Il barone Von Cruiff al matrimonio del Licantropo (Parte 3 di 3)

Serie: Il barone Von Cruiff


Passò qualche giorno e col tempo la rabbia degli invitati si placò, così il barone e il ragno col favore delle tenebre poterono uscire dal loro nascondiglio stando sempre attenti a non incontrare la sposa che era ancora agguerritissima e in cerca di vendetta.

Un po’ a fatica i due tornarono al castello e una volta lì il ragno fece distendere il suo padrone nella bara e, dopo avergli servito un ottimo bicchiere di sangue, il barone poté tornare alla sua forma normale per poi cercare di addormentarsi, ma, proprio quando stava per chiudere gli occhi, si sentì un forte boato.

«Sono venuti a prendermi!» urlò Van, scattando in piedi.

«Ma no signore, è solo caduto il barile del sangue, vuoto.» Lo rassicurò il servitore consapevole che, se il suo padrone era così agitato, ne aveva motivo.

«Ne sei certo?»

«Ma sì, padrone, adesso si addormenti!»

«E va bene, farò come mi dici, ma tu tieni gli occhi bene aperti. Non mi fido della moglie di Larry…»

«Futura moglie vorrà dire!» lo interruppe lui.

«Non lo so se è moglie o meno, comunque non mi fido di quella lì. Hai notato i suoi occhi iniettati di sangue, mentre ci rincorreva con quella spada pronta ad affettarci in più parti?» disse Van, che al solo pensarci rabbrividiva.

«Tecnicamente la sposa voleva affettare lei, non me», rispose il ragno, sorridendogli.

«Ti sembra questo il momento di scherzare?» e guardandolo male, «Quella è una pazza. Non voglio più avere niente a che fare con lei.»

«Sarà meglio per lei!» continuava a sbeffeggiarlo il servitore.

«La smetti di fare lo spiritoso? Con queste battute non fai ridere nessuno, anzi mi fai solo irritare di più.»

«Ma signore, io non voglio farla alterare, cerco solo di sdrammatizzare un po’ le cose. Capisco che è stato un brutto momento, ma ormai è finito tutto. Ora sta nel suo castello, nella sua camera, accovacciato nella sua comoda bara e non le resta altro da fare che addormentarsi per recuperare le forze.»

«Hai ragione, ma quell’incubo mi perseguita», e sistemandosi nella bara, «quando credi che potrò uscire di nuovo senza rischiare la vita?»

«E’ difficile da dire», rispose sghignazzando, «la sposa non dimenticherà tanto facilmente quello che ha fatto al suo matrimonio.»

«La smetti di ridere come un ebete?» urlò Van, infastidito da questa continua e reiterata presa in giro.

«Signore, ma non sto ridendo!» rispose lui, mentre si mordeva la lingua per cercare di smetterla, ma con scarsi risultati.

Il barone si alzò dalla bara e sferrandogli un ceffone lo catapultò in faccia al muro. Cadendo il ragno andò a sbattere in un’armatura, la cui accetta si conficcò nella bara e per poco non tagliò un piede al povero barone. Van, accorgendosi che poteva essere colpito dalla lama, tirò via il piede e nell’alzarsi scivolò sbattendo con il mento a terra e morsicandosi la lingua.

Il ragno ancora stordito e barcollante si avvicinò al barone e, afferrandolo per la manica del braccio destro, attirò la sua attenzione. A quel punto i due si guardarono per qualche secondo fino a quando non scoppiarono a ridere e si abbracciarono come vecchi amici.

Alla fine Van si alzò da terra e, dopo essersi asciugato le lacrime per aver tanto riso, oltre a quelle sgorgate per il forte dolore provato, si diede una sistemata, mentre il suo fedele servitore e gli altri servitori che avevano l’onore di lavorare per il barone sollevarono l’armatura e tirarono fuori l’accetta conficcata nella bara. Il barone così si poté accomodare nuovamente al suo posto e, stando molto attendo a chiudere il coperchio senza chiudersi le dita dentro, andò a dormire. Poi tornò sui suoi passi e, sollevando il coperchio, guardò negli occhi il suo fedele servitore e gli sorrise.

«Buongiorno!» gli disse il ragno sorridendogli a sua volta.

«Buongiorno!» rispose lui e, chiudendo il coperchio, finalmente si addormentò.

(FINE)

Serie: Il barone Von Cruiff


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Discussioni

  1. Ciao Antonio, bello iniziare la gionata con un sorriso. Alla fine la promessa sposa non ha affondato le zanne sul povero Barone 🙂
    Il ragno è una degna spalla per Van, conosceremo mai il suo nome? Domani avrò il piacere di incontrare il Faraone, sono proprio curiosa di fare la sua conoscenza.

    1. In verità il nome del ragno non viene rivelato solo perché il barone, dall’alto del suo blasone, non si è mai preoccupato di chiedergli come si chiamasse; però, non escludo che in un eventuale prossimo episodio possa essere rivelato.

    2. Ciao Micol,
      Ti rispondo subito, dicendoti: In verità il nome del ragno non viene rivelato solo perché il barone, dall’alto del suo blasone, non si è mai preoccupato di chiedergli come si chiamasse; però, non escludo che in un eventuale prossimo episodio possa essere rivelato.

  2. Ciao Antonino,
    Sono felice che tu abbia apprezzato le disavventure del Barone e, soprattutto, abbia recepito in pieno il messaggio che volevo trasmettere al lettore. Un messaggio di semplicità e spensieratezza per distogliere lo sguardo da una realtà, a volte, pesante e problematica.

  3. Ciao Antonio, quello che ho apprezzato e senz’altro la grande amicizia che c’è tra il Barone e il ragno, mostrando come non sia un semplice servo, ma probabilmente il suo più caro e fedele amico, nonostante le reciproche baruffe e sfottò. È un po’ come nella realtà, tra amici, ci si prende in giro, anche se non si rischia la perdita del piede come accade a Van! Mi manca il compleanno a questo punto, chissà quante risate farò! Grazie per i tuoi libriCk, semplici ma spassosi, che rinfrescano la mente e la giornata!