Il disegno di Amanda

Serie: Riconoscersi negli altri


Sono appena uscito da un negozio di giocattoli con Federica che mi ha consigliato che tipo di colori comprare mentre la commessa mi ha indicato di scegliere colori vivaci come il rosso, il giallo, il blu ed il verde. Eccoci all’orfanotrofio dove finalmente conoscerò la bimba al quale farò compagnia, la piccola Amanda, la pittrice.

La signora al punto informazioni manda Federica dal suo bimbo mentre io vengo fermato.
-”Tu sei Marco, dovresti stare con Amanda giusto? Secondo me puoi anche andare a casa, Amanda non vuole vedere nessuno, vuole rimanere sola, poi fai tu.”-

Non è possibile! Io ho troppa voglia di conoscere quella piccolina, alzo le spalle e mi faccio dire dove si trova la piccola pittrice. La signora sorpresa mi indica la strada ed io stringendo forte la confezione di colori mi avvio.

Arrivo in una grande stanza con un enorme tappeto al centro, ci sono due bambini di circa 10 anni che giocano con una dama su un tavolo, altre due bambine che vestono delle bambole e infine in un angolo, davanti ad un piedistallo più alto di lei, vedo Amanda. Sono sicuro che sia lei, mi avvicino e la saluto.

-”Non so chi tu sia ma non voglio che stai qui con me.”-

La bimba non mi degna nemmeno di uno sguardo e continua a spingere un pennello su un blocco da disegno. Lo spinge talmente forte da formare linee molto grosse ed evidenti.

-”Io sono Marco, sono il nuovo ragazzo che il venerdì ti farà compagnia. Una mia amica mi ha detto che ti piace colorare quindi ti ho portato dei colori nuovi e tutti per te!”-

Prendo la scatola dei colori che ho comprato con tanto amore e gliela mostro. Lei inizialmente è sorpresa ma appena vede le tonalità vivaci si incupisce subito.

-”Io non li uso questi colori, io uso solo il nero, il bianco ed il grigio.”-

Mi giro verso il suo foglio colorato e per un attimo mi si stringe il cuore. C’erano linee e spruzzi fatte da colori spenti, tristi. Quel foglio emanava tristezza, era incredibile come una bimba di 7 anni creasse emozioni così malinconiche.

-”Sai Amanda, io me ne intendo molto di arte, un giorno potresti diventare famosa però ti suggerisco di utilizzare anche gli altri colori.”

Prendo il rosso appena comprato e lo spruzzo su quel foglio, distruggendo tutta quella tristezza. Ovviamente io di arte non ne capivo nulla, ma Amanda, anche se non aveva conosciuto mai la felicità e l’amore, era comunque una bambina e credeva alle mie parole.
Non so come, ma nel giro di un’ora io ed Amanda eravamo diventati amici. Le ho raccontato di Gigi, il nonnino della casa di riposo a cui avevo fatto compagnia il giorno prima. Le ho descritto le piante che avevo annaffiato con Gigi e lei talmente presa dalle mie parole che anche se eravamo seduti a terra, le sue gambe non stavano ferme un attimo.

-”Marco, se faccio un disegno a nonno Gigi glielo puoi dare da parte mia? Però mi devi aiutare a scrivere la dedica perché io non so scrivere.”-

Amanda tutta felice strappa il foglio dal blocco da disegno in punta dei piedini, prende quattro o cinque pennelli puliti e tira fuori dalla mia scatola il giallo ed il verde. Io rimango seduto per terra e osservo attentamente i movimenti di quella piccola bimba su quel foglio, ora sono diversi, sono leggeri e sembrano quasi sorridere, proprio come lei. Dopo circa mezz’ora Amanda finisce la sua opera d’arte, lo strappa delicatamente dal blocco e lo appoggia su un tavolo.

-”Ora deve solo asciugarsi, ci metterà poco e dopo faremo la dedica.”-

Il sorriso di quella bimba mi scalda il cuore, la prendo in braccio e la faccio volare, lei ride sempre di più e quando sto per metterla a terra lei mi ferma e mi abbraccia talmente forte che per un attimo mi manca il respiro.

Ora il disegno è asciutto quindi facciamo una dedica a nonno Gigi poi porto Amanda alla macchinetta del caffè dal quale le prendo una cioccolata mentre io prendo il solito caffè.

-”Che buona la cioccolata! Non la bevo quasi mai. Tu sei il mio eroe della cioccolata Marco!”-

Eroe della cioccolata? Buffo ma suona bene. Scoppiamo in una risata innocente, una di quelle che ti vengono proprio dal cuore, una di quelle risate rare dove subito dopo vorresti esplodere in un pianto di felicità. Ovviamente io non sono finito in lacrime ma ho preso Amanda tra le mie braccia e l’ho abbracciata forte.

Serie: Riconoscersi negli altri


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