Il cane si mangia la coda (aiutato dagli scrittori fantasma)
“Amore verso il prossimo!”
“Dice?”
“Non vedo soluzione migliore. È bello aiutare chi è in difficoltà. Ognuno dovrebbe avere di questi momenti. Non lo pensi anche tu?”
“Quello che penso non importa: non può andare alla festa! È il protocollo.”
“Suvvia, è il primo giorno di cura! Non mi sembra opportuno impedirgli di uscire. Secondo numerosi studi l’aspetto emotivo…”
“Le ricordo che è malato, e il linfoma non-Hodgking non scherza!”
“È grave?”
“Dipende da cosa intende per grave.”
“Cause?”
“Ah, un terno al lotto! Immunodepressione, infezioni virali o batteriche; fattori ambientai quali esposizione a erbicidi, benzene, solventi, radiazioni; stili di vita poco salutari, stress. E l’immancabile genetica.”
“Cure?”
“Chemioterapia, o si affidi alla magia!”
“Possibile che non ce ne siano altre?”
“Farmaci, scienza, luminari e trattamenti. Oppure le inizierà a girare la testa per quante chiacchiere si possono sentire: succo di limone, bicarbonato, meditazione estrema, speleoterapia, e via dicendo.”
“Quindi mesi a ingerire beveroni, a stare male di stomaco, a sentirsi frastornati, in attesa della prossima analisi e dell’ultimo, si spera, consulto.”
“Se va bene, altrimenti sono anni. Ma ne vale la pena. Si fidi!”
“Anche della Bayer?”
“Scusi?”
“Dico: fidarsi della Bayer? È che ci penso dal 2018, quando Bayer acquisì Monsanto, poco dopo la divulgazione dei Monsanto Papers.”
“Sarebbero?”
“Migliaia di documenti interni dell’azienda. Email, promemoria, strategie di marketing e studi tecnici resi pubblici a partire dal 2017 durante le cause intentate negli Stati Uniti da malati di linfoma non-Hodgkin. Sono documenti che hanno scosso il mondo scientifico, perché hanno rivelato come l’azienda abbia operato decenni dietro le quinte per influenzare l’opinione pubblica, e le autorità di regolamentazione.”
“Operato dietro le quinte?”
“Pressioni su agenzie regolatrici come l’EPA, l’agenzia ambientale statunitense; operazioni diffamatorie contro gli organismi che mettevano in dubbio i loro studi, per esempio contro l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro; non coincidenza tra i dubbi interni degli scienziati e le dichiarazioni pubbliche dei manager. Ma la responsabilità maggiore risiede nell’opera di scrittura fantasma.”
“Dipendenti della Monsanto avrebbero scritto o pesantemente editato studi scientifici che poi venivano pubblicati a firma di scienziati indipendenti?”
“Purtroppo!”
“Ha le prove?”
“Il 5 dicembre 2025 è stato ritirato, dopo otto anni dalla sentenza del giudice Vince Chhabria che ha reso pubblici i documenti, lo studio di Williams, Kroes e Munro che dal 2000 veniva considerato il più autorevole sulla pericolosità del glifosato. Uno studio che riguarda direttamente molti prodotti Monsanto. E lo studio affermava la non pericolosità della sostanza.”
“Glifosato? Il principio chimico usato per il Roundup e decine di altri erbicidi?”
“Che puoi comprare tranquillamente in qualsiasi negozio di prodotti agricoli.”
“Ma il suo uso è regolamentato! Da quello che so, non si può usare prima della raccolta dei prodotti su cui viene usato.”
“In Europa. Non in Sud-America da cui arrivano le banane! Ma, tralasciando cosa succede a chi vive nelle zone dove è irrorato con mezzi aerei, non penserai mica che lo mettano con il contagocce? Cosa succede all’N-fosfonometilglicina, il glifosato, dopo che percola nel terreno, regolamentato o meno?”
“Si degrada.”
“In cosa?”
“Non faccia il saccente.”
“È per interagire. Anche a voi dottori sarebbe utile sapere qualcosa di agricoltura, per aiutare i pazienti a ritrovare la propria felicità. La parola, se non sbaglio, viene dal mondo agreste. E dal glifosato, in seguito all’opera di muffe e batteri, deriva l’acido amminometilfosfonico, l’AMPA. Puoi notare che la costante è il fosforo, che è proprio l’elemento inserito dai chimici nell’amminoacido glicina, a cui è stato aggiunto un gruppo fosfonometilico per ottenere la molecola del tremendo glifosato.”
“E l’AMPA è dannoso?”
“Molto più del suo precursore, non essendo valutato ed essendo molto più persistente. È proprio il fosforo, con la sua azione chelante, il responsabile.”
“Comunque sia, rimane nel terreno!”
“Fin quando l’acqua non lo trasporta via nelle falde acquifere e da lì può risalire nella catena alimentare e agricola, indebolendo qualsiasi organismo con cui entra in contatto, poiché priverà il loro metabolismo di importanti nutrienti come alcuni metalli e minerali, e di alcune capacità.”
“Sì, ma nel mio stomaco come ci entra?”
“Vediamo. Mangi pesce? Perché, vedi, al mare l’AMPA prima o poi arriva, e il pesce lo accumula, e poi lo farai tu. Fin quando non sarai mangiato.”
“Mangio poco pesce!”
“Ai vitelli in montagna arriva sul fieno, o nei mangimi, irrorati con l’acqua di pozzi contaminati. E così su broccoli, zucchine, non parliamo delle insalate, che si mangiano crude. E sulle bucce delle banane. Poveri i bimbi che poi si leccano le dita!”
“Non capisco dove vuole arrivare.”
“La Bayer produce numerosi farmaci usati dai malati di linfoma non-Hodgking, tuttavia produce anche uno dei principali responsabili di questa malattia, e non solo. Non ti pare che si debba avere qualche dubbio quando il cane si mangia la coda?”
“Lasci perdere. Si concentri sul suo lavoro. La vita del suo cliente ora dipende da lei. Lui non può più prendere decisioni.”
“Posso mai fidarmi di un sistema del genere?”
“Un caso isolato.”
“Sì, ma se in un lago si pesca un pesce che risulta contaminato dal mercurio, perché il lago è inquinato, secondo te, gli altri pesci come saranno? Tieni conto che ottenere l’analisi del pesce non è stato semplice. I proprietari del lago, che dal pescato guadagnano denaro, hanno fatto di tutto per dimostrare il contrario.”
“E lo hanno dimostrato?”
“Imbrogliando, e pagando tangenti a giornalisti, scienziati, politici…”
“Guardi che i farmaci che le prescriverò io sono di una rivale storica della Bayer, nulla a che vedere con quel mondo. Conosce la Roche? La loro tradizione? Parliamo di Basilea. Di un’azienda che si occupa solo di medicina. Non certo guadagna da semi e diserbanti.”
“Ecco, sono proprio i semi a interessarmi, con i loro segni, da cui è nata la semiotica che tanto mi appassiona. I Greci vedevano nei segni del corpo i semi di una malattia. Chissà se la studiano la semiotica, i produttori di farmaci. Ah, una curiosità: sa chi detiene la maggioranza delle azioni Bayer?”
“Non mi occupo di certe questioni.”
“Non le farebbe male. Poi s’informi anche su chi è il maggior investitore della Roche. Certo, un cane a tre teste che si mangia tre code è uno spettacolo…”
“Non ha altro a cui pensare?”
“Sì, alla salute del mio cliente. La festa…”
“Le ho detto che non è previsto dal protocollo.”
“Nemmeno un po’ di amore verso il prossimo?”
Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Narrativa
Ciao Luigi, questo racconto ha un dialogo che si legge tutto d’un fiato! Il ritmo delle domande e risposte brevi funziona benissimo, e i riferimenti ai Monsanto Papers danno una solidità concreta a tutto il ragionamento. La chiusura circolare sull’amore verso il prossimo lega il racconto in modo davvero riuscito.
Grazie Lino per la tua bellissima analisi.
Ciao Luigi, questo racconto è un faccia a faccia inquietante che smaschera il paradosso di un sistema dove chi produce il veleno (il glifosato) è lo stesso che incassa i soldi per venderti l’antidoto. Il duello tra la freddezza del “protocollo” medico e la logica schiacciante dei fatti rende la conversazione tesa come un interrogatorio di un legal thriller.
Ti lascia addosso una paranoia inevitabile: dopo averlo letto, è impossibile non guardare con sospetto anche la più innocua delle insalate o delle banane al supermercato.
Probabilmente ho riversato, in questo brano, la paranoia che mi lascia addosso il sistema medico. I colori degli uffici, l’aria che si respira, i volti di chi ci lavora, i tariffari dei primari e le liste di attesa. Sì, anche tra me e il brano, mi fai riflettere, è come se il cane si mangiasse la coda. Grazie 🙂
Ciao Luigi, testo intenso e provocatorio, che riesce a intrecciare malattia, etica e potere economico in un dialogo serrato. Mi è piaciuta la tensione tra protocollo e dubbio, tra scienza ufficiale e responsabilità morale. A tratti sembra quasi un duello filosofico più che medico, e questo lo rende stimolante e scomodo al punto giusto. 👍
Ciao Daniele, hai preso in pieno l’energia e il contesto che mi ha spinto a scriverlo. Grazie davvero.
Cavoli, molto bello! Mi hai fatto venire in mente Harry Potter
Magari, Kenji! Ci vorrebbe uno come lui contro il mostro di cui parlo. Grazie per la lettura 🙂
Apprezzo molto il contenuto e la forma con cui lo hai presentato: il dialogo lo rende molto leggero e, quindi, assimilabile. Avendo avuto in famiglia un infausto caso di linfoma non Hodgkin ho letto con cura e maledetto abbondantemente le tre teste e le tre code. Grazie.
Grazie Giuseppe, io l’ho scritto pensando a mio fratello che è ancora malato. Per precisare il cane a tre teste prende i nomi di Black Rock, Vanguard e State Street. Così, giusto per non lasciarlo senza nome.