
IL DOCUMENTO
Serie: L'EREDITÀ DEI RUFO-MONTE
- Episodio 1: IL CUGINO CALOGERO
- Episodio 2: QUEL TRENO PER SOLANELLA
- Episodio 3: NOTTE IN VILLA POLANO-BANCA
- Episodio 4: SEQUESTRATI
- Episodio 5: L’IMPELLENZA
- Episodio 6: LE INFORMAZIONI
- Episodio 7: VOLO MOVIMENTATO
- Episodio 8: UN VIAGGIO IN ELICOTTERO LEGGERMENTE MOVIMENTATO
- Episodio 9: IL DOCUMENTO
STAGIONE 1
Solanella si presentava particolarmente caotica e chiassosa, e col suo quartiere dedicato unicamente ai casinò, ricordava Las Vegas con le sue caratteristiche luci psichedeliche.
«Questo benedetto notaio è ancora tanto distante da noi?» chiese Giovanni. «Stiamo camminando da mezz’ora, e ho la vaga sensazione di percorrere la strada sbagliata per colpa di qualcuno.»
Il cugino, dal canto suo, non capì l’allusione nei suoi confronti, e continuava a guidarlo per le viuzze della città.
«Manca poco» gli rispose con tono risoluto e deciso.
Calogero sembrava più serio del solito, forse proprio perché sapeva di trovarsi a pochi metri dall’agognata cifra accordata col parente, e la preoccupazione, evidentemente, iniziava a serpeggiare anche in lui.
Percorsero quel dedalo di stradine e vicoli per ulteriori dieci minuti, rendendosi conto di quanto quella città fosse ”viva”: ogni strada pulsava di emozioni ed era contraddistinta da urla di commercianti e chiacchiere casuali di gente a passeggio. Giovanni si sentiva stranamente affascinato da tutto ciò, e non riusciva a spiegarsi il motivo.
Giunsero finalmente presso lo ”Studio notarile del dottor Ciarpame”: il luogo in cui era ubicato faceva ben capire, a coloro che vi si recavano, quanto fosse importante quell’uomo a Solanella.
«Ma ha anche la sicurezza all’ingresso?»
«Certo, lui è il notaio Ciarpame…» rispose convintamente Calogero. Nella sua risposta vi era una certa ammirazione per quel signore, e ciò lo si denotava tranquillamente. Era una cosa ovvia per lui.
«E una bella pernacchia non ce la metti?!?»
Lo sguardo di suo cugino smorzò per un attimo l’ilarità di Giovanni.
«Scusa.»
«Entriamo piuttosto.»
Si avvicinarono all’entrata, ma furono prontamente bloccati dai giganti della Sicurezza.
«Buongiorno signori.»
L’uomo della security che aveva parlato aveva una voce cavernosa, era più alto di Calogero di alcuni centimetri e avanzò di qualche passo verso i due cugini. Giovanni temeva seriamente che, da un momento all’altro, gli venisse assestata una sberla dritta in faccia in men che non si dica, e di conseguenza si bloccò all’istante sul secondo scalino, rinunciando a salire la restante parte della piccola scalinata. Calogero invece, imperturbabile, proseguì come se nulla fosse.
«Buongiorno a lei. Io sono Calogero Rufo-Monte, mentre lui è Giovanni Rufo-Monte», disse Calogero indicandolo con un dito, «legittimo erede della Contessa Chiara Rufo-Monte. La nostra prozia ha depositato presso il notaio Ciarpame il testamento che sancisce ciò che le ho appena detto. Vorremmo parlare col dottore, gentilmente.»
«Certo, entrate pure. Prima, però, vi chiediamo la cortesia di farvi perquisire.»
«Fate pure.»
Giovanni si avvicinò ai due omoni e cercò di non incrociare nemmeno il loro sguardo, tanto era spaventato. Superarono la perquisizione tranquillamente.
«Finalmente potrò vedere il notaio Parpame. Mi sembrava una figura mitologica, ormai.»
«Ciarpame si chiama, Ciarpame. Vedi di non sbagliare il nome anche di fronte a lui, gentilmente.»
