
Il corpo nel corpo
Serie: Notte di Caccia
- Episodio 1: Memorie
- Episodio 2: La proposta di lavoro
- Episodio 3: Il grande incendio
- Episodio 4: La creatura nella foresta
- Episodio 5: Il corpo nel corpo
- Episodio 6: Ricerche e ritrovamenti
- Episodio 7: Visita ai testimoni
- Episodio 8: Visita in ospedale
- Episodio 9: Le sparizioni
- Episodio 10: 21 Novembre 1920
STAGIONE 1
A questo punto, mi affiderò nuovamente alla descrizione del dottor Goodman, l’unico che fu in grado di porre tutto su un piano scientifico e di calmare gli animi già profondamente provati dei presenti.
Incisione toracica di un metro e settanta circa, divaricazione dei tessuti e rimozione delle coste frontali. All’interno non appare esservi presenza di organi o apparati propri di alcuna specie umana o animale. Al posto di essi, bensì, vi è uno strano oggetto che può ricondursi ad un blocco di ghiaccio di forma oblunga, di lunghezza di circa un metro e cinquanta e di un diametro che ritengo non essere inferiore ai sessanta centimetri, seguirà misurazione accurata dopo la rimozione. Mi appresto ad un incisione dell’involucro. La struttura è di colorazione scura, riconducibile ad un origine minerale, come l’onice cristallizzata, incompatibile con la consistenza propria del ghiaccio. Ci accingeremo a scioglierlo mediante sublimazione indotta.
Utilizzarono un areatore costituito da una ventola azionata da un motorino elettrico. L’arnese era ovviamente troppo piccolo per rivelarsi efficace; per cui il signor James, che aveva una vasta esperienza nel riportare alla luce reperti e fossili di mammut, rinvenuti nei ghiacciai del nord, iniziò a creare dei fori in vari punti della superficie mediante uno scalpello, percosso da una martello e poi da un trapano a vite. In questo modo, ci spiegò, avrebbe permesso all’aria più calda di penetrare al di sotto dello strato di ghiaccio e accelerarne lo scioglimento. L’operazione richiese circa tre ore, durante le quali io e il signor Moore ci impegnavamo a deviare l’acqua, ormai disciolta, per evitare di dover lavorare in una pozza umida.
Non facevamo neanche più caso al terribile odore che pervadeva l’ambiente, dato che in alcuni angoli del grande sotterraneo vi era ancora aria respirabile e non contaminata dal miasma mefitico, concedendoci delle brevi pause ristoratrici.
Fu circa a metà del processo che tutti noi perdemmo ogni barlume di raziocinio.
Sono certo che non potrò mai essere in grado di trasmettervi la sensazione di immensa inquietudine che pervase ciascuno di noi. Di certo non mi vergogno di confessare che ero a un passo dalla pazzia per la stanchezza fisica ed emotiva, dovendo affrontare quella serie interminabile di eventi strani e incredibili.
Il ghiaccio conteneva un corpo più piccolo che giaceva in posizione fetale, come un neonato nel ventre materno. La pelle era curata e sembrava dormiente.
“Oh…Mio…” azzardò titubante il signor Moore (ricordo perfettamente la sua esitazione, legata all’evidente sorpresa nei suoi occhi).
In quel momento, l’uomo sdraiato spalancò gli occhi e iniziò ad urlare, ma sembrò non uscire nulla dalla sua bocca. La pelle, dapprima liscia e lucida, divenne improvvisamente violacea e poi nera, mentre si raggrinziva ad una velocità inaudita. Le labbra si ritrassero.
In pochi brevi istanti, divenne un mucchio di ossa.
“Ho già visto un evento simile in passato…” Intervenne Darrel James “Su una mummia ritrovata all’interno di una tomba, in Egitto. Quando venne aperto il sarcofago, il contatto con l’ossigeno distrusse interamente il corpo che vi era contenuto, senza darci il tempo di scattare neanche una foto.”
Dopo qualche indugio i due scienziati ritrovarono la presenza di spirito e presero tutte le precauzioni necessarie per procedere allo smembramento del colosso. L’operazione infatti andava effettuata nell’immediato, dato che il corpo stava iniziando a marcire ad una velocità incredibile, senza contare lo scheletro dell’altro essere nel suo torace.
Moore ed io ci demmo da fare come potemmo. Reperendo sacchi di iuta dai mercati generali. In totale riempimmo ben trentadue sacchi, colmi dei resti della creatura, che caricammo su un autocarro preso in prestito dal cantiere.
Partimmo alla volta della campagna dove, una volta trovato un posto appartato, sotterrammo i resti. Ci vollero diverse ore dato che né io né il signor Moore avevamo voluto chiedere aiuto ai medici, già notevolmente fiaccati dalla lunga operazione sul mostro.
Avevamo tutta l’intenzione di approfondire la questione dal punto di vista medico-scientifico con il dottor Goodman, ma c’era un’altra operazione impellente di cui avremmo dovuto occuparci, ovvero partecipare alle ricerche delle persone scomparse nell’incendio. Le autorità locali avevano infine terminato il censimento degli abitanti e stando al rapporto della giunta sindacale, mancavano all’appello circa venti persone, quasi tutti operai del cantiere, tra cui, Marcus.
Serie: Notte di Caccia
- Episodio 1: Memorie
- Episodio 2: La proposta di lavoro
- Episodio 3: Il grande incendio
- Episodio 4: La creatura nella foresta
- Episodio 5: Il corpo nel corpo
- Episodio 6: Ricerche e ritrovamenti
- Episodio 7: Visita ai testimoni
- Episodio 8: Visita in ospedale
- Episodio 9: Le sparizioni
- Episodio 10: 21 Novembre 1920
La relazione autoptica è sempre molto coinvolgente ed evocativa: sembra quasi di poter ascoltare le parole del dottor Goodman mentre lavora sul cadavere.
A proposito, ottima la scelta dei nomi per i personaggi: molto originale e in tema.
Ho notato solo qualche sbavatura nella temporizzazione delle frasi e un paio di refusi, ma niente di particolare.