua personalissima conversazione.

– LILLY! – Alzò la voce quel tanto da farsi sentire da tutti.

– Non ho risposte! VA BENE? NON NE HO! – La gatta grigia era in piena crisi di nervi.

– Se chiudo gli occhi mi appare il libro! Il tuo libro di magia! Sta lì davanti a me e sul sigillo c’è scritto di dividere la mia anima e legarla! – Davide stava cercando di osservare meglio le rifiniture, la pelle o meglio, il cuoio utilizzato era un pregiato marocchino: pelle di capra a grani, conciata e colorata con sostanze vegetali, percepiva la presenza di legno di quercia all’interno dei piatti e dell’ottone sotto forma di borchie che impreziosivano ulteriormente quell’enorme tomo.

– Che diavolo stai dicendo? Stai facendo lo stupido o cosa? – Lilith iniziò a respirare rumorosamente.

– È di cuoio la copertina, un cuoio da ricchi, colorato con il guado, che non ho idea di cosa sia, ma è di un bel blu. Il sigillo è di ottone e bronzo e le lettere incise fanno da serratura… Basta far combaciare la parola anima con l’essenza vera e propria di chi intende leggere il Libro. – Davide riaccese l’occhio sano.

– Lo stai guardando davvero! – Lilith aveva gli occhi lucidi.

– Leggi… leggi la prima pagina, ti prego! – La voce della gatta grigia sembrava sforzarsi malamente nel tentativo di non rivelare l’estrema gioia e il sollievo.

Mizu e Kira si stavano avvicinando titubanti: non avevano mai visto la loro amica tanto coinvolta.

– Non so come fare! Riesco a guardarlo, a girarci attorno, ma non so come aprirlo. – Davide aveva ancora l’occhio spento.

– Il sigillo è aperto o chiuso? – Lilly si sedette accanto al robot rotto.

– Che stanno facendo? – Sussurrò Mizu a Kira.

– Mi pare di aver capito che Davide si sia mangiato quel coso gigante e che ora devono farlo uscire… – Anche Kira sussurrava onde evitare di disturbare.

– Allora mi sa che bisognerà aspettare domani, ma ho paura che avrà tutt’altra forma! – Rise piano il gattino nero.

– Il sigillo è diviso in quattro! Vuol dire che è aperto? No? Ma non so… – Davide robot cercava un modo per aprire quel volume tanto pregiato.

– Pensa di sfogliarlo, pensa al libro come a qualcosa che riesce a capirti, chiedigli di farsi leggere. – Lilith aveva ritrovato sicurezza nella voce e persino un pizzico di entusiasmo.

– Compendio dell’Arte Arcana! C’è scritto questo nell’occhiello! – Davide stava notando la qualità della pergamena e la bellezza dei caratteri finalmente chiari.

– Sîn-lēqi-unninni… È l’autore? Sul frontespizio ci sono dei nomi? Assu… Assurbanipal! E poi un luogo? Ninuwa. Non è che sono evocazioni per i demoni? No? – Davide era affascinato e intimorito.

– Lo stregone della Luna! La casa della dea Ishtar! – Lilly pareva assaporare quei nomi colmi di antichi e preziosi ricordi.

Davide riaccese il suo unico occhio.

– Lilly! Ma tu prima hai parlato della tua ex padrona… Ma io ricordo di averti vista nascere, tre anni fa, e che la signora anziana del piano di sotto mi avesse chiesto di allevarti prima di andar via! – Il robot si girò verso Lilith.
– Ti ho tenuta in mano che eri piccolissima! –

La gatta chiuse gli occhi e sospirò. – È tutta colpa mia. Ti chiedo di perdonarmi per non averti detto tutto, ma non era necessario! Ho qualche annetto in più di quelli che credi… I tuoi ricordi sono stati, come posso dire? Cambiati! Modificati in modo tale che tu credessi di avermi cresciuta. Ma se ci pensi bene, non hai traccia di me in fase di sviluppo! Da piccolissima ad adulta! Le parti in mezzo ti mancano. –

Il motorino interno di Davide girava vorticosamente ed il ronzio si era fatto acuto.

– Oh-oh! Nuova crisi di nervi in arrivo! – Mizu si rivolse con un filo di voce a Kira. Intanto Snupy e Thanos erano scesi a terra e anche loro si erano posizionati al fianco del micetto nero e della gatta con la voce di Lamù, intuendo la gravità del momento.

– Avresti… Avreste potuto dirmelo! Non credo avrebbe fatto differenza! – L’automa rotto non nascondeva la delusione per un sotterfugio inutile.

– Ti avrebbero ricoverato in una clinica per disturbi mentali! Immagina se ti avessi parlato all’epoca! – Sembrava divertita la gatta certosino.