«Spero di no, altrimenti il testamento me lo farà mangiare probabilmente.»
Bussarono alla porta dello studio. Dall’interno qualcuno disse ”Prego” e i due entrarono.
Il notaio era seduto alla scrivania, su una comoda sedia, intento a maneggiare dei documenti. Sulla sua destra vi erano una serie di cartelline colorate al cui interno erano inseriti vari fogli. Sulla sinistra, invece, un’altra montagna di documenti.
«Dottore buongiorno» debuttò Calogero cercando di stringere la mano al notaio. Quest’ultimo, quasi frastornato dalla mole di lavoro, fece prima mente locale, poi rispose anch’egli al saluto, alzandosi dalla sedia.
«Buongiorno a voi. Prego, accomodatevi pure» rispose indicando le poltroncine posizionate dall’altro lato della scrivania. I due si sedettero.
«Allora signori, ditemi: cosa desiderate, se posso esservi utile.»
«Non so se si ricorda di me dottore, ma io venni già qui nel suo studio in occasione dell’apertura del testamento della Contessa Chiara Rufo-Monte. Sono uno dei suoi pronipoti, Calogero Rufo-Monte.»
«Si, ricordo benissimo. La vostra prozia ha lasciato un’eredità incredibile ad un altro suo pronipote, nonché suo cugino, Giovanni Rufo-Monte, che però non si è presentato al momento dell’apertura. Qualcuno lo ha avvisato che rischia di perdere tutto se non firma il testamento entro domani sera?»
«Sì, mi hanno avvisato dottore » intervenne Giovanni nella conversazione tra i due. «In questo momento ha di fronte a sé proprio il legittimo erede.»
Il notaio non nascose un’espressione sorpresa per quella rivelazione.
«Lei è il nipote della signora?»
«Certo, chi dovrei essere?»
Il notaio non riusciva a credere ai suoi occhi.
«Lei non si rende conto delle pressioni che ho subito fino ad ora dai suoi parenti. Ma lo sa che la voce dell’eredità si è diffusa ormai in tutta Solanella?!»
Giovanni non riusciva a capire.
«Non ho capito dottore: la voce dell’eredità si è diffusa in tutta la città?»
«Esatto!»
Secondi di silenzio seguirono la risposta.
«Che discrezione, complimenti…»
«Ormai facevamo tutti il tifo per lei signor Rufo-Monte.»
«Pure?!»
«Certo. L’avremmo aiutata a raggiungere più in fretta la città se solo avessimo avuto una sua fotografia, ma non potendola riconoscere, non abbiamo potuto fare nulla.»
«Che pensiero gentile, davvero» commentò in maniera ironica Giovanni. «Quindi io sono partito da casa quattro giorni fa, sono stato sequestrato, mi hanno sparato addosso e quasi ucciso, ho assistito al ferimento di un uomo, ho preso in prestito un elicottero, sono quasi morto trecentoventidue volte in meno di un’ora, mio cugino ha effettuato un atterraggio…lasciamo perdere, e ho percorso mezza città per sentirmi dire che bastava inviarle una mia foto per arrivare tranquillamente nel suo studio e firmare il testamento?!»
«Sì.»
Non rispose. Nell’ambiente calò un silenzio gelido.
«Mi lascia gentilmente due secondi con mio cugino? Devo un attimo farlo fuori!»
«Lei è davvero molto simpatico signor Rufo-Monte, devo riconoscerglielo.»
«Benissimo, e allora firmiamo questo benedetto testamento. Dov’è?»
«Eccolo qui…»
Giovanni iniziò a leggere quanto vi era scritto:
«Birlindan, birlindan,
questa canzone come fan…»
Erano tutti e tre confusi.
«Mi scusi, ho sbagliato foglio.»
«Si figuri, capita.»
Immediatamente il notaio provvide a passare un altro foglio a Giovanni, che iniziò a leggere anche in questo caso ad alta voce.
«Apportare delle modifiche alla macchina: spinterogeno, motore, freni, ruote posteriori e sedili da cambiare…»
«Mi scusi ancora, ho sbagliato di nuovo foglio. Ci sono talmente tanti documenti qui…»
«Si figuri, può capitare.»
