Il combattimento

Serie: L'isola dell'Artiglio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Gli uomini-ienodonte hanno ceduto Roberto agli uomini-arsinoterio

Quell’uomo-arsinoterio spinse Roberto a terra.

Allora lui sollevò lo sguardo e lo fissò con odio, ma non disse nulla.

Il mostro fece due più due e gli rise in faccia. «Sei un vigliacco! Guardati, si vede che mi vorresti uccidere, ma non hai il coraggio di farlo».

«Facciamo in fretta, okay?».

All’ascoltare quelle parole, l’uomo-arsinoterio fece un cenno di assenso. «Prima il cerimoniale». Allora lanciò un urlo.

Accorsero altri uomini-arsinoterio i quali afferrarono Roberto e lo trascinarono fino a una piccola piramide che svettava sulle casupole di quel villaggio. Era in pietra, ma non aveva nulla a che vedere in quanto a grandezza con le piramidi che Roberto aveva visto in Messico.

Tirarono Roberto fino all’altare là in cima, e dopo averlo malmenato lo disposero su quel piccolo manufatto.

Roberto si agitò, era senza controllo. Adesso sapeva cosa gli sarebbe accaduto: uno di quei sacerdoti gli avrebbe aperto il petto per estrargli il cuore ancora palpitante. Quelle nazioni nel Triangolo delle Bermude non erano molto diverse dalle culture precolombiane e forse queste ultime le avevano influenzate in maniera consistente.

Vedendo che si agitava come un’anguilla, gli uomini-arsinoterio che indossavano quelle lunghe vesti variopinte si scambiarono delle battute poi giunse un guerriero che fissando in tralice Roberto gli diede una botta in testa.

Roberto gemette per il dolore, gli venne subito la nausea. Rimase intontito, in balia di quegli assassini.

Avrebbe voluto urlare di terrore, anche tutto il suo disprezzo, ma non lo fece; semmai fissò la lama acuminata che non era metallica ma di ossidiana.

Un uomo-arsinoterio gli strappò la camicia per denudargli il torace.

Bene, che facciano quel che vogliono, basta che agiscano in fretta, pensò Roberto.

Gli vennero in mente tanti ricordi, tanti rimpianti. Quando si era conquistato il tesserino di giornalista professionista, la sua più grande delusione d’amore, la discussione di laurea… Aveva per caso sprecato la sua vita inseguendo dei miraggi? Non lo sapeva, ma bastava che si facesse presto.

Nel momento in cui la lama di ossidiana stava per incidergli il petto, intorno si iniziò a sentire della confusione.

I sacerdoti del Dio dei Corni si distrassero e Roberto superò l’intontimento per vedere entrare nel villaggio delle orde di uomini-smilodonte. Erano tantissimi, una moltitudine, e con i loro artigli artificiali oltre che le zanne aggredirono i difensori.

Gli uomini-arsinoterio si distrassero e lasciarono solo Roberto, ci fu chi si nascose e chi invece andò a combattere.

Allora Roberto rimase sulla sommità della piramide e si godette la scena degli uomini-smilodonte combattere gli uomini-arsinoterio. Presto si unirono contingenti di uomini-ienodonte che agirono con più criterio contro i gattoni: si nascondevano fra le casupole, attaccavano all’improvviso e quando gli uomini-smilodonte stavano per reagire correvano a nascondersi.

Ormai a Roberto erano chiari gli stili di combattimento dei tre popoli e giudicò che, per quanto abitassero sulla stessa isola, le tre nazioni erano molto diverse le une dalle altre.

Mentre restava là ad ammirare quella serie di manovre con gli uomini-smilodonte che dilagavano ovunque ma poi gli uomini-arsinoterio e i loro alleati li ricacciavano indietro – ma per poco – Roberto decise di scappare.

Era meno intontito di prima, era in grado di scendere gli scalini e cercare scampo nella foresta; magari avrebbe potuto incontrare di nuovo Pablo e chiedergli un aiuto per lasciare l’Isola e tornare dal genere umano.

Scese uno scalino, poi un secondo, ma a un tratto si bloccò: davanti a lui c’era qualcuno.

«Luis!» sbottò con un grugnito di rabbia.

Il caporione degli uomini-ienodonte gli sorrise. «Ci si rivede, eh!».

«Già». Roberto fece finta di essere pietrificato per la paura, poi scartò e fuggì verso gli uomini-smilodonte.

«Acciuffatelo!» esplose Luis, e alcuni uomini-ienodonte inseguirono Roberto, poi lo circondarono e di là a poco lo catturarono.

Roberto era disperato. «Che vuoi da me! Mi torturerai… o mi venderai a qualcuno?».

Prima che Luis potesse rispondere, alla base della piramide arrivò un’ondata di uomini-smilodonte.

Ci fu un combattimento con ringhi, artigliate, morsi… Luis si difese, ma poi ordinò: «Ritiriamoci» e, al sentire quella disposizione, gli uomini-ienodonte fecero per portare via Roberto, ma questi urlò: «No, no, no!».

Fra gli uomini-smilodonte spiccarono Comandante e poi Pablo. Forse il primo non lo riconobbe, ma Pablo sì e quindi gridò: «È l’uomo, il nostro uomo! Ce l’hanno loro, liberiamolo!».

Comandante, al sentire tutto ciò, ruggì e allora l’attacco degli uomini-smilodonte ebbe un nuovo impulso.

Come le bestie che erano, uomini-smilodonte e uomini-ienodonte si intrecciarono in un corpo a corpo tutto di sangue e brandelli di carne che volavano via. Roberto stava per svenire per tutti quegli sforzi e anche per la paura, quando Pablo gli venne incontro.

Forse gli sorrise.

«Adesso sei al sicuro».

Roberto superò tutte quelle sensazioni orribili e gli venne in mente un’idea. «Ora basta!».

Serie: L'isola dell'Artiglio


Avete messo Mi Piace3 apprezzamentiPubblicato in Fantasy

Discussioni

  1. Dicerto una grande confusione e Roberto sembra sempre più un giocattolo che le tre fazioni si stanno contendendo. Spero abbia avuto una buona idea per mettere fine a tutto questo