– Sì, effettivamente mi sarei messo a urlare in preda al panico… – Davide si vedeva mentre cercava di convincere i suoi amici che aveva dei gatti parlanti per poi venire trascinato di peso dentro un’ambulanza.

– Guarda il Libro! Cerca gli incantesimi di riparazione! Vediamo di risolvere una cosa alla volta! – Lilith era risoluta e decisa.

– Waoh! Si è aperto al centro e le lettere sono scritte con un colore diverso! Verde! – Davide era entusiasta.

– Sortilegio di riparazione per utensili danneggiati o rovinati! È questo? – Il robottino ronzava come se stesse facendo delle flessioni mentali complicate.

– Puoi leggere cosa dice? – Lilly aveva un tono stranamente cortese e rispettoso.

– Ogni oggetto, strumento, utensile o meccanismo danneggiato o spezzato sottoposto a questo prodigio, verrà riportato alle sue condizioni di partenza. Usate un catalizzatore vivente per la giusta quantità di vigore da estrarre al momento dell’esecuzione… – Davide lesse quelle parole con una certa perplessità.

– Ora la pagina è diventata vuota… No! Si stanno formando delle linee… Ah! È uno di quei cerchi strani che hai disegnato tu! Datemi un pennarello e un foglio! – Kira arrivò prontamente armata di pennarello e di post-it arancioni fluo in bocca.

Davide senza riaccendere il LED allungò la mano aspettandosi che qualcuno infilasse il pennarello tra le tre dita.

– Tre lineette, tre cerchietti, una specie di triangolo tagliato a metà e tutto racchiuso in un vaso capovolto. – L’automa riaccese l’occhio e guardò cosa avesse segnato sul… pavimento.

– Nessuno ha messo un fogliettino sotto? – Disse il robottino un po’ contrariato.

– Non mhi hai dhato il themfo! – Kira aveva il blocchetto in bocca.

– Proviamo a vedere se funziona! Così il prossimo lo potrai disegnare con sicurezza. – Lilith si mise accanto a Davide poggiandosi col dorso sul fianco.

– Che devo fare? – il robot si girò verso la sua Lilly.

– Adesso richiamerò l’energia necessaria a far scattare l’incantesimo e tu la indirizzerai verso il disegno. – La gatta sembrò irrigidirsi leggermente, poi i suoi occhi si illuminarono di una calda luce dorata.

Davide avvertì una strana sensazione come se avesse toccato un filo scoperto e una corrente non dolorosa stesse attraversando il fianco propagandosi lungo l’unico braccio sano, percepiva addirittura un sapore di terra e erba appena tagliata.

Una luce accecante esplose dal piccolo disegno sul pavimento illuminando ogni cosa. Quel chiarore da torre faro in un impianto sportivo durò tre o quattro secondi, poi tutto tornò ad una parziale semioscurità da lampadario fornito di luce a bassa potenza.

L’intera stanza sembrava nuova, appena costruita ed arredata, persino le pareti apparivano come se l’idropittura si fosse asciugata cinque minuti prima. Quadri e poster erano poggiati in terra, integri e lucidissimi.

Serie: Wiccats.


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Discussioni

  1. Ciò che ho preferito in assoluto di questo episodio sono le descrizioni: dettagliate il giusto da far apparire anche al lettore il libro degli incantesimi davanti agli occhi, ma non troppo pesanti da annoiare.
    E, ammettiamolo… chi non vorrebbe rimettere in ordine casa disegnando semplicemente un simbolo sul pavimento? 😹

    1. Scherzi? Mi aprirei immediatamente un centro riparazioni! Aggiusterei i due computer che i miei gatti hanno distrutto e la casa sarebbe perennemente nuova! Cazzo! Voglio studiare il cuneiforme, non si sa mai scoprono davvero delle tavolette d’argilla con incisi gli incantesimi di Sîn-lēqi-unninni!
      Mary, grazie infinite! Ho sempre il terrore di perdermi nella descrizione delle mie fantasie malate su libri e incantesimi… Ti voglio bene! ♥

  2. Un capitolo molto veloce, come evidenziato da Cristiana, ma molto importante ai fini della storia, che si conferma sempre incredibilmente coinvolgente e ai confini della realtà! 😁👍

    1. Taci che ogni volta è la stessa storia! Dai faccio una robetta auto conclusiva di tre episodi… buffa, veloce e anche romantica!
      E mi ritrovo invischiato con Sîn-lēqi-unninni, magie del III millennio A.C. e golem servizievoli.
      Grazie mille Giuseppe!

  3. È un episodio velocissimo in cui dialoghi frenetici si alternano ad un’azione continua e a colpi di scena. Scritto davvero bene e soprattutto è curioso quello che stai immaginando. Hai una grandissima fantasia. Sempre bravo ☺️

    1. Ma grazie Cristiana! ♥ Come ho già detto in uno dei commenti, la storia era partita come qualcosa di molto semplice: Davide che cerca di barcamenarsi tra gatti, storie d’amore impossibili, e carenza di soldi… Poi una sera mentre pulivo davvero le mille lettiere dei miei gatti, mi è saltato un embolo perché pulivo e non facevo in tempo a girarmi che trovavo sporco, pulivo e arrivava un micetto tutto allegro a scavare nuovamente. Ho immaginato un infarto secco, nel caso di Davide, causato da una overdose di caffeina e di bevande energetiche varie e dallo stress per l’appuntamento con la ragazza dei suoi sogni e da quel momento è entrata in gioco tutta la parte Wicca: stregonerie e magie risalenti ad un lontano passato e custodite in pochissimi libri ricopiati da un originale perduto nel tempo… Parliamo del III millennio A.C. e dell’impero di Akkad. Ma dimmi te se mi devo perdere ogni volta in cose assurde!

  4. Ciao Emy, avrei bisogno di un favore; siccome, con questo caldo, ho la pressione bassa e poca energia, potresti chiedere a Lilith se può fare un salto magico per arrivare qui da me e aggiustare un po’ di cose rotte? Tipo le scatole, per tutte le volte che qualcuno/a se ne va in vacanza a luglio, poi ad agosto e poi, sicuramente, anche qualche fine settimana di settembre, lasciando a me l’onere di dover gestire una mole di problemi alta come le dune di Piscinas. Meno male che leggendo questo tuo racconto ho avuto anch’io una piccola evasione, un momento di relax. Breve ma piacevole.
    Grazie.

    1. Emme! Ma io verrei armato di qualunque gatto in grado di fare da factotum e da catalizzatore di incantesimi di qualunque genere e natura! Altro che Lilith! Ti dovrei mandare il mio gatto anziano! Che si chiama davvero Mizu! 😀 Ma anche Tonzula dovrebbe fare al caso tuo…
      Sono davvero felice che le mie stupidate riescano ad alleviare anche per poco queste giornate così terribilmente afose. ♥ Grazie a te per il tuo tempo! ♥

  5. fantastico il finale…per un attimo ho pensato: si potrebbe brevettare questo modo fatato di usare l’idropittura! dai dai che ci arricchiamo 😉

    1. Io aprirei subito un centro assistenza per qualunque cosa. “I vostri prodotti difettosi torneranno come nuovi!”… Soldi a palate! Mi sa che dovrei assumere anche un commercialista, per tutte le robe burocratiche.. Ma t’immagini? Tutto ritornerebbe nuovo di zecca!

  6. “– Non ho risposte! VA BENE? NON NE HO! – La gatta grigia era in piena crisi di nervi.”
    adoro le adorabili crisi di questa micetta😂

  7. L’ho sempre detto che è tutta questione di energia. Con egregia a sufficienza potremmo salvare il mondo… Ma dove trovare tutta questa energia? Ci la troverà, sarà la persona più potente dell’universo.
    Sempre più intrigante, questo racconto! Vai, vai, vai!

    1. Grazie Gianca! Ormai mi sono preso la confidenza di abbreviarti il nome! Nel senso che nella mia testa ti ho sempre chiamato Gianca, ma mi sembrava poco rispettoso! Spero non ti dia troppo fastidio!
      Beh, ho cercato una motivazione per gli animali da compagnia che di solito hanno maghi e streghe. In Harry Potter servono come postini, nel mio mondo hanno la funzione di incanalare la magia per rendere efficaci gli incantesimi… Mi ero fatto anche una specie di elenco degli animali in grado di assorbire l’energia dal terreno e donarla al proprio padrone, divisa per razze in base alla potenza, ma forse è un po’ un’esagerazione… 😀
      Grazie mille Gianca! Sempre, per tutto!

      1. Non si connette tu sia riuscito a leggere il mio commento, che ho scritto con gli occhiali sbagliati ed il sole sullo schermo dello smartphone. Il correttore Android ha ricombinato le mie parole un po’ per i fatti suoi, così “energia” è diventato “egregia” e “chi” è diventato “ci”. Comunque ci sei riuscito e ne sono felice.
        Tranqui con gli abbrevia, ho un figlio di sedici anni… Ci sono abituato! 😉

        1. Ammettilo che mi voi confondere! Ed io a cercare messaggi nascosti criptati nei tuoi commenti in modo che io possa rivelare il tuo piano segreto di conquista del mondo! 😀
          Tranquillo, che io sono combinato peggio! Il mio cellulare ha il carattere grande quanto l’intero schermo! Così sono sicuro di non capire una minchia di quello che scrivo… 😀