Terzo foglio e terza lettura ad alta voce: «Arrivati in via Gran Sasso girare a destra, prendere la prima traversa a sinistra, proseguire per cento metri circa, svoltare nuovamente a destra e chiedere del signor Calchiria?!»
L’espressione del notaio faceva denotare un certo caos mentale.
«Aspetti giusto un attimo» disse uscendo dallo studio e chiudendosi la porta alle spalle.
«Ma questo dove l’hanno preso? Al manicomio?» commentò Giovanni.
«Guarda che ha tantissime carte su cui sta lavorando. È normale essere un po’ confusi.»
Ciarpame rientrò nello studio portando con sé la propria segretaria.
«Guardi» disse il notaio «questa era la cartella in cui avevo inserito il testamento della contessa Rufo-Monte, ma non lo trovo più. Per caso sa che fine ha fatto?»
«Certo che lo so dottore: l’altro giorno è venuto un signore che mi ha detto di essere d’accordo con lei per il ritiro del documento. Diceva di essere l’erede della contessa.»
Giovanni guardò la segretaria interdetto. Dalla sua bocca non fuoriusciva neanche una parola.
«Scusi, mi sta dicendo che ha dato il testamento ad un signore?»
«Sì.»
«Complimenti, ha fatto un’ottima cosa!»
«Grazie.»
«Ma quale grazie?!? Si rende conto che l’ha perso il documento? Sono io l’erede della contessa!» gridò nervosamente.
«Ma io credevo che fosse lui il-»
«E credeva male! Adesso come lo ritroviamo questo benedetto testamento? Me lo spiega?!»
«Io non volevo perderlo, mi dispiace.»
Il nervosismo iniziò a diminuire pian piano. Giovanni sentì di poter proseguire il dialogo con maggiore tranquillità.
«Va bene, non si preoccupi. Com’era questo signore? Se lo ricorda almeno?»
«Era elegante, aveva i capelli e gli occhi castani, mi incuteva un po’ di paura e-»
«È Luigi. È sicuramente quel maledetto di Luigi» commentò Giovanni le parole della segretaria.
«Ma non ha detto nulla di tanto importante per capire che fosse lui, signor Rufo-Monte.»
«Mi dia retta dottore, solo quel serpente di mio cugino può incutere paura. Quel grandissimo basta-»
«Cosa suggerisce di fare?» chiese Calogero interrompendolo. Cercava in tutti i modi di evitare quel tipo di figure, soprattutto davanti al notaio.
«Vi consiglio di rintracciarlo e di recuperare il testamento in qualche modo» rispose Ciarpame «evitando ovviamente di fare danni di qualsiasi natura a cose o persone» precisò.
«Dovremmo rintracciarlo noi dottore? La sua segretaria perde il documento e noi dovremmo rintracciare mio cugino?»
«Va bene, ammetto che ha ragione signor Rufo-Monte. Metterò a vostra disposizione un mio amico in Polizia: vi aiuterà a trovare il vostro parente.»
Salutato il notaio, Giovanni e Calogero uscirono dallo studio e, giunti in strada, rimasero alcuni secondi fermi e in silenzio per fare anch’essi mente locale. Il primo guardò in faccia il secondo e sospirò.
«La stazione della polizia quanto dista da qui?» chiese.
«Qualche chilometro. È dall’altra parte della città.»
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Calogero è un po’ come Magia, la gatta di mio padre: ha capito di chiamarsi Magia dopo una decina di anni; Calogero, invece, dopo una decina di episodi non ha ancora memorizzato il nome del notaio! 😹
Povero Giovanni, non gli bastavano tutta quella serie di disavventure, ora con suo cugino deve pure andare a riprendersi il testamento! Cornuto e mazziato, insomma! 😹
Eccoci! Finalmente conosciamo il notaio Ciarpame…non mi sembra molto sul pezzo, anzi. Un poco casinista🤭
Sono davvero curiosa di sapere il seguito…
Sì leggermente confuso questo notaio ahahah. Grazie come sempre Dea!