Il disco della discordia

«Che bella giornata!».

«Hai ragione, Susanna».

Susanna sorrise a Riccardo e insieme, mano nella mano, uscirono dal bosco.

Davanti a loro c’era una collinetta con un prato invitante. Di tacito accordo decisero di arrampicarcisi sopra e da lì godersi il panorama.

Fecero così e dopo qualche minuto Susanna spalancò la bocca. «Ma… ma…».

Riccardo era senza parole, allora Susanna gli si rivolse dicendo: «Ma sapevi di questa… cosa?».

«No, per nulla, non sapevo che da queste parti ci fosse un oggetto simile».

Ci si avvicinarono e dopo aver risalito la seconda collinetta, si misero all’ombra di quel disco di pietra. Susanna, curiosa come non mai, volle aggirare il manufatto e vide che non c’era alcuna scritta, era come se fosse calato dal cielo e nessuno se ne fosse mai accorto.

«Ieri c’è stato un temporale… possibile che sia caduto con qualche fulmine?». Riccardo era perplesso.

«Può darsi, ma…».

Prima che Susanna potesse concludere, si sentirono dei tuoni. Nubi nere si stavano addossando le une sulle altre e poi il suolo si mise a tremare.

A Susanna tutto ciò parve molto strano. Era come se quel temporale si fosse sentito interpellato e allora era appena giunto sopra le loro teste.

«Ho paura!» scoppiò in singhiozzi Susanna. Raggiunse Riccardo e lo abbracciò appoggiando la testa sul suo torace, sentì il cuore che gli batteva a mille e capì che pure lui era spaventato.

«Ma cosa…?».

Dal cielo caddero dei dischi dorati che si avvicinarono al disco in pietra, nel frattempo dalle faglie apertesi sul terreno balzarono degli uomini barbuti armati di martelli.

I dischi dorati spararono dei raggi di luce e i nani reagirono con fendenti di martello e poi, come se fossero in un film di arti marziali di Hong Kong, saltarono in cielo come su dei gradini invisibili e colpirono con i martelli quei dischi.

Era un combattimento, era una battaglia, anche se solo Susanna si chiese il perché di tutto ciò proprio mentre lei e il suo ragazzo erano lì.

«Vieni! Nascondiamoci!» gridò Riccardo.

Si misero dietro il disco, ci si nascosero, ma la lotta proseguì.

Era tutto strano: nani contro alieni… ma solo, era così folle!

Il temporale proseguì con tanti fulmini e i lampi di luce dei dischi, ma non piovve neppure una goccia. I nani continuavano a uscire dalle crepe della terra e molti dischi precipitarono, ma poi questi parvero desistere e andarono via sparendo nelle nubi nere e il temporale andò via, sparì così come era arrivato.

I nani circondarono Susanna e Riccardo, e Susanna balbettò: «Che volete? Il disco per caso? Ma prendetevelo!».

Uno dei nani sorrise sghembo. «No, il disco era solo un’esca di fabbricazione aliena per i nostri nemici. Noi vogliamo voi due».

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