Il dio dei corni

Serie: L'isola dell'Artiglio


NELLA PUNTATA PRECEDENTE: Roberto è stato fatto prigioniero dagli uomini-ienodonte

«Non mi arrenderò mai…».

Continuava a ripeterselo, e intanto gli uomini-ienodonte lo ignoravano se non per concedergli dei brevi sguardi.

Ogni tanto arrivava Luis, il caporione, e gli diceva: «Allora, vuoi parlare?».

Le prime volte Roberto si prendeva la briga di rispondergli, poi incominciò a replicare con dei grugniti, infine con delle smorfie.

Luis scuoteva il capo da ienodonte. «E va bene, l’hai voluto tu». Altri uomini-smilodonte vennero tirati fuori dal recinto e torturati per poi essere uccisi in maniera barbara.

«Mostri… sono dei mostri…». Roberto non aveva più altro da vomitare.

Andarono avanti così per due giorni, poi al villaggio giunse un gruppo di uomini-arsinoterio. Roberto si era dimenticato quanto fossero brutti, anche grotteschi. Era abituato a vedere i rinoceronti nei documentari in Tv, adesso aveva di fronte degli uomini con quelle fattezze a cui poi si aggiungeva il fatto che avevano le corna parallele.

In che incubo sono mai finito?

Gli uomini-arsinoterio scrutarono con interesse Roberto, poi andarono a parlare con Luis. In spagnolo, come ovvio, dissero: «Sono tre secoli che non vediamo un uomo…».

Luis annuiva e Roberto si chiese il perché di quelle informazioni false. Gli uomini-smilodonte erano quattro secoli che non vedevano un essere umano, gli uomini-ienodonte due – anche se sapevano dell’Unità d’Italia –, e gli uomini-arsinoterio tre. C’era sotto qualcosa, ma Roberto non sapeva immaginarsi cosa. Sarebbe stato ottimo se avesse potuto approfittarne, magari per ribaltare le sorti di quella storia, ma non aveva idea di come farcela né tantomeno come uscire: la verità era che era impotente.

Fra Luis e gli uomini-arsinoterio ci fu un conciliabolo, poi fra questi ultimi uno di loro disse: «Lo vogliamo portare via con noi».

Luis inclinò il capo. «E per quale motivo lo desiderate?».

«Lo vogliamo sacrificare al Dio dei Corni, il nostro dio…».

Per tutta risposta, Luis scosse la testa. «No, no, affatto».

«Avanti, Luis, anche se voi ienodonti non credete più in nulla è un nostro diritto averlo per i nostri fini. Che poi, siamo alleati».

«Ma certo che siamo alleati, però non posso permetterlo». Fece un gesto come a intendere che non ci poteva fare nulla. «Non sono io che comando tutto, qua. Ho dei superiori a cui rispondere delle mie azioni».

Gli uomini-arsinoterio insistettero e Luis, astuto, continuò a opporglisi pur in maniera cortese.

Alla fine, il capo di quei bestioni disse: «Ti diamo un po’ di artigli, eh, che ne dici?».

Luis fece un sogghigno interessato, la luce negli occhi avida. «Quanti?».

«Venti».

«Ne voglio trenta».

«Avanti, Luis, non abbiamo trenta artigli».

«Allora credo che non si faccia nulla».

«Siamo alleati!».

«Sono stato chiaro». Fece per andarsene.

«Ho capito, ho capito». L’uomo-arsinoterio, sulla cui corazza c’erano delle decorazioni primitive, si girò a parlare con alcuni dei suoi. «Dategli trenta artigli».

Qualcuno fra gli uomini-arsinoterio si fece avanti e depose in terra un panno che sembrava pieno di… qualcosa. Una volta che lo aprì, si videro degli artigli – ma non erano di smilodonte, né di qualsiasi altro animale che Roberto potesse immaginare: dovevano essere le merci di scambio, sull’Isola.

Luis si fregò le mani e sorrise. «Accetto con piacere».

Gli uomini-arsinoterio annuirono, quindi gli uomini-ienodonte passarono Roberto ai loro alleati.

«Io… io…». Roberto era felice che altri uomini-smilodonte non fossero immolati per l’avidità di sapere di Luis, ma adesso lui sarebbe stato sacrificato. Non poteva fare più nulla, era spacciato.

Serie: L'isola dell'Artiglio


Avete messo Mi Piace1 apprezzamentoPubblicato in Fantasy

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Discussioni

    1. Vedrai mercoledì, poi questa domenica c’è l’ultimo episodio e finisce tutto 😉 Grazie del tuo commento, Alexander!