Il capovolgimento di fronte

Serie: Il cavaliere avventuroso


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Paperone continua le sue avventure

Nord Italia, anno Domini 1301

Paperone Castiglioni pulì la lama con l’acqua. Si perse nel fissare il liquido spazzare via il sangue dal metallo, e pensò che quella stessa mattina, quando era stato ingaggiato dai soldati di Ruscate, avrebbe considerato un gesto simile un imperdonabile spreco.

Ma quella mattina.

Adesso era sera e poteva riposare. Si era battuto, si era guadagnato il suo alloggio, avrebbe continuato a combattere il giorno seguente e neppure voleva distrarsi ad assistere alla partenza dei mercanti.

Le mura di Ruscate gli avevano dato il benvenuto dopo la battaglia per il Piccolo Olona, i ruscatesi gli avevano fatto festa, Paperone aveva esagerato un po’ con il vino. Dopo l’acqua, il vino, era una splendida evoluzione.

Aveva appena terminato di ripulirsi, dopo la spada, l’ultimo pezzo dell’equipaggiamento che aveva avuto bisogno di mondare, si diresse verso il suo alloggio.

Una capanna.

Si doveva accontentare. Era pur vero che lui aveva avuto un passato che aveva promesso un futuro migliore. Non fosse stato per il major domo.

Paperone si accontentò.

Stava per andare a dormire, ma udì delle urla acute.

Si girò a guardare e vide alcuni militi ruscatesi che stavano molestando una ragazza. Una vivandiera.

Paperone non poteva gradire quella scena. Prese coraggio e andò a dare una calmata a quei giovani. Che ci provassero con le meretrici, invece che con una giovane, indifesa e innocente:

«Ehi, basta così».

«Tu che vuoi, forestiero? Pensa agli affari tuoi» lo respinse uno di loro.

Paperone, colto di sorpresa, cadde a terra. «Non mi piace essere trattato così». Si rialzò e iniziò ad azzuffarsi con loro. Uno contro quattro, e la ragazza corse via piangendo.

Anche se era solo contro quei buzzurri, Paperone ne mise fuori combattimento uno e poi un secondo.

Dei due rimasti, uno arretrò, l’ultimo mostrò un pugnale.

«Che succede qua» questa voce bloccò tutto.

Prima che Paperone potesse spiegarsi, il giovinastro disse:

«Mi ha assalito perché ho osato dirgli di non molestare Imelda».

«È una menzogna. Sono stati loro a dare fastidio a Imelda» osservò Paperone con rabbia.

Il condottiero dei ruscatesi gli si parò davanti. «Silenzio». Era un uomo corpulento, con la barba folta e lo sguardo stolido. «Io credo a un ruscatese più che a uno straniero».

«Se la mettete così» ribatté Paperone, offeso. «Se la mettete così». Andò a prepararsi.

«Cosa vuoi fare!» lo inseguì la voce del condottiero di Ruscate.

«Addio». Paperone aveva fatto in fretta a riequipaggiarsi, stava per andare via.

«Ci vuoi tradire?». Quel tipo strinse i denti, circondato dai suoi sgherri. I ragazzacci, intanto, avevano ripreso a dare fastidio alla giovane.

«Io sto dalla parte della giustizia». Approfittando che il portone era ancora aperto perché i mercanti stavano uscendo, uscì a sua volta.

Si sarebbe unito ai gonfalonieri.

Serie: Il cavaliere avventuroso


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