IL DEMONE DELLA NOTTE

Non sono come quegli sciocchi che provano un’eccitazione sublime, nel voler parlare con un demone. Quello che vedo io, quando il buio si infila nel mio campo visivo, è immortale e maledetto.

Mi ha soggiogato la mente con il suo sguardo e la voce. Mi ha squarciato la gola, godendo fisicamente del mio sangue. Il suo respiro eccitato, euforico, come un adolescente che si masturba furiosamente, fa strada nel mio cuore inquieto, Sale sul mio petto, a piccoli passi ma profondi, conficcando le sue lerce unghie, seguendo le oscillazioni del mio petto…  
Mi ha strappato la vita, senza ritengo, senza pietà e senza rimorsi, per il gusto unico dell’estasi e del nutrimento. E’ come un gufo che scende in picchiata per afferrare la sua preda con gli artigli, e poi… sparisce nel buio, come se non fosse mai esistito.
E’ il demone dell’ansia. Mi rannicchio sul materasso, con le ginocchia premute al petto. Sono bagnata di sudore. Perlustro con lo sguardo impaurito la stanza, per rassicurarmi che non ci fosse, ma d’improvviso …sento un rumore, un tonfo e rabbrividisco, come se un artiglio, gelido e ossuto si fosse arpionato nella mia schiena come un tridente.

Cazzo, sta arrivando, cazzo! Gli occhi si riempiono di lacrime. Inizio a boccheggiare, come se un fumo nero e tossico mi morde la gola. Tossisco. Mi viene da vomitare. Tutto il mio essere mi grida di non aprire gli occhi che ho chiuso di scatto. I polmoni tremano nel petto come se avessero avuto uno schianto. Devo stare calma, altrimenti la sveglierò quella figlia di puttana. Non devo alimentare le voglie perverse di quell’ essere. Ma ho perso clamorosamente…

Uno strofinio metallico, punge come un’ape nelle orecchie: sta digrignando i denti… Un fragore di un’onda invisibile, mi ha scosso, al punto di farmi cadere dal letto…

E’ qui… Quella forma spettrale, pallida, diafana come la luna, tremolante come una lampadina che sta per bruciarsi, rimbalza nelle parete, e mi scruta con le sue orbite vuote. Sopra di lei, vorticano delle nubi rabbiose, imputridendo l’aria… I capelli, lunghi e ispidi, svelano le sue guance incavate e il suo volto marcito, con la pelle tesa per tutto il cranio, come se fosse di gomma bruciata. Emette una risatina, di quelle terrificanti: è il suono della sua sanità mentale che sfugge come l’ aria da un pallone bucato. Allunga un braccio, con i suoi muscoli rossi come il sangue, e pezzi di pelle stracciati che oscillano, verso di me…

Inghiottisco il mio stridulo di paura. Apro la bocca e mi esce un rantolo, insopportabile per le mie orecchie. Ho paura, sono debole e impotente…

-“Sono qui…”, con un bieco sorriso, i denti stretti in uno sogghigno senza labbra, gli occhi spiritati e folli… Trascina la sua massa informe verso il mio letto… E’ a quattro zampe e si dimena come una bestia impazzita. Quando è ai piedi del mio letto, il demone tira in modo innaturale, le sue labbra sottili in un ghigno terribile da sembrare una ferita aperta.

In un attimo, sono invasa da una fiumana di coraggio. Afferrò la mia ampolla che contiene l’acqua santa. Apro il tappo e lancio un generoso getto di quell’ acqua, verso quel demone, urlando a voce piena “VAFFANCULO!”

Quando quegli schizzi colpiscono a pioggia il suo empio volto, il demone si contorce. Si strappa come un’ossessa la pelle e mi inveisce, bestemmiando, con quella voce gutturale e bestiale. Il demone, è svanito in grumo nero, come risucchiata dallo scarico…

Allungo il cuscino, lo stringo al petto e inizio a piangere… Un’altra battaglia, l’ho vinta. Ma ritornerà, me lo sento…

Avete messo Mi Piace2 apprezzamentiPubblicato in Horror

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Discussioni

  1. Ciao Alessia, ottimo esordio!
    Personalmente trovo davvero ben riuscito questo racconto, mi piace il modo in cui racconti qualcosa di difficilmente descrivibile per chi non la vive sulla sua pelle utilizzando la metafora del demone.
    E la descrizione dettagliata di questo mostro, delle sue fattezze spaventose, unita al ritmo narrativo incalzante fanno davvero provare al lettore che entra in sintonia con la protagonista una sensazione di disagio, una voglia di cacciar via quella creatura.

  2. Benvenuta tra noi e complimenti per questo brano. In bilico tra orrore e realtà, tra pericolo reale e immaginato. Lo stile riesce benissimo a rendere l’ansia della protagonista, trattenendo il lettore fino all’ultima parola.
    Brava

  3. Ciao Alessia, benvenuta 😀
    Questo horror di presentazione mi è piaciuto molto, anche perché gioca molto sulla labile linea di demarcazione fra incubo e realtà. Si presta a varie interpretazioni, il demone può vestire molte facce e non solo quelle sovrannaturali. Una dipendenza? Una creatura delle tenebre? Un mostro ben conosciuto che sotto la maschera umana cela l’inferno?

    1. Ciao Micol, grazie mille! ?
      Ho voluto subliminare l’ansia, di cui ne soffro, in modo così… cruento e spettrale, che potrebbe essere anche plasmato in base allo stato d’animo del lettore, che cela nelle sue pieghe, la più nera e profonda afflizione.