II. – Space Pirates

Serie: Invicta


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Odd trova passaggio su una nave pirata.

<<Ti do il benvenuto a bordo della Sunset Rider, Odd!>> la voce tonante del capitano aveva fatto cadere dall’amaca un tizio mingherlino e fin troppo alto, in canottiera, con la faccia da topo e i sandali ai piedi.

<<Lui è Spatola, il cuoco della nave. La Provvidenza ha voluto che c’incontrassimo prima che i pigmei di Marte gli staccassero la testa.

Lunga storia, pessimi pasti.>> gli rideva dietro il Capitano, mentre in sottofondo l’altro gli rivolgeva fraternamente i peggio insulti.

Dal fondo rumoreggiante, scalcagnava su dalla Sala Macchine, avvoltolato dal terribile odore di un tabacco aspro e pungente, un gigante colle braghe corte, in camicia a fiori viola e i led accesi sul cappello.

<<Ti presento poi il nostro Ingegnere: il signor Paracelso. L’unico che sa come prendere a sberle i motori e le incombenze meccaniche della nostra bagnarola>> lo indicava il Capitano, afferrando la birra che quello gli aveva lanciato dall’altra parte del ponte.

<<Un Ignegnere!>> esclamò Odd. 

<<Come ha fatto ad imparare tutto quello che sa?!>>.


A Paracelso brillarono gli occhi dietro la grossa fiamma di un attrezzo mentre s’accendeva il sigaro:<<Ho studiato la mia arte pensando che non ci fosse più un solo uomo capace d’insegnarmela.>>.

<<Fa sempre così.>> gli sussurrò allora il Capitano in un orecchio. <<Quando arriva una certa ora è cotto>>.

E per soffocare la risata, Odd si guardava intorno: s’era così accorto che alla plancia, fra un milione di carte, stava mezzo sepolto un altro membro della ciurma; s’intravedeva il pizzetto che farneticava sottovoce le coordinate di qualche spazioporto, con gli occhi che schizzavano da una parte all’altra tra l’appunto pigliato a matita e il segno tenuto coll’indice sulla mappa.

<<Quello è il più pericoloso di tutti -e che te lo dico a fare?>> sgomitava il Capitano al ragazzino.

<<In realtà è un cecchino dalla mira infallibile con la passione per la cartografia, o come accidenti si chiama: Chesterton riesce a centrarti in mezzo agli occhi da qui fino alla luna, ma le rotte che traccia ti portano a destinazione solo dopo aver girato fra bar su asteroidi, fight club e casinò orbitanti.>>

<<Come va?>> agitava la mano quello uscendo dal muro di carte per raggiungere gli altri e conoscere l’ospite.

<<Dicci Odd, quanti anni hai?>> gli aveva allora chiesto il Capitano.

<<In realtà, io… Non lo so con certezza.>> aveva risposto lui, nello stupore generale.

<<Bella questa! Ce la devi proprio spiegare!>>.

<<Non saprei proprio: ricordo ricordi di una vita completamente diversa da quella che ho vissuto fino a mo’…>> aveva preso a raccontare il ragazzo.

<<Di una vita ch’era prima di questa; in un’altra epoca, quando ancora i palazzi erano in piedi e non c’erano che i prodromi della fine del mondo. E c’era lei…

Lei che è ancora viva, e con la quale ci siamo promessi di ritrovarci ancora.>>.

Continua...

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