Il Bosco delle tenebre

Serie: LA PRESA


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Jennifer e Jack attraversano la foresta della nebbia, ora, tocca al bosco delle tenebre...

La ragazza allungò la mano alla ricerca di quella del ragazzo e dopo averla trovata la stritolò.

Lui ricambiò, dopo un sospiro profondo s’incamminarono all’interno del tetro sentiero.

Il paesaggio sembrava vittima di un sortilegio: il pavimento di foglie dorate era sparito, nessun uccello cinguettava più ed il silenzio regnava imperterrito.

Nella mente dei due, l’autunno era solo un vago ricordo, infatti l’inverno era ormai alle porte.

Ora quel bizzarro e spaventoso nome aveva un senso: “Il Bosco delle tenebre“.

“Cos’è stato?!” Esclamò lei dopo aver sentito un rumore.

“Che vuoi che sia! Sarà stato il fruscio di una foglia.”

“Scusa vedi per caso qualche foglia?” Ribatté seccata lei.

“Effettivamente…”

“E quello?! L’hai sentito anche tu vero?”

“Oh, basta, Jen! Stai cominciando a diventare paranoica, sai?”

“Non è vero!”

“Sì, come no!”

Jennifer camminava ancora a fatica, tuttavia era riuscita a separarsi dal braccio di Jack.

Alzò lo sguardo e rabbrividì: era rimasta indietro.

Sentì un rumore simile a quello di un ramo spezzato e successivamente una sorta di ringhio,

si voltò di scatto e li vide.

 Tre minacciose belve metalliche la stavano fissando:  assomigliavano moltissimo a dei lupi, solo che erano fatti di un altro materiale, ferro, forse.

Al posto degli occhi avevano due grosse sfere rosse che si muovevano caoticamente, quasi stessero cercando di codificarla. I denti erano affilati come rasoi, stessa cosa per gli artigli.

Jennifer indietreggiò lentamente.

“Jack, Jack!” Urlò, anche se lui era distante qualche metro da lei.

Finalmente lui rispose: “Che c’è?

Robolupi!”

“Oh, cavolo!” Esclamò lui.

Le belve avanzavano.

“Fa qualcosa!”

“Sì, ma, che cosa?!”

Erano sempre più vicine a lei.

“Non lo so! Fai qualcosa! Sbrigati!”

Quando Jennifer li aveva ormai alle costole e uno dei tre stava per attaccarla, uno spruzzo d’acqua bagnò i loro argentei corpi. I tre, girandosi, videro il ragazzo che impugnava una pistola ad acqua con fare valoroso: “Ehi! Venite qui, ammasso di ferraglie che non siete altro! Sempre se avete il coraggio!”

Jennifer tirò un sospiro di sollievo, ma ci volle poco prima che la pistola si scaricasse del tutto.

Quando se ne accorsero anche le belve, si diressero verso di lui, ancora più furiosi.

“Ok. Come volete voi, io non mi offendo se preferite divorare prima lei, eh!”

Jennifer lo guardava con dissenso.

“Scappa!” Disse lei.

Mentre il sole era ormai calato, i ragazzi correvano senza più fermarsi, respirando affannosamente.

Tutto ciò non bastava. I Robolupi erano molto più forti ed agili di loro.

Proprio mentre pensavano di non avere speranze di sopravvivere,  vennero abbagliati dall’accecante luce di una lanterna seguita da un forte botto, simile a quello di uno sparo, che fece scappare le belve terrorizzate.

Scampato il pericolo, si riconobbe chiaramente la sagoma di un uomo tarchiato, con in mano un fucile.

“Questo posto non è sicuro per voi. Venite con me”

Serie: LA PRESA